Mangia carne di pollo poco cotta al ristorante: 39enne rimane paralizzato dal collo in giù

Sabato 9 Novembre 2019 di Federica Macagnone

Era una pausa pranzo come tante altre. Aveva ordinato pollo per mantenersi in forma e poi era tornato al lavoro. Richard Jackson, 39enne di Portslade, in Gran Bretagna non poteva immaginare che quel pasto avrebbe cambiato la sua vita per sempre: è rimasto paralizzato dal collo in giù dopo che in un ristorante di Londra gli era stato servito pollo non abbastanza cotto.

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Richard ha raccontato di aver iniziato a sentirsi male dopo qualche giorno. Era lo scorso dicembre e in breve tempo le sue condizioni sono precipitate: nel giro di 24 ore ha perso l'uso delle braccia e non è più stato in grado di deglutire. Presto è rimasto paralizzato dal collo in giù e i medici lo hanno messo in coma farmacologico per dieci giorni.
 
Oggi, a quasi un anno di distanza, sta meglio grazie a diverse sessioni di riabilitazione alla Donald Wilson House di Chichester, che gli hanno permesso di recuperare l'uso delle gambe. E il prossimo 8 dicembre, anche se è ancora in fase di recupero del pieno uso degli arti, Richard celebrerà l'anniversario della sua malattia correndo per cinque chilometri durante il Goodwood Motor Circuit, organizzato per raccogliere fondi per la Donald Wilson House. «Potrebbe non sembrare tanto, ma è un miracolo anche il solo tentativo di correre» dice Richard.

 Il suo calvario iniziò un anno fa, quando venne ricoverato. «Ho sviluppato un'intossicazione alimentare da pollo cotto in modo inadeguato che ha scatenato la mielite trasversa. Ero ricoverato al St. Richard's Hospital di Chichester quando ho iniziato ad avere problemi a camminare. Sono rapidamente peggiorato: non riuscivo a camminare e a deglutire e i medici hanno capito che dovevano fare qualcosa in fretta. Sono stato trasferito in terapia intensiva e mi hanno messo in coma farmacologico per dieci giorni. Così i medici hanno scoperto che il mio sistema immunitario aveva attaccato il midollo spinale, lasciandomi paralizzato dal collo in giù».

 Dopo essersi svegliato, Richard ha lentamente ripreso a muovere le braccia e ha dovuto iniziare un lungo percorso di riabilitazione. I primi tre mesi sono stati cruciali: ha frequentato il servizio di neuro-riabilitazione appositamente costruito presso l'ospedale di St Richard, chiamato Donald Wilson House: «Devo ringraziarli, senza di loro non ce l’avrei mai fatta».  

Ultimo aggiornamento: 15:45 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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