Notre-Dame, donazioni per oltre 700 milioni: dal miliardario Pinault alla famiglia Bettencourt, pioggia di fondi

Martedì 16 Aprile 2019
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Straordinaria catena di solidarietà per ricostruire Notre Dame di Parigi, la cattedrale simbolo della Francia sfigurata dal devastante incendio di ieri sera. Al momento ammontano ad oltre 700 milioni di euro le promesse di donazioni da parte dei Paperoni della République, come gli acerrimi rivali del lusso, Francois-Henri Pinault (Kering, il primo ad annunciare nella notte un contributo da 100 milioni di euro) e Bernard Arnault, il patron megamilionario di LVMH che in mattinata ha replicato con un assegno da 200 milioni e l'impegno a fornire tutte le professionalità del suo gruppo per partecipare alla ricostruzione. Una somma a cui si aggiungono gli altri 200 milioni promessi dalla famiglia Bettencourt-Meyers, erede del colosso L'Oréal o i 100 milioni di Total. Alla catena di aiuti si sono rapidamente aggiunte anche tante associazioni ed enti locali. Tra gli altri, la sindaca di Parigi, Anne Hidalgo, stanzierà 50 milioni di euro e chiede l'organizzazione di una «grande conferenza internazionale dei donatori», con «mecenati del mondo intero per raccogliere i fondi necessari al restauro». Un restauro che, secondo quanto promesso questa sera da Macron, dovrebbe giungere a conclusione entro i prossimi 5 anni, in coincidenza con l'avvio delle Olimpiadi di Parigi del 2024. Ci vorranno «mesi, anni», aveva avvertito questa mattina il suo fedele ministro della Cultura, Franck Riester, spiegando che è ancora «troppo presto» per valutare la durata precisa della ristrutturazione. «In ogni caso - ha aggiunto ai microfoni di France Info - ci vorrà tanto tempo e bilanci molto importanti». Il ministro ha ricordato che «i due terzi» del tetto sono andati in fumo e che la «guglia è crollata all'interno della cattedrale, creando un buco nella volta», anche «una parte delle vetrate» è andata «distrutta». 

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«Lo Stato si assumerà le proprie responsabilità», ha continuato Riester, citando, tra l'altro, la grande colletta nazionale che consentirà di raccogliere liberi contributi anche da parte di cittadini francesi e stranieri. Meno ottimista sui tempi il giornalista star della divulgazione in tv, Stéphane Bérn, secondo cui per riportare la cattedrale di Parigi ai suoi antichi splendori saranno necessari «minimo tra i dieci e i vent'anni». «Questa volta non saranno i soldi a mancare, ma ci vorrà tempo», ha spiegato, ricordando che per la ristrutturazione della cattedrale di Reims «ci vollero 40 anni» di lavori. Tra le altre donazioni, anche quella di 10 milioni annunciata dalla presidente della regione Ile-de-France, Valérie Pécresse. Sabato sera si terrà sulla tv di Stato (France 2) un grande concerto benefico a favore della Grande Dama di Parigi, mentre sul web fioccano le piattaforme di raccolta fondi. Problemi di connessione, visto l'elevato numero di collegamenti per contribuire alla mega-colletta, sono stati riscontrati sui siti don.fondation-patrimoine.org e fondation-patrimoine.org, disponibili anche in lingua inglese. Per far fronte alle richieste, è stato attivato in fretta e furia un altro sito, rebatirnotredamedeparis.fr, patrocinato dal Centre des monuments nationaux. Grazie a una legge del 2 luglio 1996, sgravi fiscali sono previsti per i donatori.

Ultimo aggiornamento: 21:17 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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