Corea del Nord lancia tre nuovi missili verso il Giappone: fermati i treni superveloci Shinkansen. La condanna dell'Italia

La rete ferroviaria veloce viene bloccata solo per terremoti e tifoni

Altri tre missili lanciati della Corea del Nord verso il Giappone: fermati i treni superveloci Shinkansen
8 Minuti di Lettura
Giovedì 3 Novembre 2022, 07:35 - Ultimo aggiornamento: 5 Novembre, 11:03

Ancora una salva di missili lanciati dalla Corea del Nord verso il Giappone, con il timore crescente che i più potenti di essi non finiscano solo nel mar del Giappone ma che attraversino lo stesso spazio aereo di Tokyo. Dei tre missili decollati nelle ultime ore, come afferma la Guardia Costiera giapponese, il secondo e il terzo sono precipitati in mare, mentre non è ancora chiaro dove sia caduto il primo perchè è scomparso dai radar: lo ha fatto sapere il governo di Tokyo. 

«L'Italia condanna fermamente i nuovi lanci missilistici da parte nordcoreana e la violazione delle acque territoriali sudcoreane, esprimendo la piena e massima solidarietà nei confronti della Corea del Sud». Lo scrive la Farnesina in un tweet.

Questi ultimi lanci seguono quelli di ieri e quello del missile balistico che ha sorvolato il Giappone lo scorso 4 ottobre, dopo aver percorso oltre 4.600 chilometri, con la popolazione di due prefetture invitata a raggiungere i rifugi. Sono stati invece fermati i treni ad alta velocità Shinkansen, "sistema nervoso" della nazione, che si bloccano solo in condizioni meteo estreme come ad esempio i tifoni oppure per i terremoti.

Perché questa raffica di lanci? La Corea del Nord ha attaccato Usa e Corea del Sud per la decisione di estendere le loro esercitazioni militari aeree congiunte in risposta agli ultimi lanci di missili balistici fatti da Pyongyang. «È stata una scelta sbagliata», hanno riferito i media del Nord.

Il razzo nordcoreano perso di "vista" dai radar e dai satelliti sarebbe un missile balistico intercontinentale (Icbm) progettato per colpire obiettivi dall'altra parte del mondo e in grado anche i portare testate nucleari. È l'accusa dello Stato Maggiore dell'esercito di Seul, secondo il quale il missile a lungo raggio è stato lanciato verso le 7 e 40 di questa mattina. Ha volato per circa 740 chilometri e ha raggiunto un'altitudine di 1.920 chilometri. Secondo l'agenzia di stampa Yonhap, il missile ha fallito il lancio a metà volo. 

In Giappone tre prefetture, quella di Miyagi, Yamagata e Niigata, hanno emesso avvisi di emergenza invitando gli abitanti a restare in casa e fermando la circolazione dei treni in seguito al lancio di tre missili da parte della Corea del Nord. Lo riferiscono i media giapponesi. Il primo ministro Fumio Kishida ha condannato i «ripetuti lanci di missili» da parte della Corea del Nord, definendo l'ultimo come «oltraggioso e intollerabile». Il ministro della Difesa di Tokyo Yasukazu Hamada ha affermato che il nuovo lancio di missili «non ha attraversato l'arcipelago giapponese, ma è scomparso sul Mar del Giappone».

Il governo giapponese ha inoltre inviato alla Corea del Nord una protesta formale, l'ennesima,  a causa dei lanci di missili: lo ha reso noto il Segretario di Gabinetto, Hirokazu Matsuno, come riportano i media internazionali. «A causa del lancio di missili, abbiamo immediatamente espresso una rigorosa protesta alla Corea del Nord attraverso l'ambasciata di Pechino», ha affermato Matsuno.

Un missile balistico lanciato dalla Corea del Nord questa mattina non ha tuttavia sorvolato il Giappone: lo ha detto il ministero della Difesa, correggendo quanto aveva dichiarato in un primo momento l'ufficio del primo ministro in un tweet. A seguito del lancio, i servizi dei treni superveloci Shinkansen sono stati sospesi brevemente in alcune prefetture del nord-est dell'arcipelago. Il premier Fumio Kishida, parlando ai media, ha di nuovo definito «Intollerabili», le azioni del regime di Pyongyang. 

Lo scenario

Nei giorni scorsi la Corea del Nord ha lanciato almeno 17 missili balistici a corto raggio (Srbm) nel mar del Giappone, uno dei quali ha volato attraverso il suo confine marittimo de facto con la Corea del Sud. Lo ha riferito il Comando di stato maggiore congiunto in una nota, secondo cui i test sono stati effettuati da un sito all'interno o intorno a Wonsan, città sulla costa orientale, intorno alle 8.51 locali (00.51 in Italia) del 2 novembre. L'ultima provocazione del Nord è arrivata come apparente protesta per le manovre aeree di cinque giorni su larga scala di Corea del Sud e Stati Uniti che sono iniziate lunedì.

