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Mauritius, disastro ambientale: cargo troppo vicino alla costa per cercare la connessione internet

Sabato 15 Agosto 2020 di Barbara Savodini
La marea nera che si avvicina pericolosamente alla costa

Mauritius, l'isola dalle acque turchesi e i promontori mozzafiato, potrebbe essere stata distrutta dalla dipendenza dell'essere umano dallo smartphone e dalla connessione. È quanto emerge dagli investigatori dell'arcipelago che stanno ricostruendo, passo dopo passo, tutto quanto accaduto a partire da quel maledetto 25 luglio, il giorno in cui il cargo giapponese Wakashio si è incagliato a poca distanza da Pointe d'Esny, uno dei tratti di costa più suggestivi delle isole Mascarene.

Pare che a bordo della nave ci fosse un piccolo party, che l'equipaggio stesse festeggiando il compleanno di un marittimo e che il comandante avesse deciso, proprio per questo motivo, di avvicinarsi per captare meglio la linea.

Mauritius, disastro ambientale: l'isola chiede aiuto agli esperti marini di tutto il mondo

Ora, a causa di un possibile equivoco di traduzione, non è chiaro se le persone ascoltate intendessero il wi-fi, la rete 4g o Gsm. Poco cambia perché, nella sostanza, il cargo si sarebbe avvicinato alla costa, causando il peggior disastro ambientale della storia di Mauritius e mettendo in ginocchio l'economia dell'isola già messa a dura prova dalla pandemia, per un banale problema di connessione.

In mare, ad oggi, sono finite oltre mille tonnellate di carburante.
 

Mauritius: danni irreversibili?

L'aiuto degli esperti inviati dal Giappone subito dopo il disastro e un eventuale risarcimento non potranno mai annullare i danni alla flora, alla fauna, alla trasparenza delle acque e ai resort, che dal primo settembre avrebbero iniziato nuovamente ad accogliere i turisti.
La “marea nera” da vicino è spaventosa ma, vista dall'alto, fa ancora più effetto: un laccio sottile e oscuro circonda l'isola di Mauritius e sembra voler stringere sempre più la presa.
 

A mostrare le drammatiche immagini, in mutazione ora dopo ora, è il satellite Sentinel-2 del programma di osservazione della Terra Copernicus, gestito da Agenzia Spaziale Europea (Esa) e Commissione europea.
Gli scatti sono stati postati anche dal premier mauriziano Pravind Jugnauth sul suo profilo Twitter.

In questo video, invece, è possibile osservare il disastro in maniera più ravvicinata. 
 

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

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Ultimo aggiornamento: 10:56 © RIPRODUZIONE RISERVATA