Russia-Stati Uniti, Casa Bianca: «Nostri militari pronti». E Kiev vuole aderire alla Nato

Stoltenberg frena: per l’ingresso nell’Alleanza serve l’unanimità

Russia-Stati Uniti, Casa Bianca: «Nostri militari pronti». E Kiev vuole aderire alla Nato
di Marco Ventura
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Sabato 1 Ottobre 2022, 00:32

«Quelle terre sono ucraine. Zaporizhzhia è Ucraina. Kherson è Ucraina. Luhansk è Ucraina. Il Donetsk è Ucraina, e anche la Crimea». Ai pomposi proclami di Putin sull’annessione alla Federazione russa di altre quattro regioni, il segretario generale della Nato, Jens Stoltenberg, replica con la riaffermazione di valori e interessi strategici dell’Alleanza e il sostegno a Kiev, adesso e in futuro, anche nella prospettiva dell’adesione dell’Ucraina alla Nato, «come di ogni democrazia europea che ne faccia richiesta, ma a patto che ci sia l’unanimità dei membri». E il segretario di Stato Usa, Blinken concorda: «Per ora aiutiamo Kiev sul terreno». Ma poi da Washington fanno sapere che si mette in conto anche uno scenario più complesso: «I militari americani in Europa - ha detto il consigliere per la sicurezza nazionale, Jake Sullivan - sono pronti a ogni evenienza».

 

LA SCELTA

Le parole d’ordine, nel quartier generale della Nato a Bruxelles, sono due: «calma e fermezza». Nessuna concessione a Putin, ma equilibrio nel dosare parole e azioni, perché come ribadisce Stoltenberg, l’Alleanza «non è in guerra con la Russia, ora il nostro obiettivo è proseguire nel supporto all’Ucraina in ogni modo, per metterla in condizione di difendersi dall’aggressione della Russia». Netta la condanna dei «falsi referendum progettati a Mosca e imposti all’Ucraina in totale violazione delle norme internazionali, un furto di terre illegittimo». Stoltenberg calcola che le porzioni annesse costituiscono «il 15 per cento del territorio ucraino, più o meno quanto il Portogallo, sequestrato illegalmente dalla Russia sotto la minaccia delle armi». Gli alleati Nato «non riconoscono e non riconosceranno mai quelle aree come parte della Federazione russa». Per Stoltenberg è «la più grande tentata annessione di territori europei dopo la Seconda guerra mondiale». Per le sorti del conflitto «non cambia nulla, né cambia la nostra posizione», aggiunge. «Accettando l’annessione alla Russia, accetteremmo le loro minacce e i ricatti nucleari, faremmo ciò che vuole il Cremlino». Ma questo non sarà mai, anzi. L’Ucraina ha «tutto il diritto di riprendersi le terre sottratte, e ha il nostro appoggio». E in risposta a quanti in Europa sono scettici sul prezzo da pagare alla chiusura dei rubinetti del gas e agli atti di sabotaggio attribuibili a incursori russi nel Baltico contro i gasdotti, Stoltenberg dice che se venisse meno il sostegno occidentale a Kiev, «il prezzo da pagare sarebbe più alto, con un’eventuale vittoria della Russia ci troveremmo in un mondo più pericoloso».

 

LO SCENARIO

Nelle ultime settimane c’è stata la «più grave escalation del conflitto dal 24 febbraio, inizio dell’invasione, per la combinazione tra la mobilitazione in Russia con la spregiudicata e pericolosa retorica nucleare e il tentativo attuale di annettere illegalmente parte dell’Ucraina». E c’è l’ombra russa sulle quattro esplosioni che hanno aperto tremende falle nei gasdotti Nord Stream 1 e 2, provocato un enorme danno ambientale e messo in allerta l’Europa per le infrastrutture critiche che si sono rivelate vulnerabili. Ieri Stoltenberg ha parlato col cancelliere tedesco Scholz di quelle «enormi esplosioni, un tema molto serio». Ora il monitoraggio e la sorveglianza sono incrementati. «La Nato è presente con capacità navali e aeree nel Mar Baltico e questo è un messaggio che viene mandato e riguarda la preparazione dei Paesi dell’Alleanza a difendersi l’un l’altro».

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Proprio ieri i caccia italiani in missione Nato di pattugliamento sono decollati per intercettare caccia russi al confine russo con la Polonia. Le unità in mare stanno raccogliendo dati e informazioni che potranno «essere d’aiuto alle indagini come al monitoraggio delle infrastrutture». Sullo sfondo c’è sempre la minaccia dell’atomica, sia pure nella versione ridotta dell’arma tattica. «La Nato è vigile e monitora da vicino quello che sta facendo la Russia», ammonisce Stoltenberg. «Se Mosca usasse le armi nucleari, le conseguenze per loro sarebbero davvero severe. Al Cremlino devono capire che una guerra nucleare non potrebbe mai essere vinta». Le parole di Putin hanno avuto un altro effetto. Zelensky non si sente più legato ad alcun tipo di trattativa con Mosca per l’adesione dell’Ucraina alla Nato. «Di fatto ci siamo già, nella Nato. Abbiamo dimostrato la compatibilità coi suoi standard. Ora chiediamo di aderire di diritto, in modo accelerato. E non negozieremo con la Russia finché Putin ne sarà il presidente». 

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