Non si tinge più i capelli, la giornalista star dei tg Lisa LaFlamme licenziata. «Sono scioccata»

«A 58 anni pensavo ancora che avrei avuto molto tempo per raccontare storie che hanno un impatto sulla nostra vita quotidiana»

Non si tinge più i capelli, la giornalista star dei tg Lisa LaFlamme licenziata. «Sono scioccata»
di Anna Guaita
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Sabato 20 Agosto 2022, 06:46 - Ultimo aggiornamento: 13:01

Famosissima e stimata in tutto il Canada, Lisa LaFlamme è stata per 12 anni la conduttrice del principale telegiornale della CTV, il più grande network televisivo canadese privato. Ma di colpo il suo contratto è stato rescisso, e il Canada è precipitato in uno dei dibattiti più arroventati che abbiano mai circondato il suo mondo giornalistico. È forte il sospetto che Lisa abbia perso il suo posto alla guida del CTV National News perché aveva smesso di tingersi i capelli: «Chi ha approvato la decisione di lasciare che i capelli di Lisa diventino grigi?» è stato il commento che il neo-nominato direttore del telegiornale, Michael Melling, aveva posto appena entrato in servizio.

IL COMMENTO

La sua reazione era stata sentita da tutti i dipendenti presenti durante la registrazione delle news, ed era stata accompagnata qualche settimana più tardi da una nuova lamentela, quando Melling aveva fatto notare che sotto le luci dirette dello studio, i capelli argentati di Lisa assumevano una «spiacevole tonalità violetto». Ma il fatto che la 58enne LaFlamme avesse scelto di smettere di tingersi la chioma è una ragione sufficiente per troncare un contratto due anni prima della sua scadenza? In Canada, ma oramai anche negli Usa, se ne discute con fervore, con molte donne, anche note leader, che denunciano la decisione come sessista e lamentano l'esistenza di un doppio standard sull'età, considerato che il network, nel passato, a consentito a colleghi di Lisa di mostrare la propria età e continuare a lavorare. Importanti conduttori come lo stesso Lloyd Robertson, che Lisa ha sostituito quando si è ritirato a 77 anni, hanno goduto di carriere molto più lunghe e hanno ricevuto commossi addii pubblici accuratamente prodotti, invece che il silenzio che ha accompagnato l'uscita della giornalista.

«Sono scioccata e rattristata - ha detto Lisa, che di recente ha vinto il premio come miglior conduttore di notizie ai Canadian Screen Awards - A 58 anni, pensavo ancora che avrei avuto molto tempo per raccontare storie che hanno un impatto sulla nostra vita quotidiana». Peraltro la decisione di lasciare crescere la chioma senza più tingerla era stata applaudita dal pubblico. Lisa aveva spiegato le sue ragioni nel corso di una trasmissione di fine anno, in cui aveva raccontato che durante la pandemia non era potuta andare dalla parrucchiera e doveva continuamente ritoccare le radici: «Alla fine ho detto: Perché preoccuparsi dell'età? Sto diventando grigia. Onestamente, se avessi saputo che poteva essere così liberatorio, l'avrei fatto molto prima». Vari testimoni aggiungono che, comunque, fra Lisa LaFlamme e il nuovo direttore del telegiornale c'era un rapporto difficile. I capelli grigi possono essere stata una scusa, anche se alquanto infelice e in odore di discriminazione sessista e di età.

 

LO SCONTRO

Il nuovo direttore è entrato in rotta di collisione con la giornalista sulle spese per la copertura di storie internazionali. Ad esempio, non voleva mandare una troupe a Londra per il Giubileo di platino della regina, ma LaFlamme ha protestato: «La regina Elisabetta è anche regina del Canada!». Un altro scontro c'è stato sull'invio di una troupe in Ucraina, quando LaFlamme, che prima di diventare conduttrice è stata inviata e ha coperto guerre, rivolte e catastrofi, ha insistito che venisse prenotata anche una camera nella confinante Polonia, nel caso la troupe avesse dovuto abbandonare l'Ucraina in fretta. Sia CTV che Melling hanno sostenuto che la rottura con LaFlamme è solo dovuta a «decisioni aziendali», e sono pronti a offrire alla ex conduttrice altre forme di collaborazione. Intanto, però, la Bell Media, la società madre di CTV, ha annunciato l'apertura di un'indagine indipendente sulle accuse di discriminazione.

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