Russia-Ucraina, polveriera Kiev: vertice Macron-Putin per evitare la guerra

I leader si parleranno venerdì al telefono: il presidente francese cerca la mediazione

Russia-Ucraina, polveriera Kiev: vertice Macron-Putin per evitare la guerra
di Francesca Pierantozzi e Flavio Pompetti
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Mercoledì 26 Gennaio 2022, 00:45 - Ultimo aggiornamento: 27 Gennaio, 08:29

PARIGI - «Un dialogo esigente e lucido»: questo promette Emmanuel Macron a Vladimir Putin. I due si parleranno venerdì mattina al telefono, lo ha voluto l’Eliseo, e il Cremlino ha accettato. Macron ha precisato ieri sera, da Berlino e accanto al cancelliere Olaf Scholz, l’obiettivo della chiamata: «Fare il punto insieme sulla situazione, avviare un dialogo esigente, ottenere chiarimenti». Ma Oltreatlantico i toni sulla crisi ucraina sono ben altri: «Potremo muovere delle truppe a breve», ha detto il presidente americano Joe Biden, anche se ha escluso «un impiego di militari americani della Nato in Ucraina». In compenso Biden ha detto di prendere in considerazione «sanzioni personali» contro Putin, mentre alla Casa Bianca continuano a considerare che «il pericolo sia imminente».

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L’ESCALATION
Al termine dell’ennesima giornata di escalation anche sul campo, con esercitazioni delle truppe corazzate russe in Crimea e manovre ai confini orientali dell’Ucraina, Macron vuole assicurare all’Europa – che presiede dal primo gennaio – il ruolo di grande mediatrice, di soggetto capace di parlare con «fermezza», ma anche di riportare la faccenda sui binari della diplomazia e del negoziato e schivare non solo lo scontro armato, ma anche lo scoglio delle sanzioni. Accanto a lui, Scholz non potrebbe essere più d’accordo: «de-escalation» è la parola d’ordine. Anche perché le sanzioni – in caso di attacco russo – potrebbero ritorcersi in tempo reale contro la maggior parte dei paesi europei, con un’Unione che dipende per oltre il 40 per cento dal gas russo per i suoi fabbisogni energetici e una Germania che è arrivata, nel secondo semestre del 2021, addirittura al 75 per cento. 

Inevitabile che sul tavolo del «dialogo esigente» non pesino anche le considerazioni energetiche. «Il dialogo con Putin ha molti format – ha detto Macron – c’è quello diretto tra Usa e Russia, che deve proseguire, poi quello tra Russia e Nato, un altro nel quadro dell’Osce (l’Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa, ndr.), che offre una cornice di quadri e valori che abbiamo accettato tutti, russi compresi, e infine c’è il dialogo nel “format Normandia”, tra Unione Europea e Russia». 

Questa sera a Parigi ci sarà un incontro del format Normandia (che mette insieme Russia, Ucraina, Francia e Germania) a livello di consiglieri diplomatici. Anche in questa sede, hanno fatto sapere fonti dell’Eliseo, l’obiettivo è «disinnescare» la tensione e avere «chiarimenti» da Mosca. «In caso di aggressione ci sarà una risposta, e il prezzo sarà alto» ha confermato Macron, che ha parlato della Russia come di una potenza che «in questo momento porta instabilità ai confini dell’Europa». Da Bruxelles, i dirigenti europei sembrano pronti ad allinearsi sulla linea dura di Biden: «Non sappiamo se Putin ha già preso la decisione di invadere, ma noi siamo in massima allerta – ha detto un portavoce della Commissione –. Se la Russia si imbarca in future violazioni della sovranità territoriale o in aggressioni reagiremo in maniera molto decisa». 

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Washington e i suoi alleati intanto stanno disegnando piani di contingenza nel caso di un’invasione dell’Ucraina. Piani durissimi, che prevedono l’isolamento totale del paese di Putin dal resto della finanza e dal commercio globale. L’idea lanciata dall’amministrazione Biden è il blocco totale dell’esportazione russa di materie prime, tra le quali il petrolio e il gas, prima risorsa dell’economia locale. Per bilanciare il vuoto di combustibile che si verrebbe a creare, gli alleati stanno valutando l’estensione delle riserve e la disponibilità di nuove forniture in via emergenziale. Le sanzioni economiche correrebbero anche in senso contrario: il blocco riguarderebbe l’esportazione verso la Russia di materiali essenziali per l’industrializzazione dell’economia del Paese perseguita da Putin. Nel mirino entrerebbero l’intelligenza artificiale, l’informatica quantistica, la difesa, l’industria aerospaziale e altri settori chiave per la competitività russa in campo internazionale. L’Alleanza Atlantica intanto ieri ha tenuto una riunione a Bruxelles per puntare i riflettori sul tema della sicurezza energetica e nei prossimi giorni la commissaria Ue Kadri Simson sarà a Baku e a Washington per discutere del piano per garantire forniture alternative.

 

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