La denuncia choc dell'inviato Onu in Siria, 15 bambini morti per il freddo e la mancanza di cure

Martedì 15 Gennaio 2019 di Franca Giansoldati
Damasco - In Siria sono 15 i bambini profughi morti a causa del freddo, della neve caduta in questo periodo e per l'imposibilità di avere cure. Quasi tutti avevano meno di un anno d'età. Un bilancio terrificante. A denunciarlo è stato il nuovo inviato dell'Onu per la Siria, Geir Pedersen che ha appena concluso la sua prima visita in loco. Pedersen ha raccontato che le temperature glaciali che si sono registrate ultimamente hanno provocato la morte di otto bambini solo in un campo di rifugiati vicino a Rokbane, nel Sud della Siria. Sette altri minori sono morti mentre fuggivano da una delle aree ancora in mano ai jihadisti, ad Est del Paese. 

«La vita dei neonati è a rischio, non ci sono trattamenti adeguati, nè condizioni tali da evitare tragedie. E non ci sono scuse per quello che sta accadendo nel XXI secolo». Il conflitto che dal 2011 ha devastato il paese si calcola abbia finora fatto almeno 360 mila morti, provocando una crisi umanitaria terribile, costringendo milioni di persone ad abbandonare le proprie case e trovare rifugio all'estero oppure in altre zone in Siria. A Rokbane vivono in modo precario, ricevendo aiuti umanitari dalle agenzie Onu, alcune decine di migliaia di persone. Il norvegese Pedersen, il quarto inviato dell'Onu a tentare una mediazione, prende il posto di Staffan de Mistura che ha lasciato l'incarico alcuni mesi fa, riconoscendo l'impossibilità a formare un comitato capace di elaborare una nuova costituzione per la Siria.   Ultimo aggiornamento: 16:18 © RIPRODUZIONE RISERVATA