Epstein, l’ipotesi del suicidio “indotto”. Trump: «Sapeva cose su Clinton»

Lunedì 12 Agosto 2019 di Anna Guaita

Sono ben tre le inchieste aperte sul suicidio in carcere del finanziere pedofilo Jeffrey Epstein. Ma intanto sui social media le teorie complottistiche hanno preso il volo, abbracciate dallo stesso Donald Trump. Il miliardario in attesa di processo al Metropolitan correctional center di Manhattan si è tolto la vita nella notte fra venerdì e sabato. Arrestato lo scorso 6 luglio con l’accusa di aver organizzato sin dai primi anni Duemila un circuito di prostituzione minorile, Epstein era stato posto sotto stretta sorveglianza dopo che il 23 luglio era stato trovato con ferite al collo che avevano fatto pensare a un tentativo di suicidio. Misteriosamente, dopo appena sei giorni, la direzione della prigione aveva deciso che il rischio suicidio non esisteva più, e il miliardario era stato trasferito in una cella da solo, in un’altra ala del carcere, sotto normale sorveglianza. Questa decisione ha lasciato tutti sorpresi, e non manca chi sospetta che l’uomo sia stato lasciato quasi incustodito proprio nella speranza che si togliesse la vita.

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LE AMICIZIE
La destra estrema si è subito tuffata ad insinuare che l’ex presidente Bill Clinton, nel passato amico di Epstein, avesse avuto un ruolo in questa decisione, e Trump ha ritwittato il messaggio «Jeffrey Epstein aveva informazioni su Bill Clinton e ora è morto». L’ex presidente ha reagito insinuando che Trump è impazzito. Ma la verità è che Jeffrey Epstein aveva informazioni su centinaia di esponenti dell’alta società americana, e lo stesso Donald Trump gli era stato amico proprio negli anni in cui era amico di Clinton. È stato il sindaco di New York Bill De Blasio a dare voce alla universale curiosità esclamando: «Molti di noi si chiedono che cosa sapesse, e quanti milionari e miliardari fossero coinvolti nelle sue attività illegali». Le tre inchieste aperte sulla morte – una dell’Fbi, una dell’Ufficio Ispezioni interne del Dipartimento della giustizia e una del medico legale di New York - punteranno probabilmente il dito sulle colpe di qualche amministratore del famoso carcere, ma intanto il procuratore distrettuale di Manhattan ha assicurato che l’inchiesta sui crimini del finanziere non si conclude. Il giro che aveva creato era infatti complesso e vasto, e, secondo le testimonianze delle stesse ragazze che hanno rivelato gli abusi, era gestito da varie persone, inclusa l’ex girlfriend del finanziere, l’ereditiera britannica Ghislaine Maxwell. Dunque se Epstein è morto, le indagini proseguono.

LE VITTIME
Decine di donne che sono state sue vittime da giovanissime hanno tuttavia espresso disappunto davanti al suo suicidio, perché toglie loro «la possibilità di guardarlo in faccia in tribunale», come ha espresso Jennifer Araoz, che sarebbe stata “reclutata” quando aveva solo 15 anni.

Ultimo aggiornamento: 00:08 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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