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Covid, contagi mondiali in calo ma in alcuni Paesi è record di casi e di morti: cosa sta succedendo

Covid, contagi mondiali in calo ma in alcuni Paesi è record di casi e di morti: cosa sta succedendo
di Francesco Padoa
11 Minuti di Lettura
Giovedì 10 Febbraio 2022, 10:56 - Ultimo aggiornamento: 15:09

La situazione è tutt'altro che chiara, l'andamento non è lineare. I contagi da Covid diminuiscono in molti Paesi, in Europa e nel mondo. Ma in altri crescono a dismisura, facendo registrare record dall'inizio della pandemia. E' il caso della Germania. Tutta l'Europa è in rosso scuro, il massimo livello di contagi e rischio per il Covid, nell'ultima mappa aggiornata dal Centro europeo per il controllo e la prevenzione delle malattie (Ecdc) che da pochi giorni viene ponderata non solo per la diffusione del virus e l'incidenza dei casi positivi sui test, ma anche in base alla penetrazione dei vaccini.

Covid, una settimana con il record di morti per la quinta ondata

Dopo la stretta l'allentamento, da New York a Londra: cosa cambia

La mappa Ecdc copre l'Ue e i paesi dell'See (Islanda, Norvegia e Liechtenstein). Ma intanto nell'ultima settimana rilevata, cioè quella fra il 31 gennaio e il 6 febbraio, i casi di coronavirus a livello mondiale hanno registrato un calo del 17% rispetto alla settimana precedente, mentre i decessi sempre a livello globale sono scesi del 7%. Lo riferisce l'Organizzazione mondiale della sanità (Oms) nel suo bollettino settimanale, precisando che i nuovi dati includono un calo di contagi del 50% negli Stati Uniti. L'Oms riferisce che nella settimana analizzata sono stati registrati oltre 19 milioni di nuovi casi e poco meno di 68mila nuovi decessi, anche se gli esperti ritengono che si tratti di dati di molto sottostimati rispetto a quelli reali. Il documento mostra che la variante Omicron è sempre più dominante e costituisce circa il 97% dei casi totali conteggiati dalla piattaforma nota come Gisaid, mentre solo il 3% è di variante Delta.

Europa, meno 7% di casi

A livello nazionale, il numero più alto di nuovi casi è stato segnalato dagli Stati Uniti (1,8 milioni in 7 giorni, -50%), seguiti dalla Francia (1,7 mln, -26%). Anche il numero più alto di morti settimanali nel mondo è stato riportato dagli Usa (14.090, -15%). Nella regione europea sono stati segnalati nella settimana monitorata dal bollettino oltre 11,1 milioni di nuovi casi Covid, dato in calo del 7%. Tuttavia, 11 Paesi dell'area hanno segnalato un aumento di nuovi casi del 20% o più nell'ultima settimana. Il calo in Europa è stato trainato da Paesi come Francia e Italia, nonostante Paesi dell'Europa orientale come Azerbaigian, Bielorussia e Russia abbiano registrato aumenti dei casi. Nelle Americhe, i casi sono calati del 36%; gli Stati Uniti sono ancora il Paese singolo più colpito, con 1,87 milioni di nuovi casi, in calo del 50% rispetto alla settimana precedente. Sono stati infine segnalati oltre 23mila decessi in 7 giorni.

Mediterraneo orientale, più 36%

Al 6 febbraio, a livello globale i casi Covid confermati risultano dunque oltre 392 milioni e oltre 5,7 milioni le vittime del virus. Questa settimana la regione del Mediterraneo orientale ha riportato un aumento del 36% nel numero di contagi settimanali, con aumenti in particolare in Afghanistan, Iran e Giordania, mentre tutte le altre regioni hanno registrato diminuzioni: la regione delle Americhe -36%, il Sudest asiatico -32%, la regione africana -22%, la regione del Pacifico occidentale -8% e la regione europea -7%. Il numero di decessi settimanali ha continuato ad aumentare nel Sudest asiatico (67%) e nel Mediterraneo orientale (45%), mentre è rimasto stabile nella regione delle Americhe e nella regione europea ed è diminuito nelle regioni africana (14%) e del Pacifico occidentale (5%).

