Scienziato vola dal 14° piano e muore: «Lavorava a un vaccino anti-Covid». Giallo a San Pietroburgo

Scienziato vola dalla finestra e muore: «Lavorava a un vaccino anti-Covid». Giallo a San Pietroburgo
di Michele Galvani
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Lunedì 21 Dicembre 2020, 10:06 - Ultimo aggiornamento: 19:43

Giallo in Russia: uno scienziato che lavorava «al vaccino Covid-19» è morto dopo essere volato giù dal 14° piano: lo hanno ritrovato riverso a terra «in mutande dopo essere stato accoltellato», hanno fatto sapere le autorità locali. Il comitato investigativo russo ha aperto un'indagine per l'omicidio del dottor Kaganksy, un assistente professore a Vladivostok, che aveva lavorato anche a Edimburgo per 13 anni, fino al 2017.

Recentemente Alexander Kagansky è stato direttore del Centro di Medicina Genomica e Rigenerativa presso l'Università Federale a Vladivostok, dove ha continuato la collaborazione di ricerca con l'università scozzese. L'accademico stava «sviluppando un vaccino contro il coronavirus» ed è morto «in circostanze strane», hanno scritto gli investigatori. Il rapporto non ha fornito ulteriori dettagli. La morte è avvenuta a San Pietroburgo, dove Kagansky era andato a trovare un vecchio compagno di scuola, tale Igor Ivanov. La polizia ritiene che ci sia stata una «colluttazione», poco prima della caduta di Kagansky.

Il suo corpo è stato trovato da una donna sotto un isolato in via Zamshin domenica pomeriggio. Un residente di San Pietroburgo, 45 anni, è stato arrestato come sospettato: al momento non si conoscono altri dettagli. Kagansky tra il 2005 e il 2012 aveva lavorato presso il Wellcome Trust Centre for Cell Biology, Università di Edimburgo, come ricercatore post-dottorato associato e poi ricercatore senior. Recentemente aveva ricevuto una borsa di studio russa per aver studiato nuovi modi di diagnosticare e curare i tumori cerebrali maligni.

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Era anche un sostenitore della ricerca sull'utilizzo di erbe e funghi come potenziali soluzioni per il trattamento dei tumori. In precedenza aveva studiato e lavorato negli Stati Uniti. Nel 1991 era stato il primo delegato russo al Parlamento europeo della gioventù ed era anche un membro della Young Academy of Scotland. L'omicidio - o almeno tale sembra essere - del dottor Kaganksy porta a otto il numero di cadute di finestre legate al coronavirus in Russia, tutte fatali tranne una. I familiari delle vittime sostengono che i malati di coronavirus hanno spesso pensieri suicidi a causa dei farmaci usati per curarli, inducendoli a tentare appunto di uccidersi. Ad oggi, solo ipotesi e teorie.

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