Omicidio Galizia, «Una vergogna per la democrazia se Muscat resta in carica»

Martedì 17 Dicembre 2019 di Italo Carmignani
Il premier maltese Joseph Muscat
STRABURGO Dimissioni. Immediate, senza discutere, senza aspettare gennaio 2020. Lo chiede con toni diversi l’assemblea plenaria del Parlamento europeo convocata a Strasburgo nei confronti del primo ministro maltese Joseph Muscat, coinvolto, secondo gli investigatori impegnati nel caso, nel delitto della giornalista Daphne Caruana Galizia, uccisa a Malta nell'ottobre del 2017 con un’autobomba. L’invito perentorio, che unisce e anima l’assemblea come accade con pochi argomenti in discussione, arriva nel giorno in cui Il giudice  ordina l'arresto di Keith Schembri, l'ex capo di gabinetto del primo ministro Muscat. Stando al Times of Malta, il giudice ha emesso l'ordine d'arresto dopo che è stato impossibile notificare a Schembri un mandato di comparizione come testimone nel caso. Di fronte al giudice sta deponendo anche Yorgen Fenech, l'imprenditore arrestato il mese scorso come mandante degli uomini che piazzarono l'ordigno esplosione nella macchina della giornalista. Nei precedenti interrogatori, Fenech ha fatto il nome di Schembri collegandolo a casi di corruzione e all'omicidio. 
“UN’OFFESA”
Intervenendo in aula a Strasburgo nel corso della discussione sullo stato di diritto a Malta,
l'eurodeputato del Ppe Esteban Gonzalez Ponsnon non è stato tenero: «Gli occhi dei giornalisti di tutta Europa sono su di lei, primo ministro Muscat. Ogni giorno in più che rimane in carica, è una vergogna per la democrazia e un'offesa alla memoria di Daphne Caruana Galizia». A Ponsnon fa eco Manfred Weber, presidente del gruppo Ppe: «Muscat deve andarsene per garantire che le indagini siano indipendenti da parte delle autorità, deve dimettersi subito, quindi chiedo ai socialdemocratici perché non sono disposti a sostenere questa nostra richiesta». 
LA RISPOSTA
L’esortazione di Weber è collegata a quanto dichiarato dalla presidente del gruppo dei Socialisti e democratici (S&D) all'Eurocamera, Iratxe Garcia Perez: “Non sta al Parlamento europeo chiedere le dimissioni di un primo ministro. Francamente non mi sembra questo il ruolo del Parlamento europeo -spiega -. Un conto è il mio parere personale, ma come capogruppo degli S&D credo che il Parlamento Ue debba garantire che si rispetti lo stato di diritto”. Un parere contrastato dall'eurodeputato di Forza Italia Antonio Tajani: “Il premier Muscat e il suo governo devono dimettersi subito. Il voto della nostra risoluzione è una sorta di sfiducia europea per il suo operato e per l'operato del suo governo». «Noi vogliamo che si faccia chiarezza e che tutti i Paesi vengano trattati nella stessa maniera, perché a Malta è stata assassinata una giornalista - ha ricordato -. Non c'è soltanto una violazione dello stato di diritto: c'è qualcosa di ancor più grave. Gli assassini - ha sottolineato Tajani - si nascondevano con complicità nel palazzo del governo». Aggiunge  l'eurodeputata olandese Sophie in't Veld: “Anche se non è compito nostro chiedere le dimissioni del primo ministro, quello è compito del Parlamento maltese che non dovrebbe essere assolto dalle sue responsabilità, penso davvero - aggiunge la in't Veld - che la sua perdurante presenza nella carica di primo ministro è motivo di grave preoccupazione”. Il dibattito si è chiuso con pochi dubbi, giovedì 19 è prevista la votazione. 
L’OMICIDIO
Daphne Caruana Galizia aveva 53 anni quando è stata uccisa, il 16 ottobre del 2017 a Bidnija, nel nord dell’isola, a seguito dell’esplosione di una bomba nella sua auto. Era una delle giornaliste più conosciute  a Malta, per le sue inchieste sulla corruzione e soprattutto sull’evasione fiscale internazionale sull’isola lagata ai PanamaPapers, i documenti riservati che avevano rivelato una rete internazionale di società off shore e loro beneficiari. Era stata la prima a rivelare il coinvolgimento di alcuni importanti membri del governo di Muscat. E la moglie del premier. © RIPRODUZIONE RISERVATA

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