Da Teheran al Libano, l'autostrada fantasma dove passano i tir che portano i razzi anti-Israele

Venerdì 21 Febbraio 2020 di Gianluca Perino
C’è un’autostrada che sulle mappe turistiche non si trova. E’ lunga oltre duemila chilometri e unisce, attraversando Iraq e Siria, l’Iran con il Libano. Secondo i servizi segreti israeliani e statunitensi è il percorso che viene usato per rifornire di armi le milizie sciite Hezbollah e i palestinesi di Hamas, entrambi in guerra permanente con lo Stato ebraico con un unico obiettivo comune: distruggerlo. I camion che attraversano queste strade desertiche sono scortati da combattenti armati e possono contare su due vantaggi: la fondamentale instabilità dei Paesi che attraversano e, cosa ancora più importante, l’appoggio del capo di Damasco, Bashar al Assad, strettamente legato alla Russia ma soprattutto a Teheran.

Un sistema collaudato e la firma di Soleimani
Lungo il percorso sono stati posizionati in zone strategiche, isolate dai grandi centri, depositi che vengono utilizzati per il carico-scarico di missili a corto raggio e di altri strumenti di morte: un sistema, questo, che ricalca i normali schemi del trasporto merci su gomma ma che muove armi e supporti per la guerra ad Israele e il rafforzamento di Assad, oltre naturalmente ad accrescere il peso di Teheran in tutta l'area. Il progetto, e la sua realizzazione materiale nel corso degli ultimi anni, porta la firma di Qasem Soleimani (qui il suo ritratto), potentissimo generale iraniano, ucciso dai missili lanciati da un drone Usa mentre era a bordo di un’auto nei pressi dell’aeroporto di Baghdad il 3 gennaio scorso.





Gli attraversamenti dei confini
Uno degli snodi cruciali dell'autostrada delle armi è il valico di Albukamal, situato verso la parte Nord del confine iracheno con la Siria. Negli ultimi mesi l'intelligence ha notato un'intensa attività nell'area, con ruspe, camion e mezzi pesanti impegnati a costruire un valico alternativo (qui sotto la foto di ImageSat International lo conferma), più defilato rispetto a quello regolare. E' proprio da qui, dopo una lunga chiusura, che verso la fine dello scorso anno sono ripresi i passaggi dei camion carichi di missili.




Il passaggio di Al Tanef e la preoccupazione di Israele
In realtà la strada più comoda e veloce per arrivare a Damasco e quindi in Libano, sarebbe la frontiera di al Tanef, più a sud di Albukamal, che si trova nel triangolo di confine tra Iraq, Giordania e Siria. Ma questa area, almeno per il momento, è controllata dagli Stati Uniti e dalle formazioni ribelli che combattono contro Assad. Il problema è che Donald Trump, nei mesi scorsi, ha deciso di ritirare tutti i suoi uomini dalla Siria. Quindi, al Tanef resterà sguarnita? La preoccupazione di Israele sulla questione è forte, tanto che Netanyahu ha chiesto direttamente alla Casa  Bianca di soprassedere: al momento nel presidio americano ci sarebbero tra i 150 e 200 uomini delle forze speciali, ma se Washington decidesse la ritirata completa per Gerusalemme sarebbe un problema. Con quel valico disponibile, infatti, i rifornimenti di armi per Hezbollah e Hamas sarebbero più veloci e consistenti.

L'arrivo in Libano
L'ultimo tratto dell'autostrada delle armi è in qualche modo quello più sicuro (teoricamente) per i camion e per i loro carichi. Il passaggio tra Siria e Libano avviene infatti nella zona della Beeka Valley, un'area sotto il controllo degli Hezbollah. Vicino all'attraversamento c'è anche una fabbrica dove i terroristi sciiti assemblavano missili di precisione, obiettivo colpito dai raid israeliani. 

Le bombe per distruggere i depositi
Le immagini satellitari di ImageSat International (qui sotto) dimostrano che di recente alcuni dei depositi dove i camion caricano le armi sono stati oggetto di attacchi portati da aerei o droni, probabilmente effettuati da Israele e Stati Uniti (ipotesi però mai confermate ufficialmente). Uno degli ultimi, verso la fine dell’estate scorsa, ha colpito un magazzino nei pressi della base aerea di Balad, ottanta chilometri a nord di Baghdad; un altro, invece, ha completamente distrutto un deposito di munizioni grande 25mila metri quadri della milizia sciita Hashd al-Shaabi a sud ovest della capitale irachena. Gli sforzi di America e Israele per bloccare questo ponte tra Iran e Libano sono costanti. 




La soluzione pacifica
Ma non c’è soltanto la via militare per chiudere l'autostrada. Gli Stati Uniti, e i loro alleati, stanno cercando di realizzare un piano di assistenza e investimenti a favore dello sviluppo economico dell’Iraq, così da rendere Baghdad indipendente dall’Iran, al quale è quasi completamente legata soprattutto per la fornitura di energia elettrica. Tagliando questo cordone ombelicale, il passaggio di mezzi carichi di armi in viaggio verso il Libano sarebbe molto più complicato ed oneroso. Ultimo aggiornamento: 08:32 © RIPRODUZIONE RISERVATA