Mamma pentita, attende 8 anni e spende 100mila euro per rimanere incinta ma poi fa marcia indietro: «È un incubo»

È rimasta incinta all'età di 44 anni dopo aver attraversato diversi cicli di fecondazione in vitro

Spende 100mila euro per diventare mamma, ma poi se ne pente: «È un incubo»
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Domenica 4 Dicembre 2022, 17:44 - Ultimo aggiornamento: 6 Dicembre, 08:40

Una mamma si è pentita di aver partorito dopo aver atteso otto anni per rimanere incita e aver speso 100mila euro. La donna, che ha avuto la gravidanza a 44 anni, ha paragonato la maternità a un "incubo". Ha ammesso di provare "risentimento" e "orrore" dopo il parto. Come molte donne in tutto il mondo, Alice Mann (uno pseudonimo) sognava da tempo di diventare mamma, tanto da decidere di congelare gli ovuli il giorno del suo 36esimo compleanno, dopo essere uscita da una relazione seria.

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Mamma pentita, chi è e quando ha partorito

Alice, quando ha compiuto 40 anni, ha deciso di utilizzare lo sperma di un donatore per provare a concepire, ma in poco tempo ha incontrato un uomo. Così la coppia ha utilizzato la fecondazione in vitro, ma ne è seguita una gravidanza naturale con aborto spontaneo. Dopo che i loro sforzi si sono rivelati infruttuosi, la coppia ha deciso di utilizzare una donatrice di ovuli e Alice è rimasta incinta nel suo ottavo ciclo di fecondazione all'età di 44 anni.

La sorpresa

Alice ha ricordato al Daily Mail di aver vissuto un "parto relativamente facile", ma ha ammesso di "non aver sentito quella scarica d'amore" quando suo figlio le è stato messo sul petto. "Soprattutto, ero incredula che dopo tanto tempo fosse nostro, eravamo genitori", spiega.

La spesa

Si meravigliò del miracolo, ma dopo alcune settimane ammise di non provare "soggezione" ma piuttosto "rassegnazione, risentimento, orrore e abietta miseria". Alice crede di aver speso circa 100.000 euro nei suoi sforzi per rimanere incinta. La madre era tormentata dal senso di colpa per come si sentiva, soprattutto perché sapeva quanto alcune persone desiderassero essere madri.

La terapia

Guardando indietro, Alice crede di poter "razionalizzare quei primi sentimenti" grazie alla tempesta perfetta "di mancanza di sonno, ormoni e recupero dal suo taglio cesareo". Alice giustifica - o almeno ci prova - che si sentiva meno preparata a essere madre a causa dell'enorme tempo che ha investito nel tentativo, e che con ogni trattamento fallito i suoi obiettivi cambiavano. “Poiché non stava accadendo, mi ha impedito di pensare a come sarebbe stata davvero la vita con un bambino. Tuttavia, dopo diverse sessioni di terapia e vedendo come altre madri hanno attraversato la stessa situazione, sono riuscita a cambiare il modo in cui vedo me stessa. La vita è diversa da quella che abbiamo lasciato. Non è peggio, è semplicemente diverso", riflette.

Il cambiamento

Tutto ha cominciato a cambiare per lei "quando nostro figlio ha iniziato a sorridere e poi a ridere, e soprattutto quando abbiamo dormito tutti di più". Poi per lei tutto cominciò a diventare fonte di gioia. Ma sottolinea di non essere ancora “in grado di usare i superlativi per descrivere la maternità; forse un giorno lo vedrò come 'La cosa migliore che abbia mai fatto'". E aggiunge che crede che "tutti quegli anni in cui non sapevo se sarei mai diventata madre mi hanno fatto capire che ci sono molti modi per vivere una vita e trovare gioia in essa".

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