Lukashenko ha paura di morire? «Licenziati tutti i cuochi e le guardie del corpo» dopo la morte del ministro Makei

La decisione dopo la morte improvvisa del capo del ministero degli Esteri bielorusso Vladimir Makei che sarebbe stato avvelenato

Lukashenko ha paura di morire? «Licenziati tutti i cuochi e le guardie del corpo»
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Lunedì 28 Novembre 2022, 17:08 - Ultimo aggiornamento: 18:13

Paura di morire. Il presidente della Bielorussia Aleksandr Lukashenko ha ordinato di sostituire tutti i suoi cuochi, le persone di servizio e le guardie dopo la morte improvvisa del capo del ministero degli Esteri bielorusso Vladimir Makei, secondo quanto riporta la pagina Twitter di Tpyxa News, che diffonde notizie dall'Ucraina e dalla Russia.

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Il ministro Makei "è stato avvelenato"

Leonid Nevzlin, un oligarca russo-israeliano e critico di Putin, ha affermato che Makei è stato avvelenato da un'operazione speciale dell'FSB russo. Nevzlin ha citato fonti "vicine ai servizi segreti russi" secondo cui la morte causata da avvelenamento provoca un quadro clinico compatibile con un infarto o un ictus. Il ministro bielorusso avrebbe dovuto partecipare a una riunione dell'OSCE questa settimana in Polonia, dove era previsto un incontro con i politici occidentali.

Panico al governo

La morte di Makei, il secondo uomo più importante del paese, ha gettato nel panico il governo bielorusso. E Lukashenko sarebbe sotto choc. Da qui la scelta di sostituire tutti i suoi cuochi, servitori e guardie. Ha voluto inoltre dare ai suoi figli fu data una protezione extra. Alexander Lukashenko teme che Vladimir Putin stia  preparando per lui un "magnifico" funerale, e aumentano le pressioni sulla Bielorussia affinché si unisca attivamente alla guerra contro l'Ucraina.

Anche Sergei Markov, un analista filo-russo, ha affermato che i cuochi e la servitù della residenza di Lukashenka sono stati sostituiti, ma ha aggiunto che le autorità bielorusse hanno respinto la teoria secondo cui Makei è stato avvelenato. Prima delle proteste antigovernative del 2020, Makei era una delle figure di spicco a favore del miglioramento delle relazioni della Bielorussia con l'Occidente e criticava la Russia. Ha cambiato idea dopo l'inizio delle proteste e ha affermato che erano state organizzate da agenti occidentali.

 

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