Picchia e uccide il figlio di 5 anni, poi finge sia scomparso: madre rischia fino a 60 anni di carcere

Sabato 7 Dicembre 2019 di Federica Macagnone
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Dopo mesi di bugie per JoAnn Cunningham, 36enne di Woodstock, nell’Illinois, non c’è più nessuna scusa possibile da inventare. Per i giudici è stata lei a uccidere brutalmente AJ Freund, il figlio di cinque anni che da tempo viveva in un regime di terrore. Dopo l’omicidio del 15 aprile scorso il corpicino è stato avvolto nella plastica, infilato in un borsone e sepolto a Woodstock in una fossa poco profonda.

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La verità è venuta a galla solo adesso, dopo mesi in cui la donna ha cercato prima di inscenare una scomparsa, costringendo la polizia a setacciare ogni angolo vicino casa per riuscire a ritrovare il piccolo che, secondo il racconto della madre, era scomparso dopo essersi allontanato durante la notte. Una ricerca massiccia che ha portato al ritrovamento del corpo del piccolo in una fossa: secondo l’autopsia il bimbo è morto per un colpo alla testa sferrato con un corpo contundente. Sul cadavere c’erano altri segni di violenza. Da quel momento JoAnn ha tentato in ogni modo di scagionarsi, scaricando tutta la colpa sul padre del piccolo, che è stato arrestato insieme a lei. «Non sarei mai in grado di fare del male al mio bambino - diceva in lacrime qualche mese fa - Preferirei morire».
 
Mesi di indagini hanno portato anche a un’altra tragica scoperta: le torture che il piccolo era stato costretto a subire. AJ, dopo aver fatto la pipì nel letto, era stato punito con una doccia fredda di 20 minuti ed era stato messo a letto tutto bagnato subito dopo essere stato massacrato di botte. Poche ore dopo i genitori lo hanno trovato morto nel suo letto e hanno messo in atto un piano per nascondere l’omicidio.
 
I due sono stati arrestati. La donna, che nel frattempo ha partorito un altro bimbo nella prigione della contea di McHenry, è stata dichiarata colpevole di omicidio: rischia una pena dai 20 ai 60 anni dopo aver firmato un accordo con i pubblici ministeri per ottenere la revoca delle altre accuse di aggressione. «Non le sarà concessa la libertà vigilata e dovrà scontare la pena al cento per cento» ha affermato il procuratore Patrick D. Kenneally. I due bambini, nel frattempo, sono stati affidati ai servizi sociali. Per loro inizierà una nuova vita, lontano dagli orrori di quei genitori che li hanno messi al mondo.

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