Afghanistan, razzo nei pressi dell'aeroporto di Kabul. Raid Usa, colpiti kamikaze Isis: «Erano pronti a nuovo attentato»

Afghanistan, esplosione a Kabul. Bbc: «Razzo colpisce casa nei pressi dell'aeroporto»
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Domenica 29 Agosto 2021, 14:47 - Ultimo aggiornamento: 30 Agosto, 00:34

A due giorni dalla scadenza del ritiro delle truppe americane dall'Afghanistan, Kabul si trasforma nel campo di battaglia della guerra degli Stati Uniti all'Isis-K, che minaccia le operazioni di evacuazione delle forze occidentali. Un boato oggi ha scosso la popolazione nella capitale per un attacco Usa con un drone che ha colpito un'auto «con diversi kamikaze» pronti a colpire di nuovo l'aeroporto della città, cuore del dramma degli afghani in fuga dai talebani. «Le forze americane hanno condotto un raid di autodifesa contro un veicolo a Kabul, eliminando un'imminente minaccia dell'Isis-K all'aeroporto», ha confermato il Pentagono, sottolineando di ritenere «che il target sia stato colpito». 

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La Difesa Usa ha parlato di «significative esplosioni secondarie dal veicolo», a testimonianza della presenza «di una significativa quantità di materiale esplosivo». Sempre il Pentagono ha fatto sapere di non avere indicazioni di vittime civili, mentre non è chiaro se il raid Usa sia collegato a un razzo che ha colpito un edificio a nord-ovest dell'aeroporto di Kabul, uccidendo sei persone «di cui quattro bambini», almeno secondo testimoni citati dalla tv afghana Ariana, e distruggendo due veicoli. Il britannico Guardian segnala che i due incidenti «sembrano essere separati» ma l'episodio resta ancora tutto da chiarire. I talebani hanno inizialmente descritto i due attacchi come non collegati, ma le informazioni sono scarse e testimoni dicono di aver sentito una sola esplosione. Una cosa è certa: il fumo nero che si è levato nel cielo della capitale afghana ha ricordato che nessuno è al sicuro in città. Sabato sera il presidente Usa Joe Biden aveva parlato di «un attacco molto probabile nelle prossime 24-36 ore». Mentre l'ambasciata americana a Kabul ha messo in guardia i propri cittadini per una «minaccia specifica e credibile vicino all'aeroporto». 

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Allarmi simili a quelli lanciati prima dell'attentato kamikaze del 26 agosto che ha ucciso 170 persone di fronte ai cancelli dell'aeroporto, seguito dalla prima rappresaglia Usa con l'attacco nella regione del Nangarhar che ha ucciso due menti dell'Isis-K, la branca afghana dello Stato Islamico. «C'è il rischio di altri attacchi entro il 31 agosto», ha avvertito anche il segretario di Stato americano Antony Blinken, segnalando che questo «è il momento più pericoloso», mentre si avviano alla conclusione le evacuazioni occidentali. «Restano ancora 300 americani» da portare via da Kabul, ha aggiunto Blinken, mentre ieri è decollato l'ultimo volo del Regno Unito chiudendo, dopo 20 anni, anche la missione britannica in Afghanistan. Una volta concluse le partenze delle forze americane, i talebani assumeranno il «pieno controllo» dell'aeroporto di Kabul, ha annunciato intanto una fonte ufficiale dei militanti. 

Intanto i nuovi padroni del Paese hanno deciso di fare chiarezza sulla sorte del loro leader supremo, Hibatullah Akhundzada: dopo le speculazioni delle ultime settimane, un portavoce dei militanti ha annunciato che si trova a Kandahar, e che presto apparirà in pubblico. E continua lo stallo sul Panshir, centro della resistenza anti-talebana dove quasi tutte le reti internet e di telecomunicazioni sono state tagliate dai talebani. Per l'ambasciatore russo a Kabul, Dmitry Zhirnov, i militanti potrebbero conquistare il territorio a breve, ma l'idea resta ancora quella di una soluzione pacifica, per la quale continua il negoziato tra le forze ribelli di Ahmed Massoud e gli islamisti.

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