Corea del Sud risponde con tre missili

La Corea del Sud ha lanciato tre «missili aria-superficie di precisione» nelle acque a nord del confine marittimo intercoreano, in risposta ai lanci di missili effettuati l'altro ieri da Pyongyang. Lo riferiscono i militari di Seul. L'esercito sudcoreano ha affermato di aver lanciato tre missili di precisione in acque «vicino alla Northern Limit Line a una distanza corrispondente all'area» in cui sono finiti quelli testati oggi dal Nord, mai così vicini alle acque territoriali del Sud. Le operazioni, ha aggiunto il Comando di stato maggiore congiunto in una nota, hanno mostrato che Seul intende rispondere «con fermezza contro qualsiasi tipo di provocazione». La risposta è maturata a stretto giro dal pesantissimo giudizio espresso dall'esercito sudcoreano che ha denunciato i lanci del Corea del Nord, tra cui uno definito «intollerabile» e finito in un'area vicina alle acque territoriali del sud per la prima volta dalla divisione della penisola un due parti, avvenuta oltre 70 anni fa. All'inizio della giornata, infatti, il Nord ha lanciato almeno tre missili balistici a corto raggio nel mar del Giappone, di cui uno che partito dall'area di Wonsan ha volato attraverso il confine marittimo de facto con la Corea del Sud, secondo le rilevazioni di Seul.

 

«I missili nordcoreani, per la prima volta dalla divisione della penisola, sono atterrati vicino alle nostre acque territoriali a sud della Northern Limit Line, con una mossa intollerabile», ha detto il Comando, assicurando che «i nostri militari hanno promesso di rispondere con fermezza alla provocazione». Uno dei tre missili balistici a corto raggio è caduto in mare a 26 chilometri a sud del confine marittimo, in un'area a 57 km a est della città orientale di Sokcho e a 167 km a nord-ovest dell'isola di Ulleung: si è diretto proprio verso l'isola prima di finire nelle internazionali, spingendo le autorità locali a un raro allarme aereo. Le sirene hanno suonato a Ulleung intorno alle 8.55 locali (0.55 in Italia), mandando i residenti a trovare protezione in scantinati e rifugi. L'ultima provocazione del Nord è arrivata mentre Seul e Washington stanno tenendo le manovre congiunte 'Vigilant Storm', coinvolgendo più di 240 aerei nel tentativo di rafforzare la posizione di deterrenza contro le minacce del Nord che potrebbe presto condurre anche il suo settimo test nucleare.

Corea del Nord, minacce nucleari a Usa e Corea del Sud

La Corea del Nord ha minacciato di usare le armi nucleari per far pagare a Usa e Corea del Sud «il prezzo più orribile della storia» qualora dovessero far ricorso alla forza, in un'escalation retorica contro le manovre militari congiunte in corso su larga scala di Washington e Seul. In una nota diffusa nella notte dalla Kcna, Pak Jong-chon, un segretario del Partito dei Lavoratori e stretto collaboratore del leader Kim Jong-un, ha definito le manovre «aggressive e provocatorie». Il Nord, definendo come «avvertimenti» i suoi molteplici lanci di missili, ha preso di mira le manovre partite lunedì che coinvolgono 240 aerei da guerra. «Se gli Stati Uniti e la Corea del Sud tentassero di usare la forza contro di noi, le forze speciali dell'esercito della Repubblica democratica popolare di Corea svolgerebbero immediatamente la missione strategica loro assegnata e gli Stati Uniti e la Corea del Sud dovrebbero affrontare un evento terrificante e pagare un terribile prezzo», ha affermato il funzionario, secondo la Kcna. Washington e Seul «devono tenere a mente che prendere questo come un semplice avvertimento sarebbe un enorme errore nelle circostanze attuali», ha aggiunto Pak. La dichiarazione è maturata in risposta alle esercitazioni aeree combinate 'Vigilant Storm' di 5 giorni che Usa e Corea del Sud hanno avviato lunedì per migliorare il coordinamento aereo e di deterrenza verso il Nord. Il funzionario nordcoreano ha contestato la strategia di difesa degli Stati Uniti e la revisione della postura nucleare recentemente approvata, in cui il Dipartimento della Difesa americano ha affermato che un attacco nucleare del Nord contro gli Usa o i suoi alleati comporterebbe la «fine» del regime di Pyongyang. «Quello che è chiaro è che l'esercitazione aerea congiunta in corso, ripresa dopo un intervallo cinque anni, è una provocazione», ha concluso Pak.

Usa: «Comportamento sconsiderato»

«Condanniamo il lancio dei missili da parte della Corea del Nord». Lo ha detto il portavoce del Consiglio per la sicurezza nazionale americana, John Kirby, in un briefing virtuale con la stampa definendo quello di Pyongyang un «comportamento sconsiderato».

Washington, in particolare, ha definito «una decisione pericolosa», quella di lanciare missili vicino alle acque territoriali sudcoreane. «Continuiamo tuttavia a tenere aperti i canali diplomatici con Pyongyang per la denuclearizzazione della penisola nonostante tutto», ha aggiunto il funzionario della Casa Bianca.

© RIPRODUZIONE RISERVATA