 

Italia seconda in Europa per numero di vittime

Da quando è stata rilevata per la prima volta la variante Omicron del coronavirus sono stati segnalati mezzo milione di morti, di cui circa 100.000 negli Stati Uniti. L'Italia è seconda a livello europeo per numero di morti Covid settimanali - con 2.628 decessi Covid, 4,4 per 100.000 abitanti, dato simile alla settimana precedente. E' il trend segnalato nell'ultimo bollettino Oms che aggiunge come l'Italia in questa tragica classifica venga dopo la Russia, che ha fatto registrare 4.686 decessi pari a 3,2 per 100.000 abitanti, dato simile alla settimana precedente. Nelle 6 regioni Oms sono stati registrati oltre 19 milioni di contagi e poco meno di 68mila decessi nei 7 giorni monitorati. 

I Paesi più poveri più colpiti...

La pandemia di Covid-19 in Europa non ha colpito tutti allo stesso modo. In media, secondo l'ottavo rapporto sulla politica di coesione presentato a Bruxelles dalla commissaria agli affari Regionali Elisa Ferreira, le regioni meno sviluppate, quelle con un Pil pro capite inferiore al 75% della media Ue, hanno registrato dall'inizio della pandemia (dalla nona settimana del 2020, 24 febbraio-primo marzo) al dicembre 2021 una mortalità in eccesso del 17%, a fronte del 12% delle regioni sviluppate, con un Pil pro capite superiore alla media Ue, e dell'11% delle regioni di transizione, quelle con Pil pro capite compreso tra il 75% il 100% della media Ue. La mortalità in eccesso, misurata da Eurostat, è definita come la percentuale del numero dei morti sul totale della popolazione in più sulla media del periodo pre-pandemia. Il rapporto fornisce anche una mappa piuttosto dettagliata della mortalità in eccesso in Europa, che, essendo basata su un dato omogeneo e che prescinde dalle diverse metodologie di conteggio delle vittime nei diversi Paesi (morti per Covid e morti con Covid), fornisce una fotografia che dovrebbe approssimarsi molto alla realtà dei fatti, anche se con una granularità disomogenea (in Italia i dati sono per provincia, in Germania per Land, ad esempio, mentre in Croazia e Slovenia sono nazionali). La fotografia cambia sensibilmente se dalla media della mortalità in eccesso calcolata su tutte le regioni dell'Unione Europea nelle rispettive tre fasce si passa ai casi concreti.

... ma non sempre

Il rapporto mostra che le zone d' Europa in cui la mortalità in eccesso nel febbraio 2020-dicembre 2021 ha superato il 30% rispetto al periodo 2015-2019 sono relativamente poche, e non tutte sono poco sviluppate, perché l'impatto del Sars-CoV-2 non dipende solo dal reddito. Anzi, una prima area in cui la mortalità è stata insolitamente elevata è quella della ricca Lombardia, in particolare le quattro province di Brescia, Bergamo, Cremona e Lodi, investite in pieno dalla primissima ondata della pandemia, tutte con una mortalità in eccesso superiore al 30%. Anche le province di Como, Lecco e Monza-Brianza hanno una mortalità in eccesso del 25-30%. Il resto della Lombardia, il Trentino-Alto Adige, le province di Prato in Toscana, Vercelli in Piemonte, Piacenza, Parma e Rimini in Emilia-Romagna, Pesaro-Urbino nelle Marche, Foggia, Barletta-Andria-Trani e Bari in Puglia hanno registrato tutte una mortalità in eccesso del 20-25%. Il resto d'Italia è sotto, con alcune province che hanno mortalità in eccesso inferiore al 5% (Grosseto, Viterbo, Siena, Terni, Chieti e Benevento). In Europa sono sopra il 30% di mortalità in eccesso il Territorio di Belfort, nella Borgogna-Franca Contea in Francia; in Spagna la provincia di Madrid, con la provincia di Toledo subito sotto, al 25-30%; nella Repubblica Ceca il Karlovarsky Kraj, la regione di Karlovy Vary, nell'estremo ovest del Paese; in Polonia una parte della Pomerania, nei pressi di Danzica sul Baltico; in Bulgaria due province del nord, Silistra e Razgrad, e cinque nel sudovest (Blagoevgrad, Pazarozhik, Plovdiv, Smolyan, Kardzhali). La Svezia, un Paese grande una volta e mezza l'Italia con un sesto degli abitanti, che non ha mai fatto un lockdown, ha una mortalità in eccesso in gran parte del Paese inferiore al 5%, e compresa tra il 5% e il 10% nelle zone intorno a Stoccolma e Uppsala e in due province del sud (Jonkoping e Kronoberg).

La cautela della Ue

«Né l'Ue né altre parti del mondo sono ancora fuori da questa pandemia» e «penso che dire che abbiamo superato la crisi, visti i tanti colpi di scena di questa pandemia, sia presto, e non sia una frase che userei». Lo ha detto la commissaria europea per la Salute, Stella Kyriakides. «Quello che stiamo vedendo è che i casi nella maggioranza degli Stati membri sono perlopiù legati alla variante Omicron, nelle ultime sette, otto settimane c'è stata una stabilizzazione dei ricoveri e dei decessi» e per questo «ci sono prove evidenti che i vaccini funzionano», ha spiegato Kyriakides, aggiungendo che «stiamo vedendo che alcuni Stati membri hanno raggiunto il picco» di casi «con Omicron». «Tuttavia - ha aggiunto -, mai dire mai con questa pandemia, quindi dobbiamo continuare a essere cauti, a guardare alla situazione epidemiologica di ogni Paese e continuare a incoraggiare i cittadini a farsi vaccinare». 

Germania, record di contagi

Infatti, ci sono Paesi che vanno controcorrente. La Germania, per esempio, che al momento sfiora i 250mila casi giornalieri di covid. Nel dato delle ultime 24 ore si sono registrati 247.862 contagi, il secondo dato più alto dall'inizio della pandemia, dovuto al dilagare della variante omicron. I decessi registrati sono 238, secondo il bollettino diramato dall'Istituto Robert Koch. Intanto i casi attivi sono 3.163.100 ed è la prima volta che si supera la soglia di 3,1 milioni. Il record dei contagi si era registrato il 4 febbraio con 248.838 casi. Con 1.218.539 contagi nell'ultima settimana, l'incidenza su sette giorni ha raggiunto il livello record di 1.465 casi ogni 100mila abitanti. Dall'inizio della pandemia i contagi accertati sono stati 11.769.540 e i morti 119.453.

Croazia, più vittime d'Europa

Un altro record negativo è quello della Croazia, che ha toccato 73 vittime per milione di abitanti, balzando la settimana scorsa al primo posto in Ue per i decessi collegati al virus SARS-CoV-2, superando la Bulgaria, che conta 68 morti per milione di abitanti. Mentre negli ultimi giorni sembra essere stato superato il picco della quinta ondata, con i contagi giornalieri scesi del 30% rispetto ai numeri di metà gennaio, i decessi per o con Covid-19 rimangono alti, tra le quaranta e le sessanta persone al giorno. L'alto numero dei decessi viene attribuito al tasso relativamente basso di vaccinazione, ad oggi pari al 57% della popolazione, ma anche alle misure molto permissive che posizionano la Croazia tra i Paesi più aperti in Europa. 

Russia e Svizzera, primo calo di contagi

Sfiorano i 172.000 i nuovi casi di coronavirus confermati in Russia, dove dall'inizio della pandemia sono quasi 13 milioni contagi accertati. Il bollettino riportato dall'agenzia Tass riporta 171.905 nuovi casi confermati nelle ultime 24 ore e altri 609 decessi, a fronte del picco di 180.071 infezioni e dei 661 morti comunicati il giorno precedente. I dati
ufficiali parlano di un totale di 12.982.023 contagi accertati dall'inizio della pandemia con 336.023 decessi e la Tass rileva come per la prima volta dal 10 gennaio si registri un calo del dato sui contagi giornalieri rispetto a quello comunicato il giorno precedente. 
Contagi in calo anche in Svizzera dove, nelle ultime 24 ore, si sono registrati 29.144 contagi, 11 decessi e 141 ricoveri, secondo i dati pubblicati dall'Ufficio federale della sanità pubblica (Ufsp). Esattamente una settimana fa, il bollettino registrava 41.175 contagi (12.031 in più), 23 decessi e 218 ricoveri. Il tasso di positività è sceso al 33,9%, contro il 36,8% della scorsa settimana.

Allarme Hong Kong e SudCorea

Hong Kong combatte la sua battaglia più dura contro il coronavirus dall'inizio della pandemia. Sono 1.161 i nuovi confermati, riporta Hong Kong Free Press, mentre nel mezzo della «quinta ondata» arriva anche la notizia del decesso di due pazienti, entrambi 70enni. È la prima volta dall'inizio della pandemia che l'ex colonia britannica conferma più di 1.000 nuovi casi di Covid-19 accertati nell'arco di 24 ore e i numeri nel bollettino odierno sono praticamente il doppio rispetto a quello di ieri (614 infezioni accertate lunedì). E, scrive il South China Morning Post, i decessi di due pazienti con malattie croniche sono i primi segnalati in circa sei mesi. Per la prima volta dall'inizio della pandemia di coronavirus la Corea del Sud conferma quasi 50.000 nuovi casi di coronavirus accertati nell'arco di 24 ore, nel mezzo di una nuova ondata di contagi attribuita alla diffusione della variante Omicron. Secondo i dati diffusi dall'Agenzia per il controllo e la prevenzione delle malattie (Kdca), nelle ultime 24 ore sono stati esattamente 49.567 i nuovi casi di coronavirus confermati e si sono registrati altri 21 decessi. 

Usa off limits per mezzo mondo

«Negli Stati Uniti stiamo uscendo dalla fase dell'epidemia in piena regola di Covid». È quanto ha detto il virologo Anthony Fauci, sottolineando che spera che «presto» le restrizioni potranno essere revocate, probabilmente entro il 2022. Ma ha anche avvisato che potranno tornare a livello locale, se scoppieranno dei focolai. «Mentre usciamo dall'epidemia, queste decisioni verranno sempre più prese a livello locale, invece che centralizzato - ha detto il principale consulente della Casa Bianca per la lotta al Covid - vi saranno anche più persone che prenderanno le loro decisioni su come fronteggiare il virus». Secondo Fauci infatti «in nessun modo potremo eradicare il virus, ma spero in una situazione in cui avremo un numero sufficiente di persone vaccinate ed un numero sufficiente di persone protette da precedenti contagi in modo che le restrizioni siano presto una cosa del passato». Intanto però più della metà delle nazioni del mondo sono ora inserite nella lista dei Paesi da evitare per i cittadini americani a causa dei rischi di contrarre il covid. Al livello '4', ossia pericolo "molto alto", sono entrati in questi giorni: Giappone, Congo, Oman, Cuba, Armenia, Libia ed Israele. L'elenco viene aggiornato regolarmente dai Centri per il controllo e la prevenzione delle malattie. L'Italia resta anch'essa a livello 4. Questo livello di pericolo indica la presenza in un Paese di un tasso di infezioni covid pari a 500 e più ogni 100.000 persone.

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