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Attacco finale a Kiev vicino più? Riposizionati i tank russi, la verità dalle foto satellitari

Ucraina, vicino l'attacco finale a Kiev? nuovi indizi da foto satellitari, "risozionata" la colonna di tank russi
di Francesco Padoa
5 Minuti di Lettura
Venerdì 11 Marzo 2022, 11:35 - Ultimo aggiornamento: 4 Aprile, 14:07

L'attacco finale dell'esercito russo a Kiev ancora si fa attendere. La resistenza ucraina è più determinata e combattiva del previsto, ei generali russi probabilmente stanno studiando nuove strategie. Ipotesi che si evince anche dalle immagini che arrivano dai satelliti. Che fine ha fatto il lunghissimo e minaccioso convoglio militare di 60 chilometri che si muoveva verso Kiev due settimane fa? Le immagini circostanti dimostrano come si sia "disperso" e ridistribuito in diverse aree. L'enorme colonna di veicoli, composta da tank, artiglieria, mezzi corazzati, veicoli logistici, che si estendeva dall'aeroporto di Hostomel, a nord-ovest di Kiev, al villaggio di Prybirsk, che si trova tra Kiev e Chernobyl,  era stata avvistata l'ultima volta il 28 mentre febbraio era ferma su un'autostrada dopo aver subito guasti, mancanza di carburante e problemi di approvvigionamento. Le nuove immagini satellitari - possibili grazie all'interruzione nella copertura nuvolosa ha permesso le riprese dall'alto - dimostrare che  i comandanti sono riusciti a far ripartire i veicoli e diviso la colonna, che era vulnerabile agli attacchi di jet ucraini, droni e truppe di terra con armi anticarro. «Il convoglio ha fatto pochi progressi in oltre una settimana e continua a subire perdite per mano delle Forze armate ucraine»: lo scrive in un tweet il ministero della Difesa britannico nel suo consueto aggiornamento dell'intelligence di Sua Maestà sulla situazione in Ucraina.

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Mezzi "nascosti"

L'artiglieria missilistica si è spostata in postazioni di tiro per un attacco alla capitale. A Berestyanka, cittadina a circa 30 miglia a nord di Kiev, sono stati fotografati mezzi di artiglieria e camion di rifornimenti prendevano posizione di fuoco ai margini dei campi agricoli per un assalto alla capitale. A breve distanza, a Lubyanka, sono stati determinati di veicoli militari sono stati parcheggiati ai margini degli alberi foreste, probabilmente nel tentativo di rendereli meno visibili e quindi attacchi agli attacchi ucraini. I veicoli russi sono sparpagliati anche nelle aree civili di Ozera, a breve distanza da Lubyanka.

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Le perdite russe

La battaglia per la conquista di Kiev è comunque attraverso in corso da giorni, con colonne corazzate russe che hanno tentato altri due attacchi: uno attraverso il sobborgo occidentale di Irpin che ha fatto un piccolo progressi ma è stato poi bloiccato da un contrattacco , e Brovary a est, dove un'imboscata dall'artiglieria ucraina gli ha inflitto pesanti perditempo. Secondo il resoconto dei militari ucraini, a oggi le perdite russe sarebbero di oltre 12mila uomini, 335 carri armati, 1105 mezzi corazzati, 123 sistemi d'artiglieria, 56 lanciarazzi multipli, 29 sistemi di difesa antiaerea. Stando al bollettino, che specifica che i dati sono in aggiornamento a causa degli intensi combattimenti, le forze russe avrebbero perso anche 49 aerei, 81 elicotteri, 526 autoveicoli corazzati, 3 unità navali, 60 cisterne di carburante e 7 droni.

 

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Il supporto dei ceceni

L'intelligence americana afferma che le forze russe sono avanzate a Ovest di Kiev e si avvicinate di tre miglia al centro della città. I carrarmati sono ora a nove miglia dal distretto del governo centrale. Gli uomini di Putin stanno affrontando una lunga e sanguinosa missione per cercare di conquistare quello che è considerato l'obiettivo principale della operazione, ovvero la sede del governo, per instaurare nella capitale un regime fantoccio "amico" di Mosca. Ma la resistenza, come detto, sta creando grossi ostacoli all'avanzata russa. E venute intervenute le  forze paramilicenecene "kadyroviti" stanziate in direzione di Kiev, Irpin, Gostomel, Bucha, per evitare l'arretramento dell'esercito russo che, demoralizzato I Kadyroviti, ex membri delle unità paramilitari, sono  ceceni al leader Ramzan Kadyrov, storico sodale di Putin, che di recente ha incontrato i suoi uomini proprio nelle repubbliche separatiste dell'est dell'Ucraina: si tratterebbe di veri e propri mercenari "cacciatori " cui obiettivi e state personaggi forniti le foto degli ucraini da uccidere.

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La minaccia chimica

La Russia ha convocato una riunione del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite per discutere quelle che affermano essere minacce dalle armi chimiche ucraine. Ma in realtà è il modo della Russia di rispondere alle accuse che Putin potrebbe usare armi di distruzione di massa, anche se non è chiaro dove e come avverrebbe l'attacco. Mosca da anni è impegnata a distruggere le sue scorte di armi chimiche in base a vari trattati internazionali e non usa le armi in combattimento da decenni. I sovietici furono accusati per l'ultima volta di usarli durante l'invasione dell'Afghanistan negli anni '80. È noto come il Crem abbialino mantenuto un programma illegale di armi che ha utilizzato per attaccare gli oppositori politici.Novichok, un agente nervino dell'era sovietica, è stato utilizzato nel tentativo di omicidio fallito di Sergei e Yulia Skripal nel Regno Unito nel 2018. È stato anche utilizzato in un attacco fallito ad Alexei Navalny nel 2020.

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Il precedente siriano

Gli alleati russi hanno usato armi chimiche in combattimento, l'ultima di Bashar al-Assad in Siria, che ha obiettivi civili con bombe al cloro a Ghouta, alla periferia di Damasco, nel 2013 e gas sarin a Khan Shakhun nel 2017. E si  teme che i russi stiano ricorrendo a un piano di battaglia in stile siriano in Ucraina dopo che il loro primo tentativo di imitare le tattiche americane "shock and awe" si è ritorto in modo evidentemente drammatico viste le perditempo. Si ritiene che il chilometrico convoglio fosse inizialmente composto da cisterne di carburante e camion che trasportavano cibo e munizioni insieme a circa 15.000 soldati. Ma le ultime immagini satellitari hanno mostrato carrarmati e veicoli militari russi inattivi o addirittura distruttivi ai lati delle strade. 

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