Malaysia Airlines Mh17, la Corte dell'Aja: «Abbattuto da missile dei filorussi». Ergastolo per tre russi e un ucraino: dovranno pagare 16 milioni

Il 17 luglio del 2014 un Boeing della Malaysia Airlines è stato abbattuto da un missile vicino a Donetsk. A bordo c'erano 298 persone, per la maggiorparte turisti olandesi

Malesya Airlines Mh17, la sentenza all'Aja sul volo caduto abbattuto dai russi: tre condanne
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Giovedì 17 Novembre 2022, 16:00 - Ultimo aggiornamento: 18 Novembre, 15:21

Dopo 8 anni di indagini, disinformazione e depistaggi arriva la sentenza sul volo Malesyia Airlines Mh17, abbattuto nel 2014 nell'est dell'Ucraina e sul quale morirono 298 persone. Oggi il tribunale dell'Aja (Olanda) ha concluso il processo con la condanna all'ergastolo di tre dei quattro imputati: i due russi Igor Girkin e Sergey Dubinsky e l'ucraino Leonid Kharchenko mentre il russo Oleg Pulatov è stato assolto per mancanza di prove. 

Il volo Mh17 abbattuto il 17 luglio 2014 

Il 17 luglio del 2014 un Boeing 777 dalla Malaysia Airlines in viaggio da Amsterdam a Kuala Lumpur (Malesia) viene abbattuto mentre attraversa l’Ucraina orientale, nella regione di Donetsk. A bordo c'erano 298 persone, fra passeggeri e membri dell'equipaggio. 

L'inchiesta internazionale sulla tragedia aveva stabilito che l'aereo era stato abbattuto da un missile terra-aria Buk, fornito da Mosca e lanciato da un campo di Pervomaisk, allora controllato dalle milizie filorusse.

 

La sentenza all'Aja: «Volo abbattuto da un missile russo»

L'ipotesi iniziale è stata confermata anche nel processo che si chiude oggi: «La corte ritiene che il volo MH17 sia stato abbattuto in modo incontrovertibile dal lancio di un missile Buk da un campo vicino a Pervomaisk provocando la morte di tutti i 283 passeggeri e 15 membri dell'equipaggio», ha dichiarato il giudice olandese Hendrik Steenhuis presso il tribunale di massima sicurezza allestito vicino all'aeroporto Schiphol di Amsterdam. Come ha spiegato la corte: «Frammenti del missile Buk trovati nei corpi delle vittime sono prova inconfutabile del fatto che fu questo missile a causare l'abbattimento del volo».  

quattro imputati, i russi Igor Girkin, Sergei Dubinsky, Oleg Pulatov e il separatista ucraino Leonid Kharchenko non erano presenti oggi in aula oggi e non hanno mai preso parte alle udienze. 

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Chi sono i condannati 

La corte olandese ha condannato i cittadini russi Igor Girkin, Sergei Dubinsky e l'ucraino Leonid Kharchenko per aver avuto un ruolo chiave nel nell'abbattimento del volo malese Mh17 nel 2014 in Ucraina. I tre, stando alla corte, non hanno premuto "il bottone" di lancio del missile, ma hanno avuto un ruolo chiave nel portare il sistema missilistico di tipo Buk da una base militare in Russia al sito di lancio. Scagionato invece per insufficienza di prove il quarto indagato, il cittadino russo, Oleg Pulatov. Secondo la sentenza i tre condannati devono pagare insieme 16 milioni di euro più gli interessi ai parenti sopravvissuti. 

Tra i condannati Igor Girkin, noto anche come «Strelkov», era comandante delle forze separatiste nella Repubblica di Donetsk nel 2014 e secondo alcune fonti sarebbe ancora in libertà, sul campo di battaglia in ucraina. Igor ha ammesso una «responsabilità morale» nella morte delle 298 persone, ma respinto le accuse sul suo ruolo materiale.

Dubinsky, come anche Pulatov, che oggi è stato invece assolto, era invece un comandante delle forze della repubblica di Donetsk. Ex ufficiale del Gru, comandava l'intelligence della regione.

Il terzo condannato Kharchenko era il comandante di una unità di combattimento nella Repubblica di Donetsk che rispondeva a Dubinsky. Secondo quanto emerso dalle investigazioni Kharchenko avrebbe curato (insieme all'ufficio di Girkin) il trasporto del sistema Buk in un campo agricolo vicino a Pervomaiski (da cui poi è stato lanciato il missile che ha colpito l'aereo). 

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Zelensky: «Decisione importante, basta impunità per i russi»

«La decisione della Corte all'Aja, la prima sentenza contro gli esecutori dell'abbattimento del volo Mh17, è importante», ha scritto il Presidente ucraino Volodymir Zelensky sottolineando tuttavia che «fare in modo che le persone condannate ne rendano conto è altrettanto cruciale, dato che il senso di impunità causa nuovi crimini. Dobbiamo dissipare questa illusione. La punizione per tutte le atrocità della Federazione russa ora come allora è inevitabile», ha aggiunto.

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Mosca: «La Russia analizzerà la sentenza» 

Un portavoce del ministero degli Esteri a Mosca ha affermato che la Russia intende «analizzare» la sentenza del tribunale «perché in questo genere di questioni ogni dettaglio è importante».  

Rutte: «Un passo avanti verso la verità, ma non è la fine»

«Il verdetto della corte sul processo MH17 era atteso da tempo. È un fatto positivo che questo punto sia stato finalmente raggiunto. Questo è un altro passo nella ricerca della verità e della giustizia per le vittime e i loro cari» ha commentato su Twitter il premier olandese Mark Rutte dopo la sentenza «Ma è anche un altro giorno difficile e angosciante per molti familiari e amici delle 298 persone che hanno perso la vita in quel terribile giorno, il 17 luglio 2014. E per quanto importante sia questo verdetto, non è la conclusione finale. Non è la fine. Tutte le parti hanno ancora il diritto di presentare ricorso». 

La sentenza, spiega il premier non è ancora definitiva: «Tutte le parti hanno ancora il diritto di presentare ricorso, quindi la sentenza non è ancora definitiva. Ma oggi è stato compiuto un passo importante e, si spera, sarà così anche per i parenti più stretti delle vittime», conclude Rutte.  

Sulla stessa linea anche  il segretario generale della Nato, Jens Stoltenberg, che su Twitter ha scritto: «Il verdetto raggiunto dal tribunale distrettuale dell'Aia segna un giorno importante per la giustizia e la responsabilità nell'abbattimento del volo Mh17. Non ci può essere impunità per tali crimini. I miei pensieri vanno alle famiglie e ai cari delle 298 vittime innocenti». 

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