Nejla Bouden, chi è la prima donna al governo in Tunisia. L'opposizione: una scelta di facciata

Nejla Bouden, chi è la prima donna al governo in Tunisia. Ma l'opposizione teme un'operazione di facciata
di Marco Prestisimone
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Mercoledì 29 Settembre 2021, 15:05 - Ultimo aggiornamento: 30 Settembre, 10:34

Si chiama Nejla Bouden e sarà capo del governo della Tunisia. Ha ricevuto l'incarico dal presidente della Repubblica, Kais Saied: è la prima volta che una donna diventa premier nel mondo arabo. Una scelta che però ha fatto storcere il naso tra i media locali e nell'opposizione. Non tanto per il curriculum di assoluto prestigio della Bouden quanto per le modalità con cui è stata incaricata. Un comunicato stringato e soprattutto in una fase in cui il presidente Saied è sotto accusa per il depotenziamento del Parlamento e il concentramento di tutti i poteri nelle sue mani.

Nejla Bouden, la nuova premier in Tunisia

Nata nel 1958 nella provincia di Kairouan, è stata professoressa di Geologia presso la Scuola Nazionale degli Ingegneri di Tunisi ENIT, Bouden è ingegnere e ha conseguito un dottorato in geologia presso l'Ecole Nationale Supérieure des Mines di Parigi. Ha anche un master in esplorazione petrolifera ed è autrice di diversi studi in campo geologico. Nel 2011 è stata direttore generale responsabile della qualità presso il ministero dell'Istruzione. Docente di geofisica presso la National Engineering School di Tunisi, ricopre la carica di responsabile dell'attuazione del programma della Banca mondiale presso il ministero dell'istruzione superiore e delle scienze della ricerca.  Aveva anche ricoperto la carica di capo dell'Unità di gestione degli obiettivi nello stesso ministero e nel 2015 aveva ricoperto un incarico nell'ufficio dell'ex ministro dell'istruzione superiore, Chiheb Bouden.

Il timore in Tunisia: una mossa di facciata? 

In realtà i media locali hanno dato la notizia senza grandi trionfalismi. Questo perché nel mese di luglio il presidente Saied dopo aver sospeso la costituzione e preso pieni poteri, aveva dovuto rispondere a chi temeva un colpo di stato. «Non è a quest’età che comincerò una carriera di dittatore», erano state le sue parole. L'opposizione continua a premere sul tasto del colpo di stato. Al momento il Parlamento è esautorato e quindi non può votare la fiducia al nuovo governo: la scelta di Nejla Bouden sembra secondo i suoi oppositori una mossa più di facciata che effettiva, con lo scopo di non perdere il potere dalle proprie mani. E in questo senso si legge anche il comunicato stringato, privo anche di biografia, con il quale ha comunicato che la scelta è stata adottata ai sensi dell’articolo 16 del decreto presidenziale 117 relativo alle misure eccezionali. 

Il presidente: «Lotta alla corruzione priorità del nuovo governo»

«La lotta alla corruzione sarà la priorità del prossimo governo tunisino», ha detto il presidente Kais Saied ricevendo l'incaricata premier Nejla Bouden, e sottolineando quanto sia importante formare un governo «coeso» nelle «prossime ore o giorni» per non perdere altro tempo. In un video pubblicato dalla presidenza tunisina Saied afferma che «per la prima volta nella storia tunisina una donna guiderà il governo». Con una nota polemica ha poi aggiunto che la Tunisia ha perso tempo prezioso poiché alcune persone hanno trasformato le istituzioni statali in «arene» in cui confrontarsi. La decisione di incaricare Bouden di «formare un governo nel più breve tempo possibile» è arrivata dopo che il presidente Saied ha licenziato il premier Hichem Mechichi e sospeso il Parlamento il 25 luglio scorso e dopo il decreto del 22 settembre che ha rafforzato ulteriormente i poteri della Presidenza, a scapito del governo e del parlamento, che di fatto sostituirà legiferando per decreto. Questa ulteriore stretta è valsa a Saied appunto l'accusa di autoritarismo e di ritorno al passato, oltre a destare preoccupazioni per il destino della transizione democratica tunisina.

Marco Prestisimone

 

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