Germania, la ministra della Famiglia “copia” la tesi: Merkel la perdona, salta il rigorismo tedesco

Germania, la ministra della Famiglia copia la tesi: Merkel la perdona, salta il rigorismo tedesco
di Flaminia Bussotti
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Lunedì 16 Novembre 2020, 07:25 - Ultimo aggiornamento: 07:26

Più che una buccia di banana, rischia di diventare una valanga che la travolgerà. La ministra della Famiglia Franziska Giffey è sulla graticola con l'accusa di aver scopiazzato la dissertazione del dottorato conseguito nel 2010 presso la rinomata Freie Universität (FU) di Berlino ovest. Per ora, grazie a una buona parola messa da Angela Merkel, che al rigore ha preferito il buon senso, è salva. Ma non è detto che la grazia sia definitiva. Cominciato in sordina, l'affaire è diventato uno scandalo di portata nazionale. La ministra in quota socialdemocratica (Spd) nel quarto governo di Angela Merkel ha cercato di difendersi passando all'offensiva: venerdì ha annunciato di rinunciare al titolo di dottore, che in Germania conta molto.
LE POLEMICHE
Ma la mossa potrebbe non bastare: si moltiplicano infatti le richieste di dimissioni e le critiche anche dal suo partito. La cancelliera Merkel ha fatto sapere di «aver preso atto con rispetto» dell'annuncio della ministra di rinunciare al titolo e di «rallegrarsi della futura, buona collaborazione». Come dire, la Giffey non si tocca e non ci sarà nessun rimpasto di governo. In effetti, in piena pandemia e con la sua imminente uscita di scena, aggravata da una tormentata ricerca di un suo successore, la Merkel di tutto ha bisogno tranne che di una crisi di governo. Ma gli estremi ci sono tutti.

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La Giffey, 42 anni, dell'Est, fino al suo ingresso nel 2018 al governo era stata sindaco di successo del distretto multietnico di Neuköln. È una delle promesse della Spd e fino a poco fa vantava alti indici di gradimento nella squadra di governo. Il 27 novembre si candida alla guida della Spd di Berlino con l'obbiettivo di diventare la capolista alle regionali nel dicembre 2021. Se vincesse, potrebbe diventare la nuova sindaca di Berlino al posto di Michael Müller.
Non è detto però che i suoi piani vadano a segno. «Franziska Giffey rinuncia al titolo, mossa disperata, troppo tardi» sintetizza il magazine Cicero. La piattaforma VroniPlag Wiki rivelava a maggio 2019 che 49 delle 265 pagine della dissertazione erano copiate fino al 75%. Interi passaggi presi da altri lavori senza citare la fonte e senza verifiche, e note redatte sciattamente. Insomma per la sua dissertazione in Scienze Politiche alla prestigiosa FU dal titolo ambizioso La via dell'Europa verso i cittadini La politica della Commissione europea per la partecipazione della società civile, la Giffey avrebbe lavorato parecchio di copia e incolla.
Nell'autunno 2019 l'ateneo decideva di non procedere alla revoca del titolo ma solo a un richiamo. Poi però, questo novembre, a seguito delle critiche di applicare due pesi e due misure, la Libera Università di Berlino rinunciava all'idea del richiamo e decideva di procedere a una nuova verifica delle accuse di plagio. In caso venissero confermate, la Giffey, che ha sempre respinto le accuse, diceva che si sarebbe dimessa. Venerdì, invece, il ripensamento: solo la rinuncia al Doktor, niente dimissioni, anzi intenzione confermata di correre per la guida della Spd di Berlino a fine mese.

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IN BUONA COMPAGNIA
Al momento comunque la ministra è ancora al suo posto nel governo. E in ogni caso è in buona compagnia: prima di lei, infatti, ministri di primissimo piano sono stati coperti dall'onta del plagio. Il caso più famoso è quello di Karl-Theodor zu Guttenberg (48) l'ex ministro della difesa, sangue blu, shooting star della Csu bavarese, papabile per la cancelleria, finito nella polvere per avere scopiazzato la dissertazione e costretto alle dimissioni nel 2011.
Altro caso, ma meno clamore, quello della ministra dell'Istruzione Annette Schavan (65, Cdu), vicinissima alla Merkel, pure lei accusata di plagio del dottorato e dimissionaria nel 2013. L'anno dopo fu graziata dalla Merkel che la spedì come ambasciatrice presso la Santa Sede, dove rimase fino al 2018, ma senza titolo di dottore. Anche l'attuale presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen, e ex ministra della difesa, è stata passata al setaccio da VroniPlag Wiki nel 2015, ma la sua università di medicina ad Hannover la salvò poi dalle accuse di plagio a dispetto di «lacune evidenti» nella sua dissertazione.
 

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