Omicidio Nadia De Munari, 4 persone arrestate in Perù: «Facevano parte della comunità dove lavorava»

Omicidio Nadia De Munari, 4 persone arrestate in Perù: «Facevano parte della comunità dove lavorava»
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Venerdì 16 Luglio 2021, 11:35

Omicidio Nadia De MunariQuattro persone sono state arrestate in Perù in relazione all'assassinio della missionaria laica italiana, Nadia De Munari, 50 anni, originaria di Schio (Vicenza). La donna è morta il 24 aprile scorso per le ferite riportate dopo l'aggressione avvenuta la notte tra il 20 e il 21 aprile scorso. Due delle persone arrestate sono interne alla comunità dove lavorava De Munari e le altre due abitano nelle vicinanze. Sulla vicenda la Procura di Roma aveva aperto un fascicolo di indagine affidando l'attività istruttoria ai carabinieri del Ros in stretta collaborazione con la Fiscalia del Nuovo Chimbote.

Missionaria italiana uccisa in Perù a colpi di machete: Nadia De Munari era di Vicenza e aveva 50 anni

 

Nadia De Munari, chi era

Nadia De Munari era una volontaria, missionaria laica uccisa ad aprile in Perù. La donna, che era nel Paese sudamericano per conto dell'Operazione Mato Grosso, aiutava i poveri di una baraccopoli e gestiva asili. Venne aggredita nel sonno e colpita più volte con un machete. Nadia era originaria di Schio. 

Come è morta

La volontaria, maestra elementare, si recava nelle case a portare cibo e si occupava della formazione delle insegnanti. Sulle cause del decesso della donna, i medici hanno riferito di un grave trauma cranico, una frattura al braccio destro e ferite al viso. La notizia della morte di Nadia De Munari è arrivata a Schio ieri sera, lasciando sconvolti i familiari, i genitori e due sorelle, e la vasta comunità religiosa che sosteneva l'opera di Nadia, che lavorava con i bisognosi in Perù ormai da 15 anni. I suoi rientri in Italia, ogni due o tre anni, erano piuttosto brevi, perché poi ripartiva presto per Chimbote. La mamma di Nadia, Teresina - parole riferite dal parroco di Schio - ha definito la figlia «una martire». In serata nella cittadina scledense si è tenuto un momento di preghiera nel quale tutti hanno ricordato lo slancio di Nadia verso gli altri. Il vescovo di Vicenza, Beniamino Pizziol, ha espresso il cordoglio dell'intera Diocesi: «Siamo stretti al dolore della famiglia di Nadia, che da 30 anni lavorava in prima linea a fianco dei poveri», ha detto Pizziol. Della sua sensibilità d'animo ha parlato anche l'amico Massimo Casa, la persona che l'aveva coinvolta nell'operazione 'Mato Grossò quando aveva 17 anni: «Nadia era una persona buona, sensibile, sempre attenta ai bisogni degli altri, che nella sua dimensione di vita contavano più di ogni altra cosa materiale».

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