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Putin non teme sanzioni e minaccia: «Ai nostri partner non conviene sanzionarci. La Russia rimarrà nel mercato internazionale»

Il presidente russo ha incontrato gli imprenditori locali a Mosca e li ha rassicurati

Putin non teme sanzioni e minaccia: «Ai nostri partner non conviene sanzionarci. La Russia rimarrà nel mercato internazionale»
4 Minuti di Lettura
Giovedì 24 Febbraio 2022, 18:24 - Ultimo aggiornamento: 18:42

«L'invasione dell'Ucraina è stata una "misura necessaria" da parte della Russia per difendere il proprio territorio», ha detto il presidente russo Vladimir Putin agli imprenditori locali a Mosca. E poi li ha rassicurati: «La Russia rimarrà nel mercato internazionale», dimostrando di non aver timore delle sanzioni che potrebbero colpire la Russia.

Putin: «Ai nostri partner non conviene sanzionarci»

«La Russia è parte dell'economia mondiale e noi non abbiamo certamente intenzione di danneggiare quel sistema. Non credo che ai nostri partner convenga spingerci fuori da questo sistema», ha detto il presidente russo agli imprenditori russi a Mosca.

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Johnson alza i toni: Putin è un dittatore

Non ha usato mezzi termini per condannare l'attacco russo all'Ucraina il premier Boris Johnson che a mezzogiorno, dopo aver presieduto una seduta straordinaria del comitato d'emergenza Cobra, si è rivolto con un messaggio televisivo ai britannici. Ha accusato il presidente Vladimir Putin di essere un «dittatore» che ha scatenato una guerra senza giustificazioni e che per questo la Russia sarà condannata a diventare uno «Stato paria».

Il premier, oltre a chiedere un vertice urgente dei leader Nato, ha annunciato un «massiccio» pacchetto di sanzioni contro Mosca «per azzoppare l'economia russa», i cui dettagli saranno resi noti alla Camera dei Comuni alle 17 (le 18 in Italia), ma che secondo alcune indiscrezioni dei media potrebbero colpire oligarchi e banche. La tensione è sempre più alta come è emerso dall'incontro avvenuto in mattinata al Foreign Office tra la ministra degli Esteri, Liz Truss, e l'ambasciatore russo a Londra, Andrei Kelin.

Secondo Sky News, che cita una fonte ministeriale, il rappresentante diplomatico è stato congedato prima del previsto e la ministra gli ha detto di vergognarsi, sottolineando che «la Russia ha mentito ripetutamente e ha perso il suo ultimo brandello di credibilità presso la comunità internazionale». E torna a essere una priorità il dibattito su una nuova normativa per colpire direttamente gli interessi economici e i capitali considerati opachi che fanno riferimento a oligarchi e imprenditori russi molto attivi nel Regno Unito. Il rilancio di una battaglia per colpirli è guidata dal leader laburista Keir Starmer, che nel pomeriggio ha tenuto a sua volta un discorso alla nazione in veste di leader dell'opposizione.

Nel mirino è finito il magnate Roman Abramovich, proprietario fra le altre cose del Chelsea, che manca da mesi da Londra e passa grande parte del suo tempo tra la Russia e Israele soprattutto, dopo aver ottenuto la cittadinanza dello Stato ebraico. Il deputato laburista Chris Bryant ha presentato un documento dell'Home Office, datato 2019, in cui si fa riferimento alla necessità di fare luce sui legami illeciti del magnate «con lo Stato russo e della sua associazione con attività e pratiche di corruzione». «Sono passati quasi tre anni e tuttavia è stato fatto molto poco in relazione», ha detto Bryant, che ha avanzato la possibilità di privare Abramovich del diritto di possedere un club della Premier League e di congelare i suoi asset. Intanto contro una possibile minaccia russa hanno alzato la guardia i funzionari dell'Home Office che temono cyberattacchi da parte di Mosca nel Regno Unito. Mentre tra la comunità ucraina c'è chi cerca modi per tornare in patria e arruolarsi nelle forze armate.

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