Medvedchuk, il super yacht dell'oligarca amico di Putin finisce all'asta: il ricavato andrà agli ucraini

Il 68enne Medvedchuk, spesso definito il «principe oscuro» della politica ucraina, era stato arrestato in Ucraina ad aprile e consegnato alla Russia in uno scambio di prigionieri a settembre

Medvedchuk, il super yacht dell'oligarca amico di Putin finisce all'asta: il ricavato andrà al popolo ucraino
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Sabato 3 Dicembre 2022, 12:38 - Ultimo aggiornamento: 18:49

Una parte dell'immenso tesoro degli oligarchi legati al Cremlino potrebbe presto iniziare a fluire nelle casse ucraine, come risarcimento per i danni di guerra. Il superyacht da 200 milioni di dollari del controverso Viktor Medvedchuk, sotto sequestro in Croazia, sarà preso in consegna dalle autorità di Kiev e messo all'asta. E per la prima volta gli ucraini potranno incassare i proventi di un bene di un soggetto colpito dalle sanzioni.

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Il super-yacht da 200 milioni all'asta

Il 68enne Medvedchuk, politico e uomo d'affari ucraino molto legato a Vladimir Putin (che è il padrino di sua figlia), era stato arrestato ad aprile dalle forze di Kiev e consegnato a Mosca lo scorso settembre, nell'ambito di uno scambio di prigionieri. Mentre il suo yatch, ormeggiato in Croazia, era stato sequestrato perché possibile frutto di un'attività di riciclaggio di denaro.

La novità, adesso, è che un tribunale locale ha stabilito che l'imbarcazione dovrà essere affidata a una task force del governo ucraino per «preservarne il valore economico vendendolo all'asta». In questo caso, si tratta di vero e proprio gioiello: la Royal Romance, di oltre 92 metri, che dispone di cabine per 14 ospiti, spazio per 21 membri dell'equipaggio, oltre a una piscina di 4 metri di larghezza e una «cascata a poppa». Di recente un altro superyacht sequestrato a un oligarca russo, Dmitry Pumpyansky, era stato venduto all'asta a un acquirente non rivelato per 37,5 milioni di dollari. Ma i proventi erano andati alla banca d'affari statunitense JP Morgan, come risarcimento di un debito contratto dallo stesso oligarca Pumpyansky. Nel caso di Medvedchuk, invece, si tratterebbe della prima vendita del genere per conto del popolo ucraino da quanto i governi occidentali hanno imposto restrizioni sui beni di centinaia di oligarchi, dall'inizio dell'invasione russa. Soltanto in Italia, ad esempio, la Guardia di finanza ha congelato asset per oltre 800 milioni di euro - tra barche, ville, complessi immobiliari e quote societarie - di alcuni degli uomini più ricchi della Russia e ritenuti vicini a Putin. Anche il mega yacht 'Scheherazadè, fermo nel porto di Marina di Carrara, di cui proprio lo zar sarebbe il proprietario occulto. E le maglie occidentali nei confronti degli oligarchi sono sempre più strette. A pagarne le conseguenze, ultimo in ordine di tempo, Mikhail Fridman: il miliardario 56enne (nato in Ucraina, ma che ha fatto fortuna in Russia) è stato fermato dai britannici giovedì scorso nella sua sontuosa residenza a Londra. Rilasciato su cauzione, è accusato di riciclaggio, cospirazione per frodare il Ministero dell'Interno e cospirazione per falsa testimonianza. Evidentemente, non gli è servito essere il primo oligarca dell'entourage di Putin a esprimere contrarietà alla guerra.

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