SOLEIMANI

Putin-Erdogan: «Assassinio Soleimani illecito e rischioso». Appello per cessate il fuoco in Libia

Mercoledì 8 Gennaio 2020
Putin e Erdogan contro gli Usa: «Assassinio Soleimani illecito e rischioso». Appello per cessate il fuoco in Libia

Putin e Erdogan definiscono «illecite e molto rischiose» le azioni «condotte in Iraq dagli Usa contro i cittadini iraniani, compreso il comandante delle forze speciali Quds Soleimani». Lo riferisce il ministro degli Esteri russo Serghiei Lavrov, nel giorno in cui il presidente di Turchia e quello russo hanno batezzato ufficialmente il gasdotto TurkStreamgirando la valvola che dà il via alle forniture di gas russo a Turchia e Europa insieme al primo ministro bulgaro Boyko Borisov e al presidente serbo Aleksandr Vucic.

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«C'è una tendenza a spingere verso un'escalation di tensione nella regione, mentre la Turchia e la Russia tentano di ridurre queste tensioni», ha detto Putin, parlando alla cerimonia di inaugurazione del gasdotto. «La cooperazione turco-russa si sviluppa in tutti i campi, nonostante i tentativi di bloccarla», ha aggiunto il leader di Mosca. Tra Iran e Stati Uniti «cerchiamo di far calare la tensione attraverso tutte le vie diplomatiche», gli ha fatto eco Erdogan. «Non vogliamo che Iraq, Siria, Libano e la regione del Golfo siano teatro di guerre per procura. Nessuno ha diritto di infiammare per i propri interessi la regione, e in primo luogo l'Iraq».

LA CRISI LIBICA
Tra i temi su cui si sono confrontati Erdogan e Vladimir Putin c'è anche la crisi libica che vede i due leader su fronti opposti: il primo al fianco del governo di Al Serraj riconosciuto dalla comunità internazione, il secondo del generale Haftar (Erdogan ha anche denunciato la presenza sul terreno di circa 2.500 mercenari russi del gruppo Wagner, che Mosca ha però smentito). I due presidenti hanno lanciato un appello alle parti in conflitto per un cessate il fuoco in Libia a partire da domenica prossima. Lo ha annunciato il ministro degli Esteri turco Mevlut Cavusoglu. L'annuncio è giunto dopo il colloquio a porte chiuse. 

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Intanto la Turchia ha inviato in Libia un primo contingente di 35 soldati a sostegno del governo di Fayez al-Sarraj. I militari hanno al momento «un ruolo di coordinamento» a supporto di Tripoli e «non combatteranno» e «anche i militari che verranno inviati in seguito non parteciperanno ai combattimenti», ha spiegato Erdogan in una riunione con i vertici del suo Akp, citato da Hurriyet. «Su richiesta del Governo di accordo nazionale libico, i nostri soldati addestreranno le forze legate al governo», ha spiegato Erdogan nell'incontro che si è svolto a porte chiuse con la partecipazione di diversi ministri, aggiungendo che per quanto riguarda le attività di coordinamento «sarà come in Siria». 

Ultimo aggiornamento: 16:51 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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