Macron preso a schiaffi da due estremisti di destra: «Idiozia unita a violenza». E Le Pen: «Intollerabile»

Macron preso a schiaffi da due estremisti di destra: «Idiozia unita a violenza». E Le Pen: «Intollerabile»
di Francesca Pierantozzi
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Mercoledì 9 Giugno 2021, 07:25 - Ultimo aggiornamento: 10 Giugno, 11:21

«Rivolgo a tutti un appello al rispetto e alla calma»: nonostante il clima sociale e politico annunci turbolenze, Emmanuel Macron appare sorridente e rilassato. E' quasi mezzogiorno, ha appena terminato di visitare le cucine dell'istituto alberghiero di Tain-L'Hermitage, nel cuore della Drome, la Francia profonda delle campagne e del vino, parla con gli studenti in grembiule, accanto agli chef stellati Anne-Sophie Pic e Thierry Marx, un gesto simbolico dopo la riapertura dei ristoranti, rimasti chiusi per Covid per oltre sette mesi.

Il presidente vuole «prendere il polso del Paese», a due settimane dalle elezioni regionali, a un anno dalle presidenziali, con l'epidemia che si ritira, e la tensione politica, anche violenta, che invece monta: all'uscita dall'alberghiero fa caldo, c'è il sole, in maniche di camicia il presidente attraversa con agile corsetta un piazzale d'asfalto, si dirige verso le poche decine di persone ammassate dietro alle transenne. Telefonini, mani tese, «merci, merci» sorride Macron, che vuole godersi il ritorno ai bagni di folla. E invece è un brusco ritorno alla realtà: un uomo lo afferra per il braccio e alza mano, parte lo schiaffo, le guardie del corpo intervengono. Qualcuno grida: «Montjoie, Saint Denis!», di carolingia memoria, grido di guerra dei capetingi, considerato uno slogan sovranista, a cui segue un «A bas la macronie», abbasso il macronismo.

 

LA TENSIONE

Macron è tirato via da una guardia del corpo, lo schiaffeggiatore e un altro uomo sono immobilizzati a terra dagli agenti, Macron si riavvicina alle transenne: «Non è niente, lasciatelo» dice. C'è chi parla subito di «anarchici», chi di Gilets Jaunes (quattro erano stati fermati poco prima e gli era stato impedito di avvicinarsi alle transenne). Si scoprirà che i fermati sono due 28enni, Damien T. e Arthur C. incensurati, entrambi appassionati di giochi di ruolo di ispirazione medievale. Lo schiaffeggiatore, Damien T. pratica le arti marziali tradizionali storiche ed è considerato simpatizzante dell'estrema destra fascistizzante, almeno viste le frequentazioni sui social.

I PRECEDENTI

Macron prosegue la visita, che prevede una tappa alla vicina Valence, presente anche Brigitte. Il video dello schiaffo (ma dall'Eliseo tengono subito a precisare: «Ci ha solo provato») intanto fa il giro del web, apre i siti di informazione di mezzo mondo. In Francia c'è molta emozione. È raro che un presidente sia aggredito. Ci provarono con Chirac durante la parata militare del 14 luglio, quando un militante di estrema destra tirò un colpo di fucile. Chirac nemmeno se ne accorse. Nel 2011 un francese strattonò Sarkozy per la giacca: voleva protestare per l'intervento in Libia.

Lo schiaffo a Macron sembra però confermare il clima di tensione politica nella Francia che esce dall'epidemia: prima militari dai toni golpisti che pubblicano lettere aperte per chiedere più ordine in nome della patria, poi il leader di estrema sinistra Mélenchon che assume toni complottisti («Volete scommettere che ci sarà un grave attentato alla vigilia delle prossime presidenziali?»), e poi l'influencer e youtuber di destra Papacito (tra l'altro seguito da Damien T. l'aggressore di Macron) che pubblica un video in cui viene ammazzato a coltellate un manichino, simbolo dell'elettore di sinistra.

LE REAZIONI

Unanime ieri la reazione della classe politica. All'Assemblée Nationale, il premier Castex ha chiesto «una reazione repubblicana, ne va della nostra democrazia: la politica non può in alcun caso essere violenza». D'accordo Marine Le Pen: «Schiaffeggiare il presidente significa schiaffeggiare la Repubblica, intollerabile, inammissibile». E così tutti, a destra e a sinistra. Ieri sera il procuratore di Valence Alex Perrin ha detto che le motivazioni dei due fermati non erano «ancora chiare». Alla fine ha chiosato Macron, davanti alle telecamere e in mezzo alla folla: «Va tutto bene, bisogna relativizzare questo incidente che credo sia un fatto isolato. E' idiozia e quando l'idiozia si unisce alla violenza è inaccettabile. Non lasciamo fatti isolati e individui ultraviolenti, come ce ne sono a volte nelle manifestazioni, impadronirsi del dibattito pubblico. Non ho paura, ho continuato a salutare la gente e a fare foto. Ho continuato e continuerò: niente mi fermerà».

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