Medio Oriente, Meloni riceve il premier palestinese: «Altri 35 milioni di aiuti a Gaza»

Medio Oriente, Meloni riceve il premier palestinese: «Altri 35 milioni di aiuti a Gaza»
di Francesco Malfetano
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Domenica 26 Maggio 2024, 07:00

Il colpo d’occhio, a Palazzo Chigi, è niente male. In mattinata infatti, accanto al Tricolore, sul balcone di piazza Colonna compare la bandiera palestinese. Solito cerimoniale per le visite di un capo di governo, è chiaro. Eppure dopo le ultime settimane di tensione, fatte di cortei lungo tutto lo Stivale e culminate nell’esposizione di due bandiere palestinesi a Montecitorio da parte dell’ex parlamentare dei verdi Stefano Apuzzo, l’effetto è singolare. Lascia cioè quasi il dubbio si tratti di una mano tesa di Giorgia Meloni proprio a chi l’ha contestata. Sarà. Sicuro però, dopo altrettanti mesi di maggiore vicinanza a Benjamin Netanyahu, lo era per Mohammad Mustafa, primo ministro e ministro degli esteri palestinese, ricevuto ieri con tutti gli onori dalla premier. A Palazzo Chigi - prima tappa di un tour europeo - Mustafa ha portato la richiesta di aiuto non solo per le trattative di pace, ma anche per la costruzione di uno stato palestinese e che sia comprensivo di Cisgiordania e Gaza. Non potendo accogliere l’ormai consueta richiesta di riconoscere lo Stato come appena fatto da Spagna, Norvegia e Irlanda, Meloni ha quindi ribadito l’altrettanto consueto sostegno italiano a tutti gli sforzi in atto per «un cessate il fuoco sostenibile» e «il rilascio di tutti gli ostaggi nelle mani di Hamas». La posizione italiana è quella che porta al mutuo riconoscimento tra Israele e lo stato palestinese, non ad iniziative unilaterali. Ovvero, ha detto la premier, ad «una pace duratura basata sulla soluzione dei due Stati».

GLI AIUTI

E infatti durante il lungo confronto durato quasi un’ora la premier ha però soprattutto portato avanti la strategia nostrana che bilancia i rapporti con Israele concentrandosi sull’assistenza umanitaria alla popolazione civile di Gaza, nel tentativo di mantenere un «ruolo di ponte» che porti alla risoluzione del conflitto. Come peraltro inevitabile per chi presiede il G7, ed è in questa fase vicinissimo agli Stati Uniti. Ci sarà «un salto di qualità» la garanzia offerta da Meloni a Mustafa. Promessa che si concretizzerà in un pacchetto di aiuti da 35 milioni di euro di cui ha dato annuncio, subito dopo un incontro con lo stesso primo ministro palestinese, il ministro degli Esteri e vicepremier Antonio Tajani. «Di questi, 5 milioni saranno destinati a Unrwa» ha spiegato. L'Italia è stata uno dei tanti paesi a bloccare gli aiuti all'agenzia Onu che si prende cura dei rifugiati palestinesi dopo che Israele aveva accusato il personale dell’agenzia di essere coinvolto nell’attacco di Hamas del 7 ottobre. Una decisione, ha proseguito Tajani, presa «solo dopo controlli rigorosi che garantiscono che neanche un centesimo possa rischiare di finire al sostegno al terrorismo». In particolare 2 milioni di euro sono per progetti in Cisgiordania e 3 milioni per i rifugiati palestinesi in Siria, Libano e Giordania, Paesi che ospitano importanti comunità palestinesi in condizioni di vulnerabilità

La parte restante del pacchetto - 30 milioni, aggiuntivi rispetto ai quaranta già stanziati - è invece destinata all’iniziativa “Food for Gaza”, che si occupa di distribuire cibo e aiuti alla popolazione civile.

Al contempo, fa sapere la Farnesina, l’Italia prosegue con il suo impegno dedicato ai palestinesi bisognosi di cure. Fino ad oggi sono 156, di cui 58 minori, quelli esfiltrati e curati nei nostri ospedali. Iniziative peraltro affiancate ad una stretta collaborazione con gli Emirati Arabi Uniti, dove sono attive diverse squadre di medici italiani, impegnate a prendersi cura di pazienti pediatrici gravi trasportati da Gaza.

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