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Navalny, Putin: «Se lo avessimo avvelenato noi sarebbe morto»»

Sabato 19 Dicembre 2020 di Giuseppe D'Amato
Navalny, Putin: «Se lo avessimo avvelenato noi sarebbe morto»»

MOSCA «Il paziente della clinica di Berlino è sostenuto dai servizi speciali americani». Così Vladimir Putin, che non cita mai per nome Aleksej Navalnyj nella conferenza stampa annuale. L'oppositore moscovita, ora in cura in Germania, è apparso raggiante due giorni fa per la pubblicazione dell'inchiesta giornalistica internazionale che ha puntato il dito contro gli 007 russi, accusati di averlo tentato di avvelenare in Siberia in agosto. «Quella non è un'inchiesta ha attaccato il presidente russo -. È un tentativo per legittimare materiali dei servizi Usa». Un imbroglio, dunque.

 


Putin ha ammesso che gli uomini dell'Fsb (l'ex Kgb) sono al corrente che gli americani li spiino, usando la supertecnologia a disposizione. Nell'inchiesta giornalista in questione si fanno nomi e cognomi della squadra che avrebbe portato a termine il presunto avvelenamento. «I nostri servizi di sicurezza ha ammesso Putin lo tenevano d'occhio, ma questo non significa altro. Noi non l'abbiamo avvelenato. Se qualcuno avesse voluto avvelenarlo avrebbero probabilmente finito il lavoro». Il presidente russo ha poi ricordato che non appena la moglie di Navalny ha chiesto aiuto, lui ha concesso che Navalnyj, ormai in coma, venisse trasportato in Germania.
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Ultimo aggiornamento: 14:07 © RIPRODUZIONE RISERVATA