La Camera Usa: «Trump razzista». Ma lui vola nei sondaggi

Mercoledì 17 Luglio 2019
Il presidente Usa Donald Trump
Mai un presidente americano era stato condannato formalmente per i suoi commenti razzisti da un ramo del Congresso, anche se non in modo bipartisan. Donald Trump ora ha anche questo triste primato, mentre attende che la Camera voti anche una risoluzione del deputato democratico texano Al Green per avviare la procedura di  impeachment, destinata però a naufragare tra i veti dei vertici del partito. Ma, nonostante la bufera, o forse grazie ad essa come dice lui, il consenso per il tycoon sale al 50%, con un 38% che approva fortemente il suo operato, secondo il sondaggio quotidiano di Rasmussen. Il 48% invece disapprova quello che sta facendo (il 40% fortemente). «Grazie alle aggressive giovani deputate socialiste. L'America non se la beve», ha cinguettato
il presidente.

LO SCONTRO
Difficile comunque valutare bene gli effetti dello scontro senza precedenti fra Trump e i dem, che hanno votato unanimi la risoluzione contro i suoi tweet razzisti verso le quattro deputate democratiche progressiste e di colore, da lui accusate di odiare l'America e Israele e invitate a tornare «nei posti corrotti e infestati dal crimine da cui sono venute», ignorando che tre di loro sono nate negli Usa. Il testo approvato alla Camera «condanna fortemente i
commenti razzisti del presidente che hanno legittimato e aumentato la paura e l'odio verso i nuovi americani e le persone di colore», ribadisce che «gli immigranti e i loro discendenti hanno reso l'America più forte» e impegna a «mantenere l'America aperta a coloro che cercano legalmente rifugio e asilo dalla violenza e dall'oppressione e a coloro che desiderano lavorare duro per vivere il sogno americano, a prescindere dalla loro razza, etnicità, fede o paese di origine». Una risoluzione che richiama i padri fondatori, i valori fondanti del Paese e molti ex presidenti, tra cui il repubblicano Ronald Reagan tanto caro anche a Trump: «Se mai chiuderemo le porte ai nuovi americani, la nostra leadership nel mondo sarà presto perduta». Solo quattro repubblicani però hanno votato con i democratici, mentre il resto del Grand Old Party si è allineato ai vertici, dopo che il leader al Senato Mitch McConnell ha difeso il presidente affermando che «non è un razzista».

IL TWEET DI DONALD
Alcuni di loro hanno anche scatenato una bagarre impedendo a Nancy Pelosi di intervenire dopo che aveva definito
razzista Trump prima del voto, violando le regole della Camera. «È stato bello vedere il partito repubblicano unito nel voto riguardo ai miei commenti su quattro deputate democratiche», ha twittato il tycoon, soddisfatto della tenuta del partito e deciso a cavalcare gli attacchi anche nel comizio in North Carolina, dove ha parlato «delle persone che odiano e amano il nostro Paese». Se voleva dividere i democratici non ci è riuscito, ma li ha uniti schiacciandoli sulle posizioni più estreme, in modo da poterli dipingere tutti come socialisti nella campagna elettorale. I suoi commenti razzisti, come molti altri precedenti, potranno però essere usati contro di lui nelle battaglie giudiziarie contro le sue politiche sull'immigrazione. Intanto Kamala Harris, una delle principali candidate presidenziali dem, anche lei di colore, dichiara guerra al tycoon: «Il 3 novembre 2020 farò tornare Donald Trump da dove è venuto», ha twittato, rivisitando il cinguettio sotto accusa del presidente. Ultimo aggiornamento: 18 Luglio, 11:01 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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