Pegasus Project, cosa è e come funziona il sistema globale per spiare giornalisti e oppositori politici

Pegasus Project, cosa è il colossale sistema globale per spiare giornalisti e oppositori politici
di Riccardo De Palo
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Lunedì 19 Luglio 2021, 15:10 - Ultimo aggiornamento: 15:12

Con un’inchiesta minuziosa, portata avanti da giornali come il Guardian e il Washington Post, ma anche organizzazioni per i diritti umani, è stato messo a nudo un sistema per spiare cittadini, obiettivi da eliminare, oppositori politici, grazie al cosiddetto Pegasus Project, un software messo a punto da una società israeliana. Nella nostra società della sorveglianza di massa, non stupisce uno scenario come quello descritto da oltre 80 giornalisti di 17 mezzi d’informazione di 10 paesi, coordinati da “Forbidden Stories”, un organismo senza scopo di lucro che ha sede a Parigi. Ma ciò che sconcerta è l’entità del fenomeno: 50.000 utenze telefoniche divenute pubbliche e oggetto di potenziale sorveglianza, tra cui quelle di capi di stato, attivisti, giornalisti e i familiari dell’oppositore saudita Jamal Khashoggi.

Pegasus Project, cosa è il sistema globale per spiare giornalisti e oppositori politici

«Il “Pegasus Project” - commenta Agnès Callamard, segretaria generale di Amnesty International - rivela come lo spyware della NSO Group sia un’arma a disposizione dei governi repressivi che vogliono ridurre al silenzio i giornalisti, attaccare gli attivisti e stroncare il dissenso, mettendo a rischio innumerevoli vite umane». L’azienda israeliana messa sotto accusa replica duramente, affermando che la NSO Group ha “fermamente negato false accuse basate su ipotesi errate” e “teorie non avvalorate”, ribadendo che è impegnata in “una missione per salvare vite umane”. Tuttavia, Callamard sottolinea «la complessiva mancanza di regolamentazione grazie alla quale si è creato un far west di violazioni dei diritti umani contro attivisti e giornalisti. Fino a quando le aziende del settore non riusciranno a dimostrare che rispettano i diritti umani, occorre un’immediata moratoria sull’esportazione, sulla vendita, sul trasferimento e sull’uso di tecnologia di sorveglianza».

Il caso è un classico esempio di come un software nato per combattere il terrorismo e il crimine organizzato, capace di infettare gli smartphone di qualunque genere, per spiare telefonate, messaggi, fotografie e mail, può essere usato per condurre veri e propri crimini ai danni dei cittadini. Tra i numeri identificati dal pool di giornalisti, presi di mira da Pegasus, anche molti capi di stato e premier, e testate d’informazione come Cnn, New York Times, Wall Street Journal, Financial Times, Voice of America e Al Jazeera.

I PAESI COINVOLTI - Tra i Paesi che hanno usato i servizi di NSO per ottenere i controllo di maggiori utenze telefoniche, figura il Messico, con quindicimila numeri presi di mira. Marocco ed Emirati Arabi Uniti ne hanno selezionati oltre diecimila. Ma il caso riguarda, in tutto il mondo, ben 45 Paesi. E si parla di 180 giornalisti in 20 stati che, secondo Amnesty International, sono stati  "potenziali bersagli dello spyware della NSO Group tra il 2016 e giugno 2021".

Il caso, com’è naturale, ha scatenato una marea di reazioni. «La vicenda è totalmente inaccettabile, se è vera», ha detto la la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen. Il rapporto accusa anche il governo ungherese - il più sotto accusa in Europa assieme a quello polacco, per questioni di diritti umani - di avere usato questo software nell’ambito della sua guerra ai media, prendendo di mira giornalisti investigativi e testate indipendenti. E la risposta dell’esecutivo di Budapest non si è fatta attendere: «In Ungheria, gli organi statali autorizzati a utilizzare strumenti in incognito sono regolarmente monitorati da istituzioni governative e non governative», ha affermato l'ufficio del premier.

Anche la NSO si è affrettata a «smentire in pieno le accuse mosse nei suoi confronti», ribadendo che la sua tecnologia «non ha alcun legame con la terribile uccisione del giornalista Khashoggi.» «Nso vende i propri prodotti solo a governi riconosciuti, con un processo che abbiamo descritto in piena trasparenza». «Sta di fatto - ribadisce Nso - che la tecnologia della nostra società previene atti di terrorismo, pedofilia, traffico di stupefacenti ed aiuta nella ricerca di persone scomparse. La nostra società salva vite umane».

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