Golfo Persico, sos da 4-5 petroliere: probabile assalto di pirati, uomini armati a bordo di una nave

Golfo Persico, sos da 4-5 petroliere: probabile attacco di pirati, uomini armati a bordo di una nave
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Martedì 3 Agosto 2021, 20:18 - Ultimo aggiornamento: 4 Agosto, 00:36

Alcune navi in emergenza aò largo degli Emirati, nei pressi dell'isola Fujairah. L'emittente pubblica israeliana Kan e la tv commerciale Canale 12 hanno avanzato l'ipotesi che siano «fra quattro e cinque» le navi in difficolta e che una, secondo le informazioni ancora parziali a disposizione, potrebbe essere stata dirottata.

«I servizi di sicurezza di Israele stanno seguendo da vicino la vicenda delle navi in difficoltà a largo degli Emirati», ha aggiunto la tv pubblica Kan. Sarebbero in corso in questi momenti verifiche su un possibile legame con lo Stato di Israele o con società di israeliani che operano all'estero. Ma al momento le indagini non avrebbero dato alcun esito.

Le quattro imbarcazioni

Le quattro imbarcazioni sarebbero la Queen Ematha, la Golden Brilliant, la Jag Pooja e l'Abyss. I rispettivi equipaggi avrebbero annunciato più o meno nello stesso momento, tramite i loro localizzatori, di aver perso il controllo delle navi. «Non aver più sotto comando l'imbarcazione» tecnicamente significa che la nave ha perso potenza e non può più guidare. Per l'episodio sarebbe sotto accusa il regime iraniano, ma al momento si cercano conferme.

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Un episodio di pirateria

Nelle solite ore un gruppo di otto o nove individui armati sarebbe salito a bordo di una nave, la Asphalt Princess, battente bandiera panamense, nel Golfo di Oman al largo delle coste degli Emirati arabi uniti. Lo riferisce Sky News citando fonti della sicurezza.

Gli equipaggi sono stati presi in ostaggio. La prima delle due unità batte bandiera panamense. La notizia è stata riferita anche da media britannici e israeliani. Uno dei due assalti è avvenuto a 60 miglia dalla costa degli Emirati Arabi, all’altezza di Fujirah. Sempre secondo fonti giornalistiche l’atto è stato compiuto da elementi vicini all’Iran, che però al momento respinge le accuse.

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L'aggressione del 30 luglio

Il 30 luglio scorso la nave Mercer Street, mentre navigava a sud dell'Oman è stata vittima di un attacco di pirateria. A quanto risulta uno o più droni kamikaze si sono abbattuti contro il ponte della nave, provocando la morte di un cittadino britannico e di un rumeno. Ma la vicenda è stata subito interpretata come un attacco sferrato ad Israele da Iran.

La nave, che batte bandiera liberiana, è di proprietà giapponese e ha un equipaggio eterogeneo ed ègestita da una società, la Zodiac Maritime, che appartiene all'uomo d'affari israeliano Eyal Ofer. «Abbiamo prove pervenute dall'intelligence che è stato l'Iran ad attaccare la nave» ha accusato il premier israeliano Naftali Bennett. Ma da Teheran il portavoce del ministero degli esteri Saeed Khatibzadeh ha negato ogni addebito. «Come al solito - ha detto - anche questa volta dallo Stato sionista giungono accuse infondate».

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