Nuova Zelanda, abolita cravatta alla Camera dopo espulsione leader Maori: «È un cappio coloniale»

Nuova Zelanda, abolita la cravatta alla Camera dopo espulsione leader Maori: «È un cappio coloniale»
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Mercoledì 10 Febbraio 2021, 14:22 - Ultimo aggiornamento: 16:52

Storica vittoria per i maori della Nuova Zelanda. Cambia il dress code per i membri della House of representatives (Camera dei deputati), dopo che il leader del Maori Party, Rawiri Waititi, è stato espulso dal parlamento per aver indossato un Taonga - il tradizionale ciondolo con pietra verde - al posto di una più formale cravatta. Previsto dal regolamento interno, l'uso della cravatta era sempre stato contestato da Waititi, che si è battuto perché il parlamento allentasse il dress code, lasciando ai rappresentanti nativi la possibilità di scelta.

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L'apertura

Da questo momento ai deputati che lo vorranno, sarà quindi concesso di mostrare nelle sedi istituzionali i propri simboli: lo ha dichiarato lo speaker della Camera Trevor Mallard. «In qualità di Presidente - ha dichiarato Mallard - sono guidato dalla discussione e dalla decisione della commissione, e quindi le cravatte non saranno più considerate necessarie come parte dell'abbigliamento appropriato. Riconosco quanti hanno ritenuto importante la questione, degna di ulteriore considerazione»​, ha concluso Mallard. Grande soddisfazione è arrivata poi dagli ambienti del Partito Maori, che ha specificato come non fosse la cravatta di per sé il problema, bensì il tentativo di estirpare la cultura indigena: «Ho tolto la cravatta coloniale in quanto segno che ha continuato a soffocare e a sopprimere i diritti maori, che Mallard suggerisce ci diano uguaglianza», ha dichiarato il leader.

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Il fatto

La cravatta è quindi un «cappio coloniale» per Waititi, ma la storia arriva da molto lontano: «Tutta questa vicenda ha sempre riguardato la più grande causa della soggiogazione che i Maori hanno subito negli ultimi 181 anni», ha sottolineato il deputato. «Questa decisione significa che il parlamento è un luogo in cui le persone possono esprimere liberamente la propria identità» ha commentato Waititi a Bbc Newsday. E ancora, la possibilità di scelta è «una vittoria per le generazioni future», perché poter vestire i propri simboli tradizionali è una questione di «identità culturale».

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