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Razzo cinese "fuori controllo", cadrà sulla Terra il 31 luglio: scienziati al lavoro per capire punto d'impatto

Era decollato domenica dall'isola meridionale di Hainan

Razzo cinese da 21 tonnellate fuori controllo diretto sulla terra: secondo incidente spaziale per Pechino in un anno
4 Minuti di Lettura
Martedì 26 Luglio 2022, 19:31 - Ultimo aggiornamento: 28 Luglio, 14:57

Gli scienziati aerospaziali internazionali sono in agitazione a causa di un razzo cinese, Long March 5B da 21 tonnellate, lanciato in orbita domenica, che sarebbe in caduta libera "fuori controllo". Il timore è che il razzo potrebbe non bruciarsi completamente al rientro nell'atmosfera terrestre, e generare quindi una pioggia di detriti come quella che colpì l'Oceano Indiano un anno fa. Il razzo è decollato domenica 24 luglio dalla piattaforma di lancio di Wenchang sull'isola meridionale di Hainan. Trasportava un nuovo laboratorio alimentato a energia solare, da agganciare alla stazione spaziale cinese di Tiangong. Gli esperti temono che parti del razzo possano "piovere" sulla terra come accaduto nel maggio 2021.

Gli astronauti cinesi nel secondo modulo della stazione Tiangong

Il razzo cadrà il 31 luglio, scienziati al lavoro 

Secondo il Centro statunitense per gli studi sul rientro orbitale dei detriti della Corporazione Aerospaziale (Cords), il razzo rimarrà probabilmente in volo per circa una settimana, e rientrerà nell'atmosfera terrestre intorno alle 9.30 ora italiana del 31 luglio, con un grado di incertezza di 22 ore in più o in meno.

Tuttavia, è ancora presto per capire dove cadrà: in base alla sua orbita, il rientro avverrà in un punto compreso tra 41 gradi Nord di latitudine (il parallelo terrestre che passa all'altezza della Sardegna) e 41 gradi Sud, ma l'area verrà man mano ristretta con l'avvicinarsi dell'evento.

Il nucleo del razzo non brucerà completamente nell'atmosfera: «Ci aspettiamo che dalle 5 alle 9 tonnellate raggiungano il suolo», ha dichiarato il Cords, che ha analizzato i dati raccolti dalla Rete di sorveglianza spaziale degli Stati Uniti.

 

Cina sotto accusa 

La scelta di questa pericolosa modalità di rientro pone la Cina sotto accusa. «Le nazioni che viaggiano nello spazio devono ridurre al minimo i rischi per le persone e le proprietà sulla Terra derivanti dai rientri di oggetti spaziali», aveva dichiarato Bill Nelson, amministratore della Nasa, quando un evento simile avvenuto a maggio 2021 aveva provocato le stesse polemiche. «È chiaro che la Cina non sta rispettando gli standard di responsabilità per quanto riguarda i suoi detriti spaziali», aggiunge Nelson. «È fondamentale che la Cina e tutte le nazioni che viaggiano nello spazio, come anche le entità commerciali, agiscano in modo responsabile e trasparente - aggiunge Nelson - per garantire la sicurezza, la stabilità e la sostenibilità a lungo termine delle attività nello spazio».

Gli stadi principali della maggior parte dei razzi sono progettati per scendere poco dopo il decollo, con una caduta guidata in mare o su sezioni di terraferma scarsamente popolate, oppure per effettuare atterraggi in modo da poter essere riutilizzati, come il Falcon 9 di Space X. Invece, il nucleo di Lunga Marcia 5B ricadrà sulla Terra in modo incontrollato, come era accaduto anche nelle precedenti missioni: dopo il primo lancio avvenuto il 5 maggio 2020, lo stadio principale è caduto al largo della costa occidentale africana, mentre a maggio 2021 nell'Oceano Indiano. Nessuno di questi incidenti ha causato danni, ma il potenziale pericolo ha spinto gli esperti a rimproverare la Cina per aver consentito che si verificassero tali cadute incontrollate di detriti.  

Pechino: «Rischi di danno minimi»

Il ministero degli Esteri cinese ha affermato che la probabilità di danni a qualcosa o qualcuno è «estremamente bassa». Molti scienziati concordano con la Cina sul fatto che le probabilità che i detriti causino gravi danni sono minime, anche se altri pensano che progetti di lancio come il Long March 5B siano un rischio inutile. Nel maggio 2021, fu proprio un Long March a causare la pioggia di detriti nell'Oceano Indiano, a nord delle Maldive.

La Cina lancia il secondo modulo della sua stazione spaziale

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