Omicron, Thailandia: torna la quarantena in hotel per i turisti. Sospeso il pass, le nuove procedure

Prima del Covid gli italiani ogni anno in Thailandia superavano quota 260mila

Omicron, Thailandia: torna la quarantena in hotel per i turisti. Sospeso il pass, le nuove procedure
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Martedì 21 Dicembre 2021, 13:49 - Ultimo aggiornamento: 13:51

Thailandia: saranno pochissimi rispetto agli oltre 260mila l'anno dell'ultimo periodo pre pandemia da Covid (fonte: ministero degli Esteri), ma adesso anche quell'esiguo drappello di turisti italiani dovrà sottoporsi a quarantena una volta sbarcato a Bangkok. 

La Thailandia reintrodurrà infatti da oggi, come misura preventiva contro la variante Omicron del coronavirus, una quarantena obbligatoria di 7-10 giorni in albergo per gli arrivi dall'estero: la misura sospende almeno fino al quattro gennaio la procedura semplificata del 'Thailand Pass' introdotta lo scorso novembre per rilanciare il turismo.

Lo ha annunciato un portavoce governativo. «Dal 21 dicembre, non ci saranno più nuove registrazioni per il 'Test and G' (ovvero il programma che permette l'ingresso con il 'Thailand Pass', ndr) , ma solo la quarantena o la 'Phuket Sandbox'», ha detto il portavoce Rachada Dhanadirek riferendosi al programma pilota che da oggi offre una alternativa alla quarantena solo per coloro che vanno a Phuket.

Thailandia, torna la quarantena per i turisti

Il 'Thailand Pass' rilasciato dalle autorità di Bangkok, semplificava l'ingresso nel Paese, attraverso il 'Test and Gò, obbligando a una sola notte in hotel e a un tampone molecolare i turisti vaccinati e dotati di assicurazione sanitaria, se provenienti da una lista di oltre cinquanta Paesi.

Nel frattempo, le 90mila persone già in possesso del 'Thailand Pass' potranno entrare in Thailandia entro il 10 gennaio, ma con restrizioni supplementari non ancora chiarite dalle autorità. La decisione avrà un pesante contraccolpo su un settore turistico che prima dell'emergenza Covid accoglieva 40 milioni di stranieri all'anno, ma che è stato messo in ginocchio dal precedente sistema di quarantena di due settimane in albergo. Dopo un programma di vaccinazioni partito in ritardo, la Thailandia è riuscita a inoculare oltre la metà della popolazione in particolare con il vaccino cinese Sinovac. Solo di recente, quando i contagi sono scesi a poche migliaia al giorno, le autorità hanno rimosso il coprifuoco e altre restrizioni da semi-lockdown sul territorio. Ma l'arrivo della variante Omicron, di cui sono stati registrati 63 casi di contagio finora, ha riportato alto il livello di allerta.

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Le mete preferite dagli italiani

Località di montagna o città d'arte e borghi del Belpaese. Sono le mete più ricercate dagli italiani per trascorrere le festività di fine anno. Nel dettaglio, la scelta della tipologia di vacanza in montagna è rappresentata da circa un terzo del campione (31%) che ha dichiarato l'intenzione di andare in vacanza, modalità di risposta immediatamente seguita dalla volontà di conoscere e pernottare in una città d'arte italiana (27,1%). Più che significativa, inoltre, la quota degli italiani che ha optato per trascorrere il periodo festivo in campagna (14,3%) o al lago (11,9%). Seguono, nel ranking delle mete individuate dagli italiani, il mare (9,6%) e le vacanze termali (6,1%). 

Boom per Maldive e corridoi turistici

Tra crisi e paura emerge, però, un altro dato: «Dei sei corridoi turistici aperti (Aruba, Maldive, Mauritius, Seychelles, Repubblica Dominicana ed Egitto) alcuni sono al momento sold out come ad esempio le Maldive». Nell' annunciarlo giorni fa  il ministro Massimo Garavaglia aveva spiegato: «Ho scritto al ministro Roberto Speranza per chiedere nuove aperture (penso ad esempio Oman, Cuba, Thailandia) e mi aspetto una risposta in tempi rapidi». L’istituzione dei corridoi turistici covid free è accompagnata da una serie di regole per permettere a tutti di viaggiare in sicurezza e realizzare una serie di “itinerari controllati” che prevedono: possesso del Green Pass da vaccinazione o guarigione a cui si aggiunge: tampone a 48 ore dalla partenza, soggiorno in strutture selezionate, misurazione della temperatura una volta al giorno e ulteriori tamponi a metà soggiorno (se si resta una settimana o più) più 2 al rientro: tampone a 48 ore dalla partenza e uno ulteriore all’arrivo.

La paura del cenone

Su un'isola sperduta, dunque, o vicino casa. «Gli italiani opteranno per località il più possibile vicine alla propria città di residenza a punteranno al relax - spiega il presidente di Federalberghi, Bernabò Bocca - Non possiamo dire che saranno spensierati: il giro di affari complessivo cala infatti del 19,6%. Ma certo i viaggiatori di questo Natale 2021 daranno voce all'esigenza di solennizzare le feste, cercando di esorcizzare le paure provocate dalla pandemia». Da sottolineare anche le motivazioni di coloro che non si muoveranno: «Sono drammaticamente legate alle condizioni economiche che non consentono purtroppo di pianificare un viaggio - stigmatizza Bocca - ma c'è da notare che la rinuncia della vacanza di Capodanno è strettamente legata all'esigenza di tenersi lontani da situazioni a rischio come feste o cenoni». «Non c'è da stupirsi - rileva Bocca - se saranno pochi coloro che decideranno di partire per l'estero. Di contro, è evidente che pesa sempre più la mancanza del turismo straniero, il che continua a penalizzare enormemente soprattutto le nostre città d'arte che speriamo vengano aiutate dal movimento turistico interno che si profila per questo Natale»possibili». 

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