Polonia, l’educazione sessuale potrà diventare reato

Venerdì 8 Novembre 2019
Verrà votata la prossima settimana in Plenaria al Parlamento europeo una risoluzione su un tema particolarmente delicato:  la  "criminalizzazione dell’educazione sessuale in Polonia”. La questione era già stata discussa da Bruxelles e molti parlamentari avevano espresso preoccupazioni riguardo alla proposta di legge, invitando il governo polacco a modificarla o ritirarla. La legge dal nome "Stop pedofilia" è un'iniziativa del neonato governo polacco: mira ad arginare la promozione dell’attività sessuale minorile, finendo però con il criminalizzare l’educazione sessuale in toto. Educatori, medici ed insegnanti potrebbero rischiare dai tre ai cinque anni di carcere se colti ad affrontare il tema di fronte a minorenni. Le nuove norme sono state molto appoggiate dalla Chiesa Cattolica, da sempre contraria ad affrontare l’argomento nelle scuole. Tre settimane fa la proposta è stata approvata dalla Camera del parlamento polacco, dove il nuovo governo ha ottenuto la maggioranza; ed ora è in attesa dell’approvazione da parte del Senato, al cui interno la coalizione di destra vincitrice delle recenti elezioni di ottobre, ha perso la maggioranza.
La reazione da parte dell’opposizione, delle organizzazioni dei diritti umani e dei collettivi femministi è stata immediata. L’educazione sessuale infatti è riconosciuta come un importante strumento contro la violenza di genere, per la riduzione di gravidanze indesiderate e contro le malattie. Durante le discussioni parlamentari centinaia di persone si sono riversate per le strade di Varsavia manifestando contro la legge che finirebbe con il mettere sullo stesso piano la pedofilia e l’educazione sessuale.
In Polonia all’interno delle scuole non è previsto l’insegnamento della materia. Vengono invece realizzate lezioni frontali basate sull’educazione ai valori della cosiddetta famiglia tradizionale, sull’opposizione all’aborto e ai diritti delle persone Lgbt e sugli stereotipi di genere. In molte città del Paese però, guidate da sindaci più progressisti, nelle scuole pubbliche e private sono stati avviati programmi sull'argomento, e questo ha scatenato l’indignazione del partito al governo e della chiesa polacca.
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