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Israele, scoperta la città natale di San Pietro: un mosaico di 1500 anni fa rivela la posizione della biblica Betsaida

foto El-Araj Excavation Project
di Laura Larcan
4 Minuti di Lettura
Giovedì 18 Agosto 2022, 12:38 - Ultimo aggiornamento: 18:38

Lo chiamano ormai il mosaico di San Pietro. Una decorazione pavimentale di 1500 anni fa che sta calamitando l’attenzione di studiosi di tutto il mondo perchè indicherebbe oggi il luogo esatto della perduta città biblica di Betsaida, dove nacque l’apostolo. Il mosaico conserva una iscrizione preziosissima per gli archeologi: in greco antico, tradotta e interpretata come una preghiera di intercessione al “capo e comandante degli apostoli celesti”. Ossia, Pietro, il primo dei seguaci di Gesù, tramandato come il “capo del gruppo” di fedeli, Simon Pietro colui che viveva facendo il pescatore fino a quando non incontrò Gesù: fu così che abbandonò la propria casa per seguirlo.

Il mosaico è stato rinvenuto un anno fa, durante gli scavi condotti presso un’antica chiesa del I secolo d.C. nel Nord di Israele. Ma solo ora è stato riportato alla luce dagli strati di terra e fango l’intero testo subito interpretato. E quella che ormai viene definita “la chiesa degli Apostoli” diventa la prova archeologica importantissima: la chiesa, infatti, sarebbe stata costruita per commemorare la casa natale di San Pietro in quella che era la città di Betsaida. Insomma, quella che oggi è El-Araj nel nord del paese sarebbe proprio la città biblica perduta di Betsaida, situata sulla sponda settentrionale del Mar di Galilea.

Una scoperta definita dagli studiosi «eccezionale», anche perché potrebbe porre fine a una lunga discussione sul fatto che Pietro sia nato a Betsaida o Cafarnao, entrambe menzionati nella Bibbia. Come riporta l’inglese Daily Mail, tutto è iniziato con lo scavo condotto nel 2021 presso le rovine della chiesa bizantina presso el-Araj. Qui, nell’ambiente della sagrestia è cominciato a riaffiorare la decorazione del pavimento con tessere bianche e nere con motivi decorativi floreali incorniciati da un medaglione rotondo. L’interesse degli archeologi è stato però catturato dalle lettere dell’iscrizione.

GLI ESPERTI

«Questa scoperta è il nostro più forte indicatore del fatto che Pietro avesse un’associazione speciale con la basilica, ed era probabilmente dedicata a lui - spiega al Daily Mail Steven Notley, archeologo del Nyack College di New York - Dato che la tradizione cristiana bizantina identificava abitualmente la casa di Pietro a Betsaida, e non a Cafarnao come spesso si pensa oggi, sembra probabile che la basilica ricordi la sua casa». La chiesa sembra sia stata distrutta da un terremoto nel 749 d.C. e così sepolta dall’evento sismico, nell’oblio del tempo. «Uno degli obiettivi di questo scavo - ha dichiarato il direttore dello scavo Mordechai Aviam - era verificare se abbiamo nel sito uno strato del I secolo, che ci permetterà di suggerire un candidato migliore per l’identificazione della biblica Betsaida. Non solo abbiamo trovato resti significativi di questo periodo, ma abbiamo anche trovato questa importante chiesa e il monastero intorno ad essa».

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