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La Russia vuole invadere anche Polonia, Estonia, Lettonia e Lituania? I timori e il problema del corridoio di Kaliningrad

La Russia vuole invadere anche Polonia, Estonia, Lettonia e Lituania? I timori e il problema del corridoio di Kaliningrad
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Mercoledì 2 Marzo 2022, 10:57 - Ultimo aggiornamento: 3 Marzo, 06:43

La guerra si allarga. Non sul campo, dove al momento sotto attacco c'è l'Ucraina e non altri Paesi confinanti dell'ex Unione Sovietica. Eppure l'area dei Baltici - Estonia, Lettonia, Lituania - e la Polonia, già da qualche giorno sono in allarme perché credono di essere le prossime vittime dell'espansionismo di Putin. Per questo è stato invocato, dopo l'invasione delle truppe russe in Ucraina, l'articolo 4 del Trattato dell'Atlantico del Nord. Cosa prevede? Che i Paesi della Nato possono richiedere consultazioni ogni volta che «nell’opinione di almeno uno di essi, è minacciata l’integrità territoriale, l’indipendenza politica e di sicurezza di qualunque dei paesi dell’alleanza». La richiesta nasce per coordinare delle possibili risposte e, in questo caso, per mostrare unità d'intenti. Perché Polonia e i Paesi Baltici si sentono minacciati. 

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L'exclave di Kaliningrad e il corridoio di Suwalki

La paura nasce dalle "giustificazioni" che Putin ha dato spiegando la scelta di invadere l'Ucraina. Un revisionismo storico che ha coinvolto Estonia, Lettonia, Lituania e Polonia, che fino al 1991 erano parte dell'Unione sovietica. Se il presidente russo vuole tornare a quel tipo di ordine internazionale, potrebbe non fermarsi alla sola Ucraina. Scatenando però una serie di conseguenze disastrose - una vera e propria guerra mondiale - considerata l'adesione alla Nato di questi Paesi. Nato che interverrebbe militarmente, a differenza di quanto sta accadendo in Ucraina, in nome dell'articolo 5 dell'Alleanza. Polonia e Lituania condividono con la Russia il confine nord-occidentale dell'area di Kaliningrad, l'exclave sul mar Baltico (una parte di Russia, fuori dalla Russia) proprio tra Polonia e Lituania da 500mila abitanti.

In particolare, il corridoio di Suwalki, la striscia di terra di 104 chilometri che da Kaliningrad porta in Bielorussia, è stato descritto dagli analisti militari come il tallone d'Achille della Nato nell'Europa dell'est. Questo perché in caso di scontro Russia-Nato, a Mosca "basterebbe" chiudere quel passaggio per isolare i Paesi Baltici dal resto dell'Alleanza, «prendendo il controllo dei Paesi Baltici più rapidamente di quanto potremmo difenderli», ha sempre temuto il generale Ben Hodges, ex comandante delle truppe Usa in Europa.

«Invieremo ulteriori forze sul fronte Est, dove già sono state inviate migliaia di truppe - ha detto il segretario generale della Nato, Jens Stoltenberg - Dopo l’invasione della Russia di un Paese non alleato, abbiamo attivato il piano di difesa della Nato, che dà maggior autorità ai comandanti in campo. Noi siamo pronti, ma la nostra è un Alleanza preventiva, non vogliamo un conflitto».

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