Nave italiana affonda in Francia, emergenza inquinamento

Giovedì 14 Marzo 2019
Vent'anni dopo l'Erika, che colò a picco al largo della Bretagna causando un disastro ecologico con la fuoruscita di oltre 30.000 tonnellate di gasolio, la Francia torna a vivere l'incubo con la Grande America. Affondato martedì, il mercantile della Grimaldi Lines ha lasciato al largo di Brest, sempre in Bretagna, una quantità di container, 45 con sostanze pericolose, e 2.200 tonnellate di gasolio. «Non ha niente a che vedere con l'Erika», ha provato oggi a tranquillizzare il ministro per la Transizione ecologica, Francois de Rugy, promettendo poi che si farà «tutto il possibile per evitare un inquinamento delle coste».

Due grandi regioni come la Gironda e la Charente-Maritime sono in stato d'emergenza, ma da stasera le preoccupazioni sono aumentate per l'avvistamento di una seconda chiazza di idrocarburi fuorusciti dalla nave italiana: «al momento le chiazze sono due - ha ammesso de Rugy in visita al centro di crisi di Brest - una che era stata avvistata ieri sera, e un'altra questa mattina. Una è lunga 13 chilometri e larga 7, ha un aspetto piuttosto compatto. La seconda è lunga 9 chilometri e larga 7, e appare più frammentata. Distano una dall'altra una ventina di chilometri». Le due chiazze che spaventano la Francia vanno alla deriva in direzione est a una velocità di 35 km al giorno e si trovano a 300 chilometri da La Rochelle. Arriveranno alle coste presumibilmente fra domenica e e lunedì. Tutto dovrà essere fatto fin da ora per attutire l'impatto, anche se il ministro ha ammesso che le condizioni meteo sono «sfavorevoli» agli interventi in mare. Un robot sottomarino è già operativo attorno al relitto della Grande America per appurare l'esistenza di eventuali falle nello scafo che possano lasciar fuoruscire altro carburante.

Le dimensioni delle due chiazze non corrispondono infatti alla quantità molto superiore che conteneva la stiva della nave. Una nave per la lotta all'inquinamento è già sul posto, altre dovrebbero raggiungerla nonostante il mare grosso. Dovranno tentare l'operazione di pompaggio in mare e sistemare delle barriere galleggianti. De Rugy ha precisato che mezzi privati dell'armatore Grimaldi verranno in sostegno dei mezzi francesi. Se tutto andrà male, si procederà con il piano di emergenza a terra, proteggendo il litorale, le persone e le terre. L'inchiesta aperta dalla procura consentirà di «risalire alla storia» della nave cercando eventuali «responsabilità dell'armatore o dell'equipaggio», ha detto de Rugy.

Gli ecologisti sono già sul piede di guerra: «questo nuovo naufragio - si legge in un comunicato di Europe Ecologie Les Verts - dimostra che la sicurezza sulle navi non è sufficiente e che le compagnie fanno pesare rischi sull'ambiente, sugli equipaggio, sui litorali e gli abitanti. La prevenzione dei danni all'ambiente deve diventare una priorità politica francese ed europea». La Grande America, imbarcazione ibrida fra la nave da carico e il portacontainer, è colata a picco martedì 333 chilometri a ovest di La Rochelle dopo un incendio a bordo. I 27 occupanti della nave sono stati soccorsi e riportati sani e salvi a Brest.
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