Scarface, serial killer albanese, condannato ad altri 20 anni: in Italia uccise due persone

Mercoledì 3 Aprile 2019 di Alix Amer
Mane Driza, serial killer albanese, condannato ad altri 20 anni: in Italia uccise due persone

Un serial killer albanese soprannominato Tony Montana (come il protagonista del film Scarface di Brian De Palma, interpretato da Al Pacino) è stato condannato oggi per il suo quinto omicidio ad altri 20 anni di carcere per aver ammazzato il suo coinquilino nel 1999. Hitman Mane Driza, 41 anni, usò un manico di piccone, un coltello a serramanico e un coltello da formaggio per infliggere più di 120 fendenti al suo amico Stefan Mone «un attacco brutale e senza pietà», venne definito dalla polizia. Oggi il Giudice Sarah Munro ha detto: «È un caso molto insolito, se non unico». La fidanzata incinta di sei mesi di Mone, trovò il corpo il giorno seguente: riuscì a identificarlo solo dalla fibbia della cintura.

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L’ultima volta si erano visti in ospedale per controllare l’andamento della gravidanza. Il serial killer Driza era fuggito dalla sua terra natale nel 1997 dopo aver ucciso un padre e un figlio, Elmaz e Lavdosh Kannani, nel loro villaggio di Bishan in Albania, per risolvere una sanguinosa faida. È arrivato nel Regno Unito lo stesso anno sostenendo di essere un orfano di 17 anni e gli è stato concesso il permesso di rimanere fino al dicembre 2001 come minorenne non accompagnato in fuga dal Kosovo (ma non era vero). Dopo che il suo matrimonio con una brasiliana era finito, si era trasferito dall’amico albanese Stefan, che ha poi ucciso motivando il gesto «aveva rubato la fede del mio matrimonio con Roselane».
 
 

Il procuratore Tim Cray ha detto alla corte: «La scena all’interno di quella casa di Wembley era orribile... Stefan era stato pugnalato e picchiato a morte». La punta di un coltello a serramanico fu trovata incastonata nella parte posteriore del suo cranio. A poche ore dall’omicidio di Londra, Driza era già in volo per Milano dall’aeroporto di Stansted. Poco meno di sei mesi era in un carcere italiano per aver ucciso altri due uomini, Maskaj Artant e Blusaj Albert, in un bar di Catania, in Sicilia. Un terzo uomo è sopravvissuto alla mattanza solo perché la sua pistola si inceppò. Per questo era stato condannato a 20 anni da un tribunale italiano.

Quando gli agenti di Scotland Yard volarono in Italia per parlare con lui, raccontò che si era trasferito in Gran Bretagna «per fuggire dalla polizia albanese e anche dai parenti delle sue vittime in Albania che volevano vendicarsi di lui». Ha anche raccontato che il giorno dell’omicidio di Stefan, era stato lui per primo ad essere aggredito e che si era difeso. Ma dopo aver ascoltato il numero di ferite che la sua vittima aveva subito, la giuria ha impiegato solo due ore e mezzo per condannarlo. Il giudice Sarah Munro lo ha rimandato in custodia prima della sentenza di oggi. L’ispettore investigatore di Scotland Yard, Garry Moncrieff, ha sottolineato: «Driza si è dimostrato un individuo estremamente violento che non ha esitato nemmeno un attimo a risolvere i problemi uccidendo. Ha ammesso liberamente tutti gli omicidi che ha commesso ma non ha mai mostrato rimorso.

Stefan, collega albanese, e suo amico lo ha massacrato perché non trovava la sua fede. E quando il giovane è stato assassinato 20 anni fa Driza è stato identificato molto presto come il principale sospettato, ma ci sono voluti molti anni per portarlo davanti ai tribunali britannici. Questo caso dimostra la determinazione e la tenacia della polizia nell’assicurare coloro che commettono violenze, indipendentemente da quanto tempo fa si sono verificati reati». Le indagini proseguono per verificare se nella sua lista di omicidi non sia sfuggito altro.

Ultimo aggiornamento: 21:49 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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