Biden, oggi l'insediamento: 200 mila bandiere al posto del pubblico in una Washington blindata

Insediamento Biden: 200mila bandiere al posto del pubblico in una Washington blindata
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Martedì 19 Gennaio 2021, 11:53 - Ultimo aggiornamento: 20 Gennaio, 00:58

Lungo tutto il National Mall di Washington sono state piazzate quasi 200 mila le bandiere, a simboleggiare gli americani che quest'anno, nel mezzo di una pandemia ed a due settimane dal'assalto al Congresso, non potranno assistere oggi pomeriggio all'insediamento del nuovo presidente Joe Biden. Mentre arriva il preoccupante allarme dell'FBI su un piano dei Militanti del movimento estremista di destra QAnon di infiltrarsi nella National Guard nel giorno dell'insediamento.

Un «field of flags», un campo di bandiere, con cui gli organizzatori della cerimonia di giuramento vogliono anche rendere omaggio ai quasi 400 mila americani che sono morti a causa del Covid. Il mare di bandiere, si legge sull'HuffPost, è stato illuminato da 56 diversi fasci di luci, a simboleggiare tutti gli stati ed i territori americani e ribadire il messaggio «America United», l'America Unita, con cui Biden intende reagire alla crisi senza precedenti nella storia moderna dopo l'attacco alle istituzioni da parte dei sostenitori di Donald Trump che hanno contestato la sua elezione. 

Solitamente il National Mall ospita centinaia di migliaia di americani durante il giuramento del presidente che si svolge sulla scalinata occidentale di Capitol Hill, la stessa presa d'assalto dai rivoltosi il 6 gennaio. Da giorni il Mall è stato chiuso al pubblico, come gran parte del centro di Washington, che è diventata una città blindata, in assetto di guerra, con 25mila militari della Guardia Nazionale che la presidiano nel timore di nuovi attacchi da parte dei gruppi armati dell'estrema destra. 

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L'allarme dell' FBI

Militanti del movimento estremista di destra QAnon hanno discusso piani per infiltrarsi tra i militari della National Guard nel giorno dell'insediamento di Joe Biden. È questo l'allarme lanciato l'Fbi nel suo ultimo rapporto, diffuso ieri, sulle informazioni raccolte sulle possibili minacce. Il rischio maggiore arriva oltre che dai membri di QAnon, molti dei quali hanno partecipato all'assalto al Congresso del 6 gennaio dopo il comizio di Donald Trump, da cosiddetti «lone wolves», lupi solitari che potrebbero agire in maniera isolata. «Membri di QAnon hanno discusso la possibilità di travestirsi da militari della National Guard, convinti di potersi così facilmente infiltrare nelle aree protette», si legge nel rapporto ottenuto dal Washington Post che indica anche come «stiano aumentato i timori di azioni di lupi solitari», armati che hanno partecipato alle proteste contro i risultati elettorali senza legami specifici con QAnon o altre gruppi dell'estrema destra.

L'Fbi ha anche sottolineato di aver osservato come in questi ultimi giorni persone abbiamo scaricato e condiviso mappe di obiettivi sensibili a Washington. In generale i federali parlano quindi di «un traffico di comunicazioni sospette» in Rete, ma aggiungono di non aver raccolto «nulla che indichi un'azione specifica», un complotto preciso.

Infine, mentre l'Fbi registra come in una Washington che ricorda la Green Zone di Baghdad ai tempi della guerra, la National Guard ha scoperto diversi individui intenti a fotografare e registrare il lavoro dei suoi oltre 21mila militari schierati. Alcuni di questi video sono stati caricati sulla Rete. Un portavoce del Secret Service, il corpo preposto alla tutela del presidente che ha il coordinamento delle operazioni di sicurezza per l'insediamento, non commenta il rapporto dell'Fbi ma afferma di «prendere con estrema serietà ogni minaccia». 

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