Londra, torna il terrorismo fai-da-te: ferisce con il machete tre passanti, ucciso dalla polizia

Domenica 2 Febbraio 2020
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Londra, uomo accoltella passanti in strada a Streatham. «Ci sono molti feriti»

Torna il terrore fai-da-te a Londra, nella prima domenica dopo la Brexit. Un giovane armato con un machete e con indosso un un gilet imbottito di contenitori - forse un ordigno artigianale, forse una messa in scena per simulare l'immagine di un attentatore suicida - ha seminato il panico nella zona di Streatham, alla periferia sud della capitale britannica, aggredendo varie persone e ferendone almeno tre prima di essere abbattuto dal fuoco di agenti in borghese. 

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Si chiamava Sudesh Amman e aveva 20 anni il giovane che oggi ha accoltellato tre persone a sud di Londra prima di essere ucciso dalla polizia. L'identità è stata resa nota dagli investigatori, come riporta la Bbc. In precedenza si era appreso che era un sorvegliato speciale ed era stato scarcerato in anticipo dopo aver scontato metà di una condanna a tre anni per reati di terrorismo legati a contatti col radicalismo islamico. Intanto secondo gli aggiornamenti medici ultimi, tutti i feriti sono considerati fuori pericolo.

Era «sotto sorveglianza attiva» della polizia, al momento dell'attacco, il giovane uomo che oggi ha seminato il terrore alla periferia sud di Londra. Lo riferisce la Bbc, sulla base da conferme ricevute da Scotland Yard. Non è chiaro se l'uomo abbia improvvisato l'aggressione quando ha capito che stava per essere fermato o se gli agenti siano entrati in azione dopo il repentino accoltellamento da parte dell'uomo di due avventori all'interno di una farmacia e di almeno una terza persona fuori, fra cui una donna.
 

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L'episodio - seguito di poche ore da qualcosa di molto simile a Gand, in Belgio, dove ad accoltellare due passanti è stata una donna - a Londra è stato identificato quasi subito come un fatto di matrice terroristica da Scotland Yard. Ed è avvenuto poco più di due mesi dopo l'attacco pressoché identico perpetrato a London Bridge, nel cuore della metropoli, il 29 novembre: quando un simpatizzante di Al Qaida, Usman Khan, già condannato per jihadismo e rimesso in libertà anticipatamente dalla giustizia del Regno, aveva ucciso due giovani ricercatori di Cambridge durante un evento dedicato al recupero dei carcerati a cui era invitato, e ferito altre tre persone, prima di essere a sua volta freddato dalla polizia per la minaccia potenziale rappresentata da un sospetto giubbotto esplosivo. 
 

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Questa volta teatro dell'accaduto non è stato il centro della città o un'area turistica. Ma comunque una zona affollata, lungo Streatham High Street, la strada dei negozi del quartiere. Tutto si è consumato in pochi minuti, verso le 14 locali, le 15 in Italia, e l'intervento della polizia è stato pressoché istantaneo nel racconto dei testimoni. Tanto da far sospettare ai media che l'aggressore sia stato intercettato poiché già pedinato e non sulla base delle chiamate d'allarme. Stando alle prime ricostruzioni, l'uomo (un giovane con i capelli lunghi, in base alle descrizioni) ha accoltellato due persone all'interno di un negozio, poi ne ha prese di mira altre - una in bicicletta - all'esterno, prima di vedersi sbarrato il passo da due agenti, mostrati da alcuni video amatoriali con felpe e cappucci nonostante l'invito pressante di Scotland Yard a non esporli sul web. 

Gli agenti dopo l'altolà di rito hanno sparato: cosa non abituale nelle regole d'ingaggio della polizia britannica, ma giustificata dal timore del presunto gilet-bomba. Due dei tre feriti sono in condizioni serie e la vita di uno di loro sarebbe tuttora in pericolo stando alla Bbc, malgrado le iniziali rassicurazioni. Mentre l'intera area dell'attacco, invasa in pochi minuti da pattuglie delle forze dell'ordine e mezzi di soccorso, veniva transennata ed è rimasta isolata fino a sera, nel viavai degli investigatori assistiti nel pomeriggio anche dal volo di alcuni elicotteri; Scotland Yard ha comunque dichiarato rapidamente la situazione «sotto controllo», escludendo al momento ulteriori pericoli. Il quartiere appare d'altronde sotto shock. Le persone che hanno assistito alla scena hanno riferito di momenti di paura collettiva, di passanti barricati nei negozi o invitati dagli agenti a restare stesi per terra. Daniel Gough, un commerciante, ha raccontato di aver visto «gente che correva e urlava in preda al panico» e sentito poi almeno «tre colpi» di arma da fuoco. 

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Gulled Bulhan, 19enne studente della zona, ha detto di aver notato l'uomo uscire da una farmacia della catena Boots «con un machete in mano e contenitori metallici attorno al petto, inseguito da una persona, un poliziotto in borghese», prima di udire gli spari. 
 

 
Tutti hanno parlato di un'azione «tempestiva ed efficiente» dei poliziotti e dell'arrivo delle ambulanze qualche minuto più tardi. Mentre il premier Boris Johnson s'è affrettato a elogiare le forze dell'ordine e i soccorritori, oltre a esprimere solidarietà alle vittime. Al pari del sindaco laburista di Londra, Sadiq Khan, il quale ha puntato il dito contro i terroristi che vorrebbero «dividerci e distruggere il nostro modo di vivere. Ma non ci riusciranno mai».

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Ultimo aggiornamento: 3 Febbraio, 16:02 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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