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Johnson, dalle dimissioni (richieste) al futuro "azzoppato". Resisterà più di Thatcher e May?

Il premier potrebbe dover far fronte a un nuovo voto di sfiducia di qui a sei mesi

Johnson, dalle dimissioni (richieste) al futuro "azzoppato". Resisterà più di Thatcher e May?
di Gianluca De Rossi
3 Minuti di Lettura
Martedì 7 Giugno 2022, 16:39

Johnson tiene salda la barra del governo della Gran Bretagna. O almeno ci prova. Altro che dimissioni (ipotizzate), dunque, e all'indomani del voto con cui è sopravvissuto alla mozione di sfiducia, che è stata però sostenuta dal 40% dei Tories, il Boris d'oltremanica rilancia e afferma che ora si chiude con la polemica del Partygate per permettere all'esecutivo di concentrarsi «su quello che importa di più alla gente». Ma riuscirà a restare al timone del partito conservatore e di un governo dal futuro "azzoppato"? I sudditi di Sua Maestà riusciranno a vederlo resistere a Downing Street con il 40% del gruppo parlamentare conservatore che gli ha votato contro? O il suo destino appare segnato come quello di Margaret Thatcher, galeotta la poll tax, o di Theresa May, a cui non è stato perdonato il mancato accordo sulla Brexit?

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Johnson: «Ora le cose importanti»

Johnson, dunque, preme sull'acceleratore per lasciarsi alle spalle il Partygate: «Procederemo con l'agenda imponente per la quale siamo stati eletti nel 2019», ha detto stamani ai suoi ministri, promettendo un «enorme» cambiamento per «trasformare veramente le infrastrutture, le capacità e le tecnologie, uniformandole nel Paese e rilanciando le potenzialità dell'intera Gran Bretagna».

Le scelte di BoJo

Mozione di sfiducia a parte, dunque, quale tipo di navigazione avrà davanti Boris Johnson? Lui che rivendica di aver centrato l'obiettivo voluto dagli inglesi (la Brexit) e di aver imboccato per primo la strada della vaccinazione di massa per salvare i britannici dal Covid ora rischia di affondare come Margaret Thatcher o Theresa May?

Non sembra questo l'orizzonte del premier. Ma BoJo potrebbe sbandare ancora a causa sua. Più correttamente, a causa della sua personalità e da quel suo tratto distintivo che si traduce nella mancanza di rispetto delle regole, come accaduto nella festicciola a Downing Street, mentre il resto della Gran Bretagna era chiusa in casa per il lockdown.

Nuovo voto di sfiducia 

Johnson rimane al timone della Gran Bretagna, dunque, ma naviga a vista: potrebbe, infatti, dover far fronte a un nuovo voto di sfiducia interno al partito conservatore di qui a sei mesi. I vertici del '1922 Committee', il gruppo che riunisce i parlamentari conservatori della Camera dei Comuni, starebbero considerando la possibilità e il modo di cambiare le nome interne per avvicinare un nuovo voto dopo che BoJo è sopravvissuto a quello di ieri. Ad anticiparlo è Tobias Ellwood, che ieri ha votato contro Johnson.

Le attuali norme interne al partito Tory stabiliscono che una volta effettuato un voto di fiducia dove il leader ottiene abbastanza sostegno per continuare, non si può organizzare un altro voto prima di un anno. Ma per Johnson il Comitato del 1922 sta considerando di fare un'eccezione.

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