Hai scelto di rifiutare i cookie

La pubblicità personalizzata è un modo per supportare il lavoro della nostra redazione, che si impegna a fornirti ogni giorno informazioni di qualità. Accettando i cookie, ci aiuterai a fornire una informazione aggiornata ed autorevole.

In ogni momento puoi modificare le tue scelte tramite il link "preferenze cookie" in fondo alla pagina.
ACCETTA COOKIE oppure ABBONATI a partire da 1€

Peskov, il figlio in guerra? «Risolverò la cosa ad alti livelli». E su Google boom di ricerche «come rompersi un braccio»

Tra coloro che dovranno andare in guerra potrebbe esserci anche qualche giovane dal nome altisonante

Peskov, il figlio in guerra? «Risolverò la cosa ad un altro livello». E su Google boom di ricerche «come rompersi un braccio»
3 Minuti di Lettura
Mercoledì 21 Settembre 2022, 19:28 - Ultimo aggiornamento: 22 Settembre, 09:30

Dopo settimane di riflessione, voci incontrollate e smentite, Vladimir Putin ha preso la sua decisione. I russi sono chiamati alla mobilitazione, anche se «parziale» e finora limitata a 300mila riservisti, a sostegno dell'operazione militare in Ucraina. Ma la posta in gioco, secondo il capo del Cremlino, è ben più alta. Mosca deve resistere a un Occidente che vuole «distruggere la Russia», la quale è pronta ad «usare ogni mezzo a sua disposizione» per impedirlo. Tra coloro che dovranno andare in guerra potrebbe esserci anche qualche giovane dal nome altisonante.

Peskov, il figlio e la possibile chiamata

«Risolverò la cosa ad un altro livello». Il figlio del portavoce del Cremlino, Nikolai Peskov, ha risposto così ad un attivista del team dell'oppositore russo Alexey Navalny che, spacciandosi per un funzionario dell'ufficio leva, gli ha chiesto se si presenterà al fronte in Ucraina come previsto per i riservisti dalla mobilitazione parziale annunciata oggi da Vladimir Putin.

Le esenzioni

Il governo russo annuncerà «molto presto» quali categorie di cittadini saranno esentate dalla mobilitazione dei riservisti destinati a combattere in Ucraina. Lo ha detto il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, nel consueto briefing con i giornalisti. Alla domanda se è possibile la chiusura dei confini per impedire ai cittadini russi di scappare dalla mobilitazione: «Non posso rispondere alla domanda, ci sono misure a riguardo nelle leggi in vigore».

Picco di ricerche Google «come rompersi un braccio»

Le ricerche su Google di «come rompersi un braccio» hanno registrato un picco dopo che il presidente russo Vladimir Putin ha annunciato una parziale mobilitazione dei riservisti per andare a combattere in Ucraina. Lo fa notare su Twitter il politologo Ian Bremmer, allegando un eloquente grafico. Molti giovani che temono di essere richiamati potrebbero cercare di sfuggire così all'arruolamento.

Il giallo dell'articolo 7

Il decreto presidenziale con cui oggi Vladimir Putin ha dichiarato la mobilitazione parziale in Russia è stato pubblicato dal sito del Cremlino con una parte mancante che ha suscitato non pochi interrogativi. Nella sua versione pubblicata, infatti, il documento elenca gli articoli di cui si compone, dall'1 al 10, ma non compare il 7. Interrogato dai giornalisti sul contenuto, il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov ha risposto: «Riguarda motivazioni interne e non posso rivelarlo». Poi però ha aggiunto che l'articolo in questione precisa la cifra di 300.000 riservisti che, secondo quanto annunciato dal ministro della Difesa Serghei Shoigu dovrebbero essere richiamati.

© RIPRODUZIONE RISERVATA