Nigeria, liberate 300 persone tenute prigioniere in una scuola coranica: molti bambini, torture e abusi sessuali

Nigeria, liberate 300 persone tenute prigioniere in una scuola coranica: molti bambini, torture e abusi sessuali
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Venerdì 27 Settembre 2019, 20:00 - Ultimo aggiornamento: 20:24

Oltre trecento persone, tra cui molti bambini, erano tenuti prigionieri e letteralmente in catene in una scuola coranica a Kaduna, in Nigeria. Le foto pubblicate dalla Reuters sono scioccanti: mostrano gli "allievi" scalzi e con grosse catene intorno alle caviglie nude, ancorate a cerchioni di automobili. I prigionieri sono stati liberati dalla polizia. Venivano torturati e abusati sessualmente in una casa che si presentava come un centro islamico correzionale.
 


La polizia, citata dal sito Sahara Reporters, ha detto che le vittime provenivano da diversi altri Paesi africani, tra cui Burkina Faso e Mali. Il responsabile del centro e diversi suoi collaboratori sono stati arrestati. «Qualcuno ci ha informati - ha detto Ali Janga, capo della polizia di Kaduna - che qualcosa stava succedendo in questo centro di riabilitazione, o centro islamico. Allora siamo andati a controllare, e abbiamo scoperto che non era né un centro di riabilitazione né una scuola islamica. C'erano anche bambini, alcuni portati da Paesi confinanti e da varie regioni della Nigeria. La maggior parte erano tenuti incatenati. Sono stati abusati, de-umanizzati». La polizia sta ora indagando per capire come i prigionieri siano stati portati in questa che è già stata ribattezzata 'la casa degli orrori.

Il responsabile del centro e diversi suoi collaboratori sono stati arrestati. «Qualcuno ci ha informati - ha detto Ali Janga, capo della polizia di Kaduna - che qualcosa stava succedendo in questo centro, nel quartiere di Rigasa. Allora siamo andati a controllare, e abbiamo scoperto che non era né un centro di riabilitazione né una scuola islamica. C'erano anche bambini. La maggior parte erano tenuti incatenati. Sono stati abusati, de-umanizzati». I media nigeriani hanno pubblicato fotografie scioccanti di alcuni dei prigionieri liberati. In una si vede un ragazzino con cicatrici sulla schiena, apparentemente conseguenze delle frustate ricevute. Un'altra immagine mostra le gambe di un altro giovane, con ancora i ceppi delle catene alle caviglie. Un ragazzo che è stato tenuto prigioniero per tre mesi, Bello Hamza, ha detto di essere stato lasciato a Kaduna dalla famiglia.

«Ci dicevano che volevano insegnarci il Corano e l'Islam - ha raccontato - ma in realtà facevano altre cose. I più giovani erano costretti a rapporti omosessuali». Sempre secondo Hamza, chi cercava di fuggire era punito duramente, venendo incatenato e appeso al soffitto. «Durante la mia breve permanenza qui - ha aggiunto - qualcuno è morto per le torture. Altri sono morti prima del mio arrivo a causa di malattie». La polizia indaga ora per capire come i prigionieri siano arrivati nella 'casa degli orrorì. Ma sembra che diversi di loro siano stati portati proprio dai familiari, che non avevano alcuna idea di quello che sarebbe successo loro. Nel nord della Nigeria, a maggioranza musulmana, esistono molte cosiddette 'case di correzionè private che, applicando regole severe basate sulle leggi islamiche, dovrebbero fungere da strutture di recupero per i giovani con piccoli precedenti penali o che usano stupefacenti. Ad esse spesso i genitori si rivolgono, in assenza di centri pubblici adeguati.

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