Hai scelto di rifiutare i cookie

La pubblicità personalizzata è un modo per supportare il lavoro della nostra redazione, che si impegna a fornirti ogni giorno informazioni di qualità. Accettando i cookie, ci aiuterai a fornire una informazione aggiornata ed autorevole.

In ogni momento puoi modificare le tue scelte tramite il link "preferenze cookie" in fondo alla pagina.
ACCETTA COOKIE oppure ABBONATI a partire da 1€

La fidanzata di Putin Alina Kabaeva e gli ufficiali degli eccidi di Mariupol e Bucha nella nuova black list della Ue

Embargo per il 90% del petrolio. Nel mirino il portavoce del Cremlino

Sanzioni Ue, insieme al "macellaio" di Bucha spunta l'amante di Putin Alina Kabaeva
di Giusy Franzese
4 Minuti di Lettura
Venerdì 3 Giugno 2022, 19:51 - Ultimo aggiornamento: 4 Giugno, 14:47

Un mese di negoziati, ma alla fine - proprio nel centesimo giorno di guerra in Ucraina - il sesto pacchetto di sanzioni da parte dell’Unione Europea contro la Russia è arrivato. Immediatamente pubblicato in Gazzetta Ufficiale, è già in vigore. Anche se la misura più punitiva, ovvero l’embargo a circa il 90% dell’import di petrolio russo sarà pienamente efficace soltanto tra sei mesi, oltre a prevedere deroghe per alcuni paesi e per l’oro nero che arriva in Europa via oleodotto. Resta comunque il “pacchetto” più forte varato dall’Ue da quando la Russia ha invaso l’Ucraina. Quello che probabilmente farà più male a Mosca. Perché è proprio attraverso l’export di petrolio (oltre a quello di gas, che però ancora non è stato toccato) che il Cremlino finanzia la sua macchina di guerra. E non è un caso che il leader ungherese filorusso Viktor Orban abbia tentato di frenare il più possibile, dando il suo via libera solo dopo aver ottenuto la deroga all’import verso il suo Paese e l’esclusione dai nuovi soggetti russi sanzionati del patriarca ortodosso Kirill

Non c’è solo il petrolio, infatti, nelle nuove misure. Viene allargata la black list: e se Kirill alla fine è stato “graziato”, non è così per la compagna di Putin, Alina Kabaeva, che adesso è a tutti gli effetti nella lista dei sanzionati i cui beni in Europa possono essere congelati. Una mossa che - se sono vere le indiscrezioni relative al fatto che gran parte del suo patrimonio sarebbe in realtà del suo compagno - toccherà direttamente le tasche di Putin. Tra le misure anche nuove esclusioni dal sistema Swift per le transazioni di altre quattro banche russe, compreso il più grande istituto di credito, Sberbank. E l’oscuramento in Europa di altre tre tv statali russe che fanno da megafono alla disinformazia del Cremlino. «Non ho mai pensato che le sanzioni fermeranno i carriarmati russi» ha dichiarato Paolo Gentiloni, commissario europeo all’Economia. Ma - ha aggiunto - «è certo che attraverso le sanzioni stiamo costruendo le basi per un isolamento economico micidiale della Russia e una crisi della sua economia che per l’attuale potere russo avrà delle conseguenze nel breve-medio periodo devastanti». 
Con l’aggiunta di 65 persone fisiche e 18 persone giuridiche l’Ue allunga la lista dei soggetti sanzionati, che arriva a 1.256.

La black list

Oltre alla compagna di Putin, vengono puniti con divieto di viaggio e congelamento dei beni detenuti nella Ue alti ufficiali russi che hanno commesso crimini di guerra a Bucha, tra cui il colonnello Azatbek Asanbekovich Omuberkov, meglio conosciuto come «il macellaio di Bucha». Entrano nella lista anche militari responsabili dell’assedio «inumano» alla città di Mariupol. Tra i nuovi sanzionati anche familiari di persone già nella black list, come la moglie del presidente di Severgroup Marina Alexandrova Mordashova e la moglie e i due figli di Dmitry Peskov, addetto di stampa di Putin. Non mancano propagandisti come Yevgeny Prigozhin, il famoso “cuoco di Putin” delle fabbriche di troll. E ancora altri uomini d’affari, come il miliardario Arkadij Voloz, fondatore di Yandex, il più grande motore di ricerca russo. Tra le società colpite figura la celeberrima Uaz, produttrice di fuoristrada apprezzati anche in Occidente.

Stop al petrolio

Nel 2021, l‘Ue ha importato dalla Russia petrolio greggio per 48 miliardi di euro e prodotti raffinati per 23 miliardi. Per evitare tensioni sui prezzi, l’embargo sarà graduale fino allo stop completo del prodotto non raffinato trasportato via mare tra sei mesi, che diventano otto per gli altri prodotti petroliferi raffinati. L’import via mare rappresenta i due terzi del totale, mentre invece resta consentito quello trasportato in Europa via oleodotto. L’embargo, quando sarà attuato completamente, coprirà comunque quasi il 90% delle attuali importazioni di petrolio nell’Ue dalla Russia, dato che Germania e Polonia si sono impegnate a non comprare più quello che arriva loro via oleodotto. Ungheria, Repubblica Ceca, Slovacchia, Bulgaria e Croazia beneficeranno di un’esenzione temporanea per il petrolio trasportato via tubo. Il divieto di importazione non riguarda il petrolio di altri Paesi che transita attraverso la Russia, come quello kazako.

© RIPRODUZIONE RISERVATA