A New York piantato un “clone” del castagno di Anna Frank

A New York piantato un “clone” del castagno di Anna Frank
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Giovedì 13 Giugno 2019, 23:28

Dalla sua casa di Amsterdam, durante la seconda Guerra mondiale, Anna Frank vedeva un castagno selvatico. Ora un arbusto ricavato da quel grande albero è stato piantato a New York e dedicato alle Nazioni Unite in segno di omaggio a quello che sarebbe stato il 90esimo compleanno della ragazzina, morta di tifo a 15 anni nel campo di concentramento di Bergen-Belsen. «L'arbusto è un simbolo vivente dell'eredità di Anna e dei valori delle Nazioni Unite che sono nati sulle ceneri della seconda Guerra mondiale e dopo la Shoah. Diventerà un albero a perpetua memoria dell'importanza di continuare il lavoro per un mondo più giusto e pacifico in cui celebriamo la diversità e dove uomini e donne, giovani e vecchi possono vivere senza paura», ha detto il segretario generale Antonio Guterres in un messaggio letto in apertura della breve cerimonia.

Il castagno piantato all'Onu è uno dei centinaia di cloni che sono stati creati dal grande albero secolare descritto nel celebre Diario. La giovanissima Anna lo vedeva dalla finestra della sua casa di Amsterdam, al numero 263 della Prinsengracht. Nelle pagine scritte dalla Frank la pianta viene raccontata con tenerezza: «Il nostro castagno è in piena fioritura dai rami più bassi alla cima, è carico di foglie e molto più bello dell'anno scorso», si legge nel Diario alla data del 13 maggio 1944, due mesi e mezzo prima del raid della Gestapo nell'alloggio segreto dove si nascondeva la famiglia Frank. L'ippocastano, simbolo per la ragazzina della libertà negata, si era però gravemente ammalato e nel 2013, 150 anni dopo esser stato piantato nel giardino di un vicino del rifugio dei Frank, era stato abbattuto. Grazie all'opera di una fondazione, arbusti ricavati dalla pianta madre erano stati distribuiti in varie località in Europa (anche in Italia, da Varese a Roma) e negli Usa. Oltre a Ground Zero e alla Casa Bianca, un esemplare è stato destinato al Museo dei Bambini di Indianapolis che ha una sezione dedicata ad Anna Frank.

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