Super tasse per i No vax: dall’Austria alla Grecia, arriva la stretta. E Berlino pensa all’obbligo

Le nuove norme per Vienna dall’inizio del 2022: previste sanzioni fino a 3.600 euro

Dall Austria alla Grecia, super tasse per i No vax. E Berlino pensa all obbligo
di Michela Allegri
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Mercoledì 1 Dicembre 2021, 00:56 - Ultimo aggiornamento: 2 Dicembre, 08:23

Vaccinazione obbligatoria a partire dal nuovo anno, con annesse multe salate per chi decida di non sottoporsi all’immunizzazione e divieto di ingresso in locali, ristoranti, e di partecipazione ai grandi eventi. Dall’Austria alla Grecia, passando per la Germania, l’Europa si organizza per contenere i contagi ed evitare la diffusione incontrollata della nuova variante Omicron, soprattutto in vista del periodo festivo, anche se molte nuove regole entreranno in vigore dal 2022. L’obiettivo, comunque, è rendere progressivamente obbligatoria la somministrazione dei farmaci anti-Covid.

 

LA STRETTA

In Austria la disposizione sarà tassativa dal primo di febbraio: i No vax potrebbero rischiare una multa da 3.600 euro. La sanzione - stando alla bozza del governo - potrebbe anche raddoppiare in caso di recidiva. Secondo il ministro alla salute Wolfgang Mueckstein si tratta di una misura «senza alternative». Nel Paese, infatti, il tasso di vaccinazioni è ancora troppo basso: arriva solo al 70 per cento. La somministrazione non dovrebbe essere obbligatoria solo per i bambini delle elementari. Anche la Grecia prevede di infliggere multe: per il momento sono destinate solamente agli over 60 che rifiuteranno di sottoporsi all’immunizzazione entro il 16 gennaio. La sanzione dovrebbe essere di circa 100 euro al mese e verrà addebitata automaticamente dall’Autorità Indipendente per le Entrate Pubbliche. Una soluzione che, ha detto il premier Kyriakos Mitsotakis, «è il prezzo da pagare per la salute».

IL CASO TEDESCO

Anche in Germania si discute dell’obbligo vaccinale: la proposta dovrebbe arrivare in Parlamento giovedì prossimo. Steffen Seibert, portavoce della cancelliera Angela Merkel, sottolinea che «si va verso l’introduzione di una limitazione dei contatti più ampi per i non vaccinati, anche negli incontri privati, e di limitazioni per i grandi eventi». L’annuncio della probabile arriva mentre sale l’allarme per i reparti di terapia intensiva sono quasi al collasso in diversi Stati. Seibert ha anche promesso la somministrazione di «30 milioni di dosi entro Natale». Olaf Scholz, il prossimo cancelliere tedesco, si è invece detto «favorevole alla vaccinazione obbligatoria contro il Coronavirus». Durante il vertice dedicato all’emergenza sanitaria, con la Merkel e con i presidenti dei Länder tedeschi, ha affermato che «è importante stabilire un obbligo generalizzato alla vaccinazione». Scholz è anche favorevole all’introduzione, per i non vaccinati, del divieto di accesso a tutti gli esercizi commerciali non essenziali. «Non si può stare a guardare indifferenti la situazione attuale.

Se la quota dei vaccinati fosse più alta la situazione sarebbe diversa. Si deve avviare adesso un processo legislativo in Parlamento. È il Bundestag che deve decidere», ha aggiunto. Secondo Scholz, l’obbligo dovrebbe scattare da «inizio febbraio, o inizio marzo» al massimo. Anche il suo probabile vice, Robert Habeck, sostiene la necessità di introdurre l’obbligo di immunizzazione: «Rappresenta una forte ingerenza nella libertà dell’individuo, ma protegge la vita e, in ultima analisi, la libertà della società». Intanto nel Paese continua l’avanzata della quarta ondata: i contagi sono in crescita e, in diverse regioni, i reparti di terapia intensiva sono in affanno. La situazione «è altamente drammatica», ha detto il ministro della Salute del Baden-Wuerttemberg, annunciando che il Land si prepara a trasferire pazienti anche all’estero, negli Stati che hanno dato disponibilità a riceverli: Italia, Francia e Svizzera. Dalla Baviera nei giorni scorsi sono arrivati nel nostro Paese due pazienti: uno a Bolzano l’altro a Merano.

 

I BAMBINI

Nessuna multa in Francia, ma le autorità sanitarie hanno raccomandato la vaccinazione contro il Covid per i bambini a rischio dai 5 agli 11 anni. L’Alta Autorità francese per la Salute (Has) ha sottolineato l’importanza dell’immunizzazione per i piccoli più vulnerabili, oppure per quelli che vivono a contatto con persone immunodepresse e fragili, che non possono essere vaccinate. «La Has - si legge in una nota - raccomanda già da ora di aprire le vaccinazioni ad alcuni bambini di questa classe d’età: chi presenta un rischio di sviluppare una forma grave della malattia, chi vive al fianco di una persona vulnerabile non protetta dal vaccino».

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