Putin ricercato, ecco i 123 Paesi dove il leader russo non può più andare (perché verrebbe arrestato)

Russia e Usa non hanno ratificato la loro adesione allo Statuto di Roma. Fra gli Stati che invece non hanno mai aderito spiccano Cina, India e Arabia Saudita

Putin ricercato, ecco i 123 Paesi che possono arrestare il presidente russo (in base allo Statuto di Roma)
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Venerdì 17 Marzo 2023, 20:53 - Ultimo aggiornamento: 20 Marzo, 01:01

La Corte penale internazionale dell'Aja ha emesso oggi un mandato di cattura internazionale nei confronti di Vladimir Putin. Il presidente russo, insieme alla commissaria russa per i diritti dei bambini Maria Alekseyevna Lvova-Belova, non potrà dunque mettere piede nei 123 Paesi che aderiscono allo Statuto di Roma, il trattato internazionale istitutivo della CPI. Fra questi Stati non figurano la Russia, come era facile immaginare, ma anche gli Stati Uniti che hanno firmato il trattato senza ratificarlo.

Putin e il mandato d'arresto della Corte internazionale: cosa rischia lo zar e cosa può succedere ora

Putin, in quali Paesi è valido il mandato d'arresto internazionale?

L'elenco degli Stati Parte è molto vasto, include le principali potenze europee (Italia, Francia, Germania, Spagna), ma anche numerosi Paesi da America, Africa, Asia e Oceania. L'Ucraina, invece, pur avendo firmato lo Statuto di Roma, non lo ha ancora ratificato. Fra i Paesi che invece non hanno mai aderito spiccano Cina, India e Arabia Saudita. Ecco l'elenco completo degli Stati Parte, quelli in cui il mandato di cattura internazionale nei confronti di Putin è valido:

  • Afghanistan
  • Albania
  • Andorra
  • Antigua e Barbuda
  • Argentina
  • Australia
  • Austria
  • Bangladesh
  • Barbados
  • Belgio
  • Belize
  • Benin
  • Bolivia
  • Bosnia ed Erzegovina
  • Botswana
  • Brasile
  • Bulgaria
  • Burkina Faso
  • Cambogia
  • Canada
  • Capo Verde
  • Ciad
  • Cile
  • Cipro
  • Colombia
  • Comore
  • Corea del Sud
  • Costa d'Avorio
  • Costa Rica
  • Croazia
  • Danimarca
  • Dominica
  • Ecuador
  • El Salvador
  • Estonia
  • Figi
  • Filippine
  • Finlandia
  • Francia
  • Gabon
  • Gambia
  • Georgia
  • Germania
  • Ghana
  • Giappone
  • Gibuti
  • Giordania
  • Grecia
  • Grenada
  • Guatemala
  • Guinea
  • Guyana
  • Honduras
  • Irlanda
  • Islanda
  • Isole Cook
  • Isole Marshall
  • Italia
  • Kenya
  • Kiribati
  • Lesotho
  • Lettonia
  • Liberia
  • Liechtenstein
  • Lituania
  • Lussemburgo
  • Macedonia
  • Madagascar
  • Malawi
  • Maldive
  • Mali
  • Malta
  • Mauritius
  • Messico
  • Moldavia
  • Mongolia
  • Montenegro
  • Namibia
  • Nauru
  • Niger
  • Nigeria
  • Norvegia
  • Nuova Zelanda
  • Paesi Bassi
  • Palestina
  • Panama
  • Paraguay
  • Perù
  • Polonia
  • Portogallo
  • Regno Unito
  • Repubblica Ceca
  • Repubblica Centrafricana
  • Repubblica del Congo
  • Repubblica Democratica del Congo
  • Repubblica Dominicana
  • Romania
  • Saint Kitts e Nevis
  • Saint Vincent e Grenadine
  • Saint Lucia
  • Samoa
  • San Marino
  • Senegal
  • Serbia
  • Seychelles
  • Sierra Leone
  • Slovacchia
  • Slovenia
  • Spagna
  • Sudafrica
  • Suriname
  • Svezia
  • Svizzera
  • Tagikistan
  • Tanzania
  • Timor Est
  • Trinidad e Tobago
  • Tunisia
  • Uganda
  • Ungheria
  • Uruguay
  • Vanuatu
  • Venezuela
  • Zambia

 

Khan (Procuratore CPI): «Bambini non sono spoglie di guerra»

«Non possiamo permettere che i bambini siano trattati come spoglie di guerra». A parlare è il procuratore capo della Corte penale internazionale, Karim Khan, dopo l'emissione di un mandato di cattura internazionale contro il presidente russo. Ci sono ragionevoli motivi per ritenere Vladimir Putin penalmente responsabile delle deportazioni, ha dichiarato, sottolineando che si tratta di bambini protetti dalle convenzioni di Ginevra.

Centinaia di loro, ha denunciato, sono stati presi dagli orfanatrofi in Ucraina e portati in Russia dove sono stati dati «in adozione». Nuovi leggi in Russia, firmate da Putin, hanno reso più facile l'adozione dei bambini ucraini. Questo, fra l'altro, «dimostra l'intenzione di rimuovere permanentemente questi bambini dal loro paese», ha sottolineato Khan.

(In verde gli Stati Parte dello Statuto di Roma, in giallo quelli che non hanno ratificato il trattato, in grigio quelli che non vi hanno mai aderito)

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