Primarie dem Usa: Pete Buttigieg è avanti dopo il caos sui risultati, segue Sanders, solo quarto Biden

Martedì 4 Febbraio 2020

Primarie dei democratici in Usa: il primo test dem per l'assalto alla Casa Bianca finisce con una figuraccia mondiale. La macchina organizzativa del partito democratico dell' Iowa va in tilt e rende noti i primi risultati quasi 24 ore dopo. Quando sono stati scrutinati i voti del 62% dei distretti dello stato, in testa c'è il fenomeno Pete Buttigieg col 26,9%, seguito a ruota dal senatore progressista Bernie Sanders col 25,1%, mentre più staccata è la senatrice Elizabeth Warren col 18,3%. Solo quarto l'ex vicepresidente Joe Biden, che sul fronte del voto popolare prende quasi la metà dei consensi di Sanders e Buttigieg.

I dem hanno combinato il pasticcio tutto da soli, senza la manina del Cremlino. Colpa delle nuove regole e di una controversa app che hanno creato «incongruenze» nella verifica dei voti. Da quest'anno si era deciso di riportare non solo il numero finale dei delegati vinti ma anche il primo e il secondo voto delle assemblee di elettori, per evitare le contestazioni del passato. Come nel 2016, quando Bernie Sanders perse di un soffio contro Hillary Clinton. I voti dovevano essere trasmessi poi dai presidenti dei caucus con un'app sui loro telefonini che non ha funzionato al meglio facendo saltare il flusso dei dati.

«Nessun hackeraggio», si è affrettato a precisare il partito, solo una questione tecnica. Ma il disastro rivela un'imbarazzante inettitudine organizzativa, aumenta l'incertezza sulle primarie e alimenta le peggiori teorie complottiste, mettendo in discussione la forma tanto affascinante quanto complicata dei caucus e lo status stesso dell' Iowa di essere 'first of the nation' nella maratona delle primarie. Sui social c'è già chi sospetta che l'establishment del partito non volesse incoronare Sanders o che dietro il flop della app ci sia Buttigieg, mentre Biden ha a lungo sfruttato l'assenza di risultati certi per minimizzare la debacle e guardare già oltre. «Quello che è successo e inaccettabile. Chiediamo scusa», affermano i responsabili democratici dell' Iowa. Ma il caos rischia sicuramente di bruciare l'effetto della spinta che di solito l' Iowa garantisce al vincitore. Anche per effetto dei colpi di Donald Trump, che alla vigilia del suo discorso sullo stato dell'Unione in un sondaggio Gallup vola al 49% di gradimento, il livello più alto dal suo insediamento alla Casa Bianca. «Quando i democratici cominceranno a scaricare la colpa sulla Russia invece di ammettere la loro incompetenza per il disastro del voto appena accaduto nel grande stato dell'Iowa?», ha twittato sarcastico.

«Crisi di nervi nel partito democratico. Non riescono a gestire i caucus e vogliono governare. No grazie», ha infierito Brad Parscale, il manager della campagna del tycoon. Per l'outsider 'Mayor Petè si profila dunque un exploit: si imporrebbe come leader moderato ai danni di un molto deludente Biden e di una Amy Klobuchar comunque in ascesa. Per l'establishment dem il naufragio di Biden è un incubo, tanto più se perdesse anche l'11 febbraio nella seconda tappa delle primarie in New Hampshire, dove Bernie è in testa ai sondaggi, confermando il rischio di elezioni polarizzate. Il giovane Buttigieg nella notte già cantava vittoria: «Che nottata! Non sappiamo ancora i risultati dell' Iowa ma andremo in New Hampshire vittoriosi per un'altra notte storica». Gli unici perdenti sicuri sono i caucus dell' Iowa e il partito democratico.

Primarie Iowa, caos risultati. Ma Sanders canta già vittoria: sono primo

 

 

Ultimo aggiornamento: 5 Febbraio, 07:59 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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