Omicron meno pericolosa di Delta: ecco perché colpisce naso e gola (ma non raggiunge i polmoni)

Secondo una ricerca di "Nature" la concentrazione del virus nei polmoni degli infettati da Omicron è almeno dieci volte inferiore a quella dei contagiati con altre varianti.

Omicron meno pericolosa di Delta: ecco perché colpisce naso e gola (ma non raggiunge i polmoni)
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Venerdì 7 Gennaio 2022, 10:49 - Ultimo aggiornamento: 13:18

La notizia arriva dalla rivista scientifica “Nature”: secondo le prime ricerche la variante Omicron del Covid-19 sarebbe meno pericolosa delle altre perché non infetta le cellule dei polmoni. È quanto risulta ai ricercatori sudafricani e britannici, anche se le statistiche potrebbero essere condizionate dal fatto che molti pazienti sono oramai vaccinati. Secondo i primi risultati, Omicron sarebbe meno pericolosa della variante Delta, perché infetterebbe soltanto le vie aeree superiori.

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I DATI


“Nature” riporta che il 30 dicembre, le autorità sudafricane hanno annunciato che il paese aveva superato il picco di Omicron senza un aumento significativo dei decessi. E, secondo un rapporto del governo del Regno Unito del 31 dicembre, in Gran Bretagna, i pazienti infettati da Omicron hanno avuto circa la metà delle probabilità di richiedere il ricovero in ospedale o cure di emergenza rispetto a quelle contagiate da Delta. Ma il numero di persone che ha ottenuto una protezione immunitaria contro il Covid-19, attraverso la vaccinazione, dopo essere guarite, o che rientra in entrambe le casistiche, è cresciuto nel tempo, rendendo difficile stabilire se Omicron causi intrinsecamente una malattia più lieve rispetto alle varianti precedenti. 


LA RICERCA

Per trovare una spiegazione, si legge su “Nature”, i ricercatori hanno fatto esperimenti di laboratorio e sugli animali. Michael Diamond, virologo della Washington University di St. Louis, Missouri, e i suoi colleghi hanno infettato criceti e topi con Omicron e altre varianti per monitorare la progressione della malattia. Le differenze sono state sbalorditive: dopo pochi giorni, la concentrazione del virus nei polmoni degli animali infettati da Omicron era almeno dieci volte inferiore a quella dei roditori infettati con altre varianti. Altri team hanno anche notato che, rispetto alle varianti precedenti, Omicron si trova a livelli ridotti nel tessuto polmonare. Diamond è rimasto sorpreso nel rilevare che gli animali infettati da Omicron hanno quasi mantenuto il loro peso corporeo, mentre gli altri hanno perso rapidamente peso, segno che le loro infezioni stavano causando gravi malattie. «Ogni ceppo di Sars-Covid - spiega lo studioso a Nature - ha infettato i criceti molto facilmente, a livelli elevati». I polmoni, com’è noto, sono gli organi più colpiti dal virus e l’infezione polmonare può innescare una risposta immunitaria infiammatoria che devasta allo stesso modo le cellule infette e non infette, portando a cicatrici tissutali e privazione di ossigeno. Un minor numero di cellule polmonari infette potrebbe significare una malattia più lieve. Un altro gruppo ha scoperto che l’Omicron ha molto meno successo rispetto alle varianti precedenti nell’infettare le cellule polmonari e i modelli polmonari usati in laboratorio, chiamati organoidi. Questi esperimenti hanno anche identificato una possibile causa di queste differenze: una proteina chiamata TMPRSS2, che sporge dalle superfici di molte cellule nei polmoni e in altri organi, ma è notevolmente assente dalle superfici della maggior parte delle cellule del naso e della gola. Le varianti precedenti hanno sfruttato questa proteina per infettare le cellule, ma i ricercatori hanno notato che Omicron non si lega così bene a TMPRSS2. 


VIE AEREE SUPERIORI


La difficoltà di entrare nelle cellule polmonari potrebbe aiutare a spiegare perché Omicron è attiva nelle vie aeree superiori più che nei polmoni, spiega Ravindra Gupta, virologo dell’Università di Cambridge, Regno Unito e coautore di uno degli studi su TMPRSS2, a “Nature”. Questa teoria potrebbe anche spiegare perché, secondo alcune stime, Omicron è trasmissibile quasi quanto il morbillo, che è il punto di riferimento per l’elevata trasmissibilità, afferma Diamond. Se la variante persiste nelle vie aeree superiori, le particelle virali potrebbero trovare facilmente un passaggio sul materiale espulso dal naso e dalla bocca, consentendo al virus di trovare nuovi ospiti, afferma Gupta. Altri dati forniscono prove dirette che Omicron si replica più facilmente nelle vie aeree superiori che nei polmoni.


Gli ultimi risultati potrebbero significare che «il virus stabilisce un’infezione molto locale nelle vie aeree superiori e ha meno possibilità di provocare danni ai polmoni», afferma Melanie Ott, virologa presso il Gladstone Institute of Virology di San Francisco, in California, che non è stata coinvolta nella ricerca, ma è stata consultata da “Nature”. Sarebbe una buona notizia, ma la risposta immunitaria di un ospite gioca un ruolo importante nella gravità della malattia e gli scienziati hanno bisogno di più dati clinici se vogliono capire come la biologia di base di Omicron influenzi la sua progressione della malattia negli esseri umani.

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PERICOLO PER I BAMBINI


Il decorso dell’infezione di Omicron potrebbe avere implicazioni anche per i bambini, spiega a “Nature” Audrey John, specialista in malattie infettive pediatriche presso il Children’s Hospital di Philadelphia in Pennsylvania. I bambini piccoli hanno passaggi nasali relativamente piccoli e i bambini respirano solo attraverso il naso. Tali fattori possono rendere le condizioni delle vie respiratorie superiori più gravi per i bambini che per gli adulti, afferma John. Ma aggiunge che non ha visto dati che suggeriscano un aumento del numero di bambini ricoverati in ospedale e altre condizioni che potrebbero indicare una grave infezione del tratto respiratorio superiore.


Sebbene ci sia ancora molto da imparare sulla nuova variante, Gupta afferma che i timori sollevati a fine novembre dalla moltitudine di mutazioni nel genoma di Omicron non sono stati completamente confermati. Dice che l’allarme iniziale offre un ammonimento: è difficile prevedere come un virus infetterà gli organismi solo dalla sua sequenza genetica.